
San Gregorio Nazianzeno
Santo · Si ricorda il 2 gennaio
Foto: Autore sconosciuto · Pubblico dominio · Commons
Vescovo e dottore della Chiesa del IV secolo. Il Martirologio Romano lo ricorda il 2 gennaio; per il calendario liturgico è una memoria.
La vita
Gregorio nacque nel 329 ad Arianzo, un paese vicino a Nazianzo, in Cappadocia. Il padre, anch’egli di nome Gregorio, apparteneva a una setta ebraica; la moglie Nonna lo convertì al cristianesimo, ed egli diventò vescovo di Nazianzo. Il fratello Cesario fu medico alla corte dell’imperatore Giuliano e poi governatore. Gregorio crebbe negli anni delle grandi discussioni sulla natura della Trinità, e ne fu segnato per tutta la vita. Fece i primi studi a Cesarea di Cappadocia, e qui nacque l’amicizia con Basilio; poi a Cesarea Marittima, ad Alessandria e infine ad Atene, dove incontrò anche il futuro imperatore Giuliano. Raggiunse Basilio nel Ponto, nel monastero di Annesi, ma tornò presto a casa sperando in una vita ancora più ritirata. Nel 361 il padre lo ordinò sacerdote contro la sua volontà: Gregorio fuggì, poi accettò, e nella sua autobiografia ricordò che il padre lo aveva piegato con la forza. Basilio, vescovo di Cesarea, lo nominò vescovo di Sasima, ma Gregorio non raggiunse mai quella sede: fu fermato dal vescovo di Tiana, che gli chiuse il passo, e non volle imporsi con le armi in pugno. Dopo la morte del padre guidò per un periodo la comunità di Nazianzo, dopo essersi ritirato a vita da eremita a Seleucia. Nel 379 fu chiamato a Costantinopoli a guidare la piccola comunità rimasta fedele alla fede di Nicea, e lì pronunciò i cinque discorsi che gli valsero il titolo di «Teologo»: per lui la teologia non è una dimostrazione umana, ma viene dalla preghiera di tutta una vita e dal dialogo continuo con il Signore.
La morte
Nel 380 l’imperatore Teodosio lo fece vescovo di Costantinopoli, e il concilio del 381 lo riconobbe. Le discussioni furono molto accese, ed egli fu accusato di occupare quella sede in modo illegittimo; dichiarandosi incapace di mettere d’accordo le parti, lasciò il concilio. Nel 382 diventò vescovo di Nazianzo e dopo un anno tornò a vivere in solitudine ad Arianzo, e lì morì intorno al 390.
Dove riposa e le reliquie
Le sue reliquie furono custodite per molti secoli a Costantinopoli, nella chiesa di Tutti i Santi. Una tradizione attestata solo nel Seicento le fa arrivare a Roma portate da monache bizantine in fuga dalle persecuzioni degli iconoclasti: sarebbero state deposte in un monastero donato dal papa Zaccaria, poi dedicato a Santa Maria e San Gregorio, e nel 1580 trasferite in San Pietro in Vaticano per volere di Gregorio XIII, dove ancora si trovano. Un’altra tradizione, senza conferme, le vuole portate a Roma al tempo della quarta crociata, quando Costantinopoli fu saccheggiata. Nel 2004 papa Giovanni Paolo II ne donò una parte al patriarca Bartolomeo di Costantinopoli.
Patrono di
La Chiesa cattolica lo riconosce Dottore, titolo datogli da Pio V nel 1568, e lo conta tra i Padri; fa parte dei Padri della Cappadocia e dei quattro grandi dottori della Chiesa d’Oriente. Gli ortodossi lo venerano insieme a Basilio e a Giovanni Crisostomo, i tre «Gerarchi». Le Chiese orientali lo ricordano in due giorni diversi, e il calendario latino lo celebra con Basilio e nel giorno della sua morte.
Tradizioni e usanze
Fu maestro di Girolamo. Ci ha lasciato un’opera vastissima, tra gli autori più citati dopo la Scrittura: 45 orazioni, fra cui gli elogi funebri per l’amico Basilio e per il padre, 245 lettere e molti versi di contenuto teologico e personale. Nei discorsi teologici combatté gli ariani, che negavano la divinità di Cristo, e altre dottrine che toglievano qualcosa alla piena divinità del Figlio o dello Spirito Santo.
Invocazione
San Gregorio Nazianzeno, vescovo, dottore della Chiesa e maestro di parola, ti affidiamo le nostre preoccupazioni. Illumina la nostra mente e scalda il nostro cuore. Donaci la pace che solo Dio sa dare, e restaci vicino. Amen.
Ringraziamento
San Gregorio Nazianzeno, ti siamo grati per la luce che i tuoi scritti hanno dato alla Chiesa. La tua preghiera ci accompagna e ci consola.
Da dove viene quello che c’è scritto
- Wikipedia
- santiebeati.it
- Il giorno: Martirologio Romano.
Gli altri che si ricordano il 2 gennaio
- Santi Basilio Magno e Gregorio NazianzenoVescovi e dottori della Chiesa del IV secolo. Il Martirologio Romano li ricorda il 2 gennaio; per il calendario liturgico è una memoria.
- Sant’Adalardo di CorbieAbate del IX secolo, con culto a Corbie.
- Sant’Airaldo di Saint-Jean-de-MaurienneMonaco e vescovo del XII secolo.
- Santi Argeo, Narciso e MarcellinoMartiri del IV secolo.
- San Bernario di CorbieMonaco del IX secolo.
- San Blidulfo (Bladulfo)Monaco a Bobbio del VII secolo.
- Beata Cecilia CoppoliClarissa e badessa del XV secolo, con culto a Foligno.
- Beato CorradoVenerato a Neustadt del XIII secolo.
- San Defendente di TebeMartire del III secolo.
- San Giovanni il BuonoVescovo di Milano del VII secolo, con culto a Milano.
- Beato Guglielmo de LoarteMercedario di epoca antica, di cui restano poche notizie.
- Beato Guglielmo RepinSacerdote e martire dell’XVIII secolo, con culto a Angers.
- Beato Lorenzo BâtardSacerdote e martire dell’XVIII secolo, con culto a Angers.
- San Mainchin (Munchino) di LimerickVescovo del VII secolo.
- Beato Marcolino Amanni da ForlìSacerdote domenicano del XIV secolo.
- Beata Maria Anna Sureau BlondinFondatrice del XIX secolo, con culto a Lachine.
- San MassimoAbate di San Giovanni di Limony del VII secolo, con culto a Ardèche.
- San Silvestro di TroinaAbate del XII secolo.
- Beata Stefana QuinzaniVergine domenicana del XVI secolo, con culto a Soncino.
- San TelesforoPapa e martire del II secolo.
- San Teodoro di MarsigliaVescovo del VI secolo.
- San VincenzianoEremita dell’VIII secolo.
Il giorno prima: Maria Santissima Madre di Dio
Il giorno dopo: Santa Genoveffa