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Vincenzo Bellini

Compositore italiano

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Il rito

Per lasciare un gesto serve entrare: bastano pochi istanti.

Così la famiglia sa chi l'ha acceso.

Nascita: 3 novembre 1801, Catania. Morte: 23 settembre 1835, Puteaux, a 33 anni.

Chi era

Vincenzo Bellini è stato un compositore siciliano, nato a Catania nel 1801 e morto a soli trentatré anni nei pressi di Parigi. In dieci opere liriche, scritte in poco meno di un decennio, ha portato al vertice il canto lirico italiano dell’Ottocento: tra i suoi titoli più eseguiti ci sono La sonnambula, Norma e I puritani. Lo si ricorda per le melodie lunghe e raccolte, che molti colleghi dell’epoca, Giuseppe Verdi compreso, guardavano con ammirazione.

Infanzia e famiglia

Nacque il 3 novembre 1801 a Catania, in un appartamento preso in affitto nel palazzo Gravina Cruyllas, affacciato su piazza San Francesco d’Assisi, da Rosario Bellini e da Agata Ferlito. Il Dizionario biografico degli italiani lo descrive come il primo di sei fratelli, mentre Wikipedia in inglese parla del maggiore di sette. Era nato in una casa di musicisti: il padre insegnava e suonava, il nonno Vincenzo Tobia, trasferito a Catania da Torricella Peligna, in Abruzzo, era un compositore stimato di musica sacra.

L'ingresso del palazzo Gravina Cruyllas a Catania, dove nacque Vincenzo Bellini e dove oggi ha sede il Museo civico belliniano
L'ingresso del palazzo Gravina Cruyllas a Catania, dove nacque Vincenzo Bellini e dove oggi ha sede il Museo civico belliniano — GiovanniPen, CC BY-SA 4.0. Wikimedia Commons

Le biografie antiche lo dipingevano come un bambino prodigio che a diciotto mesi cantava arie e a sei anni scriveva musica. Gli studiosi di oggi sono prudenti: il Dizionario biografico nota che di quelle prime composizioni non è stato ritrovato nulla, e secondo Wikipedia in inglese il biografo Herbert Weinstock ritiene molti di quei racconti semplici leggende. Quello che si sa è che verso i quattordici anni Vincenzo andò a studiare con il nonno e che intorno al 1817 la sua produzione era già abbastanza fitta da attirare l’attenzione della città.

Gli studi a Napoli

Il senato civico di Catania gli concesse una borsa di studio, di trentasei once l’anno, per frequentare il Real Collegio di Musica di San Sebastiano a Napoli. Sull’arrivo le fonti non coincidono nei particolari: il Dizionario biografico lo colloca a Napoli il 18 giugno 1819, Wikipedia in italiano racconta una traversata da Messina con cinque giorni di tempesta, Wikipedia in inglese dice che partì da Catania in luglio. Nel conservatorio ebbe come maestri, tra gli altri, Giacomo Tritto e Nicola Antonio Zingarelli, che lo indirizzò verso i classici e verso una melodia semplice ed espressiva.

Tra i compagni di corso c’erano Saverio Mercadante e Francesco Florimo, calabrese: quest’ultimo restò l’amico di tutta la vita, il destinatario di molte lettere e, poi, il primo biografo del compositore. Il Dizionario biografico ricorda che nel 1820 Bellini aderì alla carboneria, per poi allontanarsi presto dalla politica. Come saggio finale del corso presentò nel teatrino del collegio il suo primo lavoro teatrale, Adelson e Salvini (1825), e l’anno dopo ebbe il primo successo vero al San Carlo con Bianca e Gernando, titolo ritoccato per rispetto al Principe Ferdinando di Borbone.

Milano e gli anni dei successi

Nel 1827 l’impresario Domenico Barbaja gli commissionò un’opera per la Scala e Bellini si trasferì a Milano. Lì conobbe il poeta Felice Romani, che scrisse i testi di quasi tutte le sue opere successive. Il pirata, andato in scena il 27 ottobre 1827, fu un trionfo, e la stampa milanese lo indicò come il solo operista capace di opporre a Gioachino Rossini uno stile personale. Seguirono La straniera (14 febbraio 1829), che il Dizionario biografico ricorda con ventisei repliche, e Zaira, scritta per l’inaugurazione del nuovo teatro di Parma e ritirata, sempre secondo il Dizionario, dopo otto recite: lo stile di Bellini era poco adatto al pubblico di provincia.

Poi vennero gli anni migliori. I Capuleti e i Montecchi debuttarono alla Fenice di Venezia l’11 marzo 1830, La sonnambula al Teatro Carcano di Milano il 6 marzo 1831, e il 26 dicembre dello stesso anno Norma alla Scala, con Giuditta Pasta nel ruolo della protagonista. Secondo Wikipedia in inglese la prima sera fu accolta con freddezza e Bellini scrisse a Florimo di un fiasco; ma l’opera fu replicata trentanove volte nella stagione e a Bergamo, nel 1832, ebbe un successo sempre crescente. Si racconta anche che la Pasta, durante le prove, non volesse cantare la celebre aria «Casta diva», giudicandola poco adatta alla sua voce, e che il compositore la convinse a riprovarla per una settimana.

Gli interpreti della prima di Norma: Domenico Donzelli (Pollione), Giuditta Grisi (Adalgisa) e Giuditta Pasta (Norma), stampa dell'Ottocento
Gli interpreti della prima di Norma: Domenico Donzelli (Pollione), Giuditta Grisi (Adalgisa) e Giuditta Pasta (Norma), stampa dell'Ottocento — Unknown 19th-century artist, Public domain. Wikimedia Commons

Il 1833 portò Beatrice di Tenda, ancora alla Fenice, accolta in modo discontinuo; a Bellini parve che una parte della colpa fosse della lentezza di Romani e la polemica tra i due si fece pubblica. Secondo il Dizionario biografico i rapporti si ricomposero nel 1834.

Vita privata

Bellini non si sposò mai. Da giovane si innamorò a Napoli di Maddalena Fumaroli, ma il padre di lei, ricorda Wikipedia in inglese, rifiutò per iscritto di dare la figlia a un «suonatore di cembalo». Quando, qualche anno dopo, la famiglia ritirò il rifiuto, il musicista era ormai preso dalla carriera e rispose di no. Dal 1828 al 1833 ebbe un legame con Giuditta Turina, giovane donna sposata conosciuta a Genova; secondo Wikipedia in inglese lo concluse quando lei annunciò di voler lasciare il marito, perché temeva che un impegno simile lo distraesse dal lavoro; per il Dizionario biografico la rottura venne invece dopo che il marito, a causa di una lettera imprudente di Bellini, ottenne la separazione legale.

Wikipedia in inglese segnala anche che Florimo, diventato esecutore letterario dell’amico, avrebbe ritoccato o inventato alcune lettere per consegnare alla storia un’immagine più composta di lui, e distrutto quelle più compromettenti: per questo le sue memorie vanno lette con cautela.

Londra e Parigi

Nell’aprile 1833 Bellini partì per Londra, dove diresse Il pirata e Norma, e in agosto si trasferì a Parigi. Vi frequentò i salotti, in particolare quello della Principessa Belgiojoso, dove incontrò esuli italiani, scrittori come Heinrich Heine e musicisti come Fryderyk Chopin e Luigi Cherubini. Rossini, che viveva in città, finì per trattarlo, ricorda Wikipedia in inglese, quasi come un figlio, dopo che per un po’ il compositore aveva temuto una sua ostilità. Un’opera per l’Opéra, scritta in francese, restò un progetto. La censura bloccò anche Ernani, di cui rimangono frammenti.

Per il Théâtre-Italien Bellini compose I puritani su versi del Conte Carlo Pepoli, scrivendo gran parte della partitura a Puteaux, ospite di un amico inglese. La prima, il 24 gennaio 1835, fu un successo: l’opera ebbe diciassette repliche fino al 31 marzo e il Re Luigi Filippo lo nominò cavaliere della Legion d’onore, mentre da Napoli arrivò una decorazione del Re Ferdinando II. Fu l’ultima prima della sua vita.

Le opere

  • 1825 — Adelson e Salvini, Napoli, teatrino del conservatorio
  • 1826 — Bianca e Gernando, Napoli, Teatro San Carlo
  • 1827 — Il pirata, Milano, Teatro alla Scala
  • 1829 — La straniera (Milano) e Zaira (Parma)
  • 1830 — I Capuleti e i Montecchi, Venezia, Teatro La Fenice
  • 1831 — La sonnambula, Milano, Teatro Carcano
  • 1831 — Norma, Milano, Teatro alla Scala
  • 1833 — Beatrice di Tenda, Venezia, Teatro La Fenice
  • 1835 — I puritani, Parigi, Théâtre-Italien

Accanto alle opere ci sono molte romanze da camera, fra cui Dolente immagine, sinfonie giovanili e musica sacra, tutta scritta prima del 1825.

La morte

All’inizio di settembre del 1835 il compositore, che viveva ancora a Puteaux, scrisse a Florimo di un lieve disturbo intestinale. Nei giorni seguenti il male si aggravò. Il medico Luigi Montallegri, mandato dalla Principessa Belgiojoso, comunicò per qualche giorno notizie ora migliori ora peggiori. Secondo Wikipedia in inglese Bellini morì verso le cinque del pomeriggio del 23 settembre 1835, a trentatré anni. Il Dizionario biografico riporta anche la data del 24 settembre, ma aggiunge che l’indicazione contiene un errore di stampa.

Il medico di corte Adolphe Dalmas eseguì l’autopsia e parlò di una grave infiammazione del colon con un ascesso al fegato. Wikipedia in italiano osserva che oggi, senza esami di laboratorio sui tessuti, la causa non si può stabilire con certezza e che quel quadro è compatibile sia con una malattia infiammatoria cronica dell’intestino sia con un’infezione acuta; il Dizionario biografico propone una dissenteria di origine probabilmente amebica e ricorda che le voci di avvelenamento furono respinte dagli storici. Wikidata registra come causa la dissenteria; Encyclopedia.com parla di amebiasi, mentre la rubrica Composers Datebook di Your Classical scrive di una gastroenterite cronica.

Fu Rossini a occuparsi delle esequie e del patrimonio. Il funerale si tenne il 2 ottobre 1835 nella cappella degli Invalides, con la Messa da Requiem di Cherubini; Wikipedia in italiano scrive che Rossini fu tra i portatori della bara, mentre secondo Composers Datebook a reggere gli angoli del drappo furono Paer, Cherubini, Carafa e Rossini. Romani gli dedicò un omaggio pubblicato a Torino il 1° ottobre.

Dove riposa

Per oltre quarant’anni Bellini rimase sepolto nel Cimitero parigino di Père-Lachaise, sotto un monumento di Carlo Marochetti, vicino alle tombe di Chopin e di Cherubini. Quel monumento, ricorda Wikipedia in inglese, esiste ancora, ma è vuoto.

Il monumento a Bellini nel Cimitero di Père-Lachaise a Parigi, dove il compositore rimase sepolto dal 1835 al 1876
Il monumento a Bellini nel Cimitero di Père-Lachaise a Parigi, dove il compositore rimase sepolto dal 1835 al 1876 — Coyau, CC BY-SA 3.0. Wikimedia Commons

Il 23 ottobre 1876 le sue spoglie furono trasferite nel duomo di Catania, la cattedrale di Sant’Agata, dopo un viaggio in cui il feretro fu accolto ovunque con commozione; i funerali furono seguiti, secondo Wikipedia in italiano, da migliaia di catanesi. La tomba è un monumento funebre in marmo di Carrara e bronzo, opera dello scultore Giovanni Battista Tassara, addossato a un pilastro della navata destra. Sulla lapide sono incise le prime parole di un’aria della Sonnambula.

La tomba di Vincenzo Bellini nella cattedrale di Sant'Agata a Catania
La tomba di Vincenzo Bellini nella cattedrale di Sant'Agata a Catania — Berthold Werner, CC BY-SA 4.0. Wikimedia Commons

L’eredità

A Catania il suo nome è dappertutto. Il palazzo dove nacque ospita il Museo civico belliniano; il teatro lirico della città, in piazza Bellini, porta il suo nome, come il parco pubblico di via Etnea. In piazza Stesicoro il monumento in suo onore è opera di Giulio Monteverde. Il 3 novembre, giorno della nascita, il Bellini Festival si chiude con un concerto in cattedrale, mentre il 23 settembre un concerto ricorda la morte.

La statua di Vincenzo Bellini a Catania
La statua di Vincenzo Bellini a Catania — Bernard Gagnon, CC BY 4.0. Wikimedia Commons

Gli sono intitolati anche il conservatorio cittadino, fondato nel 1951, e dal 2008 l’aeroporto di Catania-Fontanarossa; a lui fu dedicata anche la banconota da cinquemila lire emessa nel 1985. Wikipedia in italiano ricorda che Verdi, in una lettera a Florimo del 1869, gli riconobbe una grande originalità, e che il giovane Richard Wagner scelse la Sicilia come scenario del Divieto d’amare, la seconda delle sue opere, indicando la chiarezza del canto belliniano come un modello per gli operisti tedeschi. Nel Novecento compositori come Bruno Maderna e Luigi Nono tornarono a studiarlo.

Date da ricordare

  • 3 novembre 1801 — nascita a Catania
  • 1819 — l’arrivo a Napoli per studiare al Real Collegio di Musica
  • 27 ottobre 1827 — la prima del Pirata alla Scala
  • 26 dicembre 1831 — la prima di Norma alla Scala
  • 24 gennaio 1835 — la prima dei Puritani a Parigi
  • 23 settembre 1835 — la morte a Puteaux
  • 2 ottobre 1835 — il funerale agli Invalides
  • 23 ottobre 1876 — le spoglie sono inumate nel duomo di Catania

1801–1835

Dove riposa

Cattedrale di Sant'Agata (Catania)

Da dove viene quello che c'è scritto

Immagine: Pietro Luchini, Public domain (Wikimedia Commons)

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