William Key
Veterinario autodidatta e addestratore di Beautiful Jim Key
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Il rito
Un pensiero
Lascia un pensieroWilliam Key, che tutti chiamavano «Doc» o «Doc Bill», nacque schiavo. La Tennessee Encyclopedia dice a Winchester, nel Tennessee, senza indicare l’anno; altre fonti danno luoghi e date diversi, e per questo qui l’anno non si scrive. Prese il cognome del suo padrone, un altro William Key, proprietario terriero e imprenditore di Shelbyville. Fin da bambino, scrive la stessa enciclopedia, mostrò una dote speciale per cavalli e muli: sapeva capirli, e loro lo seguivano.
Nessuno gli insegnò il mestiere di veterinario. Se lo insegnò da solo, leggendo i testi che trovava e provando i rimedi sugli animali, finché non fu un veterinario stimato e anche un dentista per cavalli; la gente lo chiamava «dottore». Una fonte dice che curava anche le persone, fra gli schiavi, con quel che sapeva. Durante la guerra civile, secondo la Tennessee Encyclopedia, seguì al fronte, a Fort Donelson, i due figli del suo padrone. Dopo la guerra vendette un linimento, il Keystone Liniment, e con quel commercio si fece strada da uomo libero, come scrivono la Tennessee Encyclopedia e Vita Brevis.
La svolta, per lui e per il suo cavallo, arrivò con una puledra d’Arabia. Secondo la Tennessee Encyclopedia Key la comprò a Tupelo, nel Mississippi, maltrattata, e la incrociò con uno stallone, Tennessee Volunteer. Nacque un puledro, che chiamò Jim. Era brutto, magro, goffo e malaticcio: i garzoni di stalla gli dicevano di sopprimerlo. Key non lo fece. Lo curò con pazienza, e il piccolo diventò un cavallo baio con una stella bianca sulla fronte, alto sedici mani, circa un metro e sessanta (en.wikipedia). Visse con la famiglia di Key, prima in casa e poi nella stalla accanto.
Fu allora che Key cominciò a insegnargli. Jim osservava tutto, e per prima cosa imitò i trucchi di uno dei cani di Key. Poi arrivarono le lettere, i numeri, le monete. Key non usò mai la frusta: la sua regola, ripetuta da tutte le fonti, erano la gentilezza e la pazienza. Dopo anni di lavoro, il cavallo sapeva scegliere lettere, dare il resto, rispondere alle domande con un cenno del capo. Chi lo promuoveva diceva che sapeva anche leggere, scrivere e fare i conti sotto il trenta (en.wikipedia); chi lo vide, restò colpito.

Nel 1897 Key portò Jim a Nashville, all’Esposizione del centenario del Tennessee. Un funzionario dell’American Humane Association, Albert R. Rogers, vide lo spettacolo, intuì che cosa avevano fra le mani e organizzò le tournée in tutto il paese. Per anni, quasi dieci, Key e Jim viaggiarono su un vagone ferroviario attrezzato, nei teatri e alle fiere, da Atlantic City a Chicago, a Boston, fino al Madison Square Garden. Key promosse anche i Band of Mercy, i «gruppi della pietà», nei quali i bambini promettevano di trattare bene gli animali: secondo la Tennessee Encyclopedia centinaia di migliaia di ragazzi firmarono quell’impegno.
Il presidente William McKinley, secondo en.wikipedia, assistette a una dimostrazione in Tennessee e disse che era la cosa più sorprendente e più divertente che avesse visto, e un esempio di quel che si può ottenere con la gentilezza e la pazienza. Nel 1904 Jim fu fra le attrazioni più amate della Fiera mondiale di Saint Louis, dove si esibì, fra gli altri, davanti alla figlia del presidente Theodore Roosevelt. Vita Brevis aggiunge che nel 1902, a Charleston, Key ottenne che alla fiera fosse concessa una giornata anche al pubblico afroamericano: è un fatto che porta una sola fonte, e lo diamo come tale.
Il cavallo e l’uomo si ritirarono nel 1906. Jim, avanti con gli anni e tormentato dai reumatismi, tenne l’ultima esibizione pubblica nel marzo di quell’anno a Kansas City, e Key lo portò a Shelbyville (en.wikipedia e Tennessee Encyclopedia). Lì passarono gli ultimi anni. Key morì nel 1909: en.wikipedia scrive il 18 ottobre, ma nessun’altra fonte che ho letto dà il giorno, e perciò qui si dice solo l’anno. Dove sia sepolto non lo dice nessuna fonte che ho trovato, e preferiamo non indicarlo.
Jim gli sopravvisse di tre anni. Morì il 18 settembre 1912 a Shelbyville, e fu sepolto lungo la strada di Tullahoma, in una tomba rimasta quasi dimenticata per un secolo (en.wikipedia e una scheda dell’Università del Missouri sul libro che ne racconta la storia). Di quella del cavallo si hanno notizie; di quella dell’uomo, nelle fonti che ho letto, non c’è traccia.
Un uomo nato schiavo, che da solo imparò un mestiere e lo seppe fare così bene da farsi chiamare dottore, e che insegnò a un puledro malaticcio a stare davanti a un pubblico senza frusta. La storia del suo cavallo, dei suoi trucchi e della tomba sulla strada di Tullahoma si legge nella nostra raccolta della memoria degli animali: la lapide di Beautiful Jim Key racconta il cavallo che Doc Key aveva cresciuto. Cimiteri.Online ricorda così William Key.
Da dove viene quello che c'è scritto
- Tennessee Encyclopedia: William Key (consultata il 23/10/2026) consultata il 23 ottobre 2026
- Wikipedia in inglese: Beautiful Jim Key (consultata il 23/10/2026) consultata il 23 ottobre 2026
- Vita Brevis, American Ancestors: Beautiful Jim Key (2021) (consultata il 23/10/2026) consultata il 23 ottobre 2026
- Università del Missouri, guida alla storia dei veterinari afroamericani: Key (consultata il 23/10/2026) consultata il 23 ottobre 2026
- Cimiteri.Online: Beautiful Jim Key, memoria di un animale (consultata il 23/10/2026) consultata il 23 ottobre 2026
- Wikimedia Commons: categoria Beautiful Jim Key, pubblico dominio (consultata il 23/10/2026) consultata il 23 ottobre 2026
Immagine: (rielaborata dalla Redazione)
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A cura di Cimiteri.Online