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Immagine di San Valentino di Terni

San Valentino di Terni

Santo · Si ricorda il 14 febbraio

Foto: Giosuè Tacconi · CC BY-SA 4.0 · Commons

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Così la famiglia sa chi l'ha acceso.

Vescovo e Martire di epoca antica, di cui restano poche notizie. Il Martirologio Romano lo ricorda il 14 febbraio.

La vita

Valentino fu vescovo di Terni e morì martire. Il suo nome compare già in un antichissimo calendario dei martiri, con la città in cui fu sepolto e il giorno della morte, e nel sesto secolo un racconto della sua passione ne descrive il martirio. Secondo quel racconto, a Roma viveva il filosofo greco Cratone, che teneva una scuola frequentata dai figli dell’aristocrazia. Suo figlio Cerimone era colpito da un male gravissimo, e qualcuno gli consigliò di chiamare il vescovo di Terni, che aveva già guarito una persona con la stessa malattia. Valentino arrivò e rispose che avrebbe aiutato il ragazzo solo se il padre lo voleva davvero. Cratone gli offrì la metà dei suoi beni, ma il vescovo chiese soltanto la sua conversione. Dopo aver discusso a lungo i propri dubbi, Cratone accettò. Valentino si chiuse da solo con Cerimone e pregò per tutta la notte; al mattino, dice il racconto, la porta si aprì e il ragazzo, che prima non muoveva un muscolo, corse cantando fra le braccia dei genitori. Si convertirono tutti, e anche Abbondio, figlio del prefetto di Roma. Per questo il prefetto lo fece arrestare e giustiziare di notte, di nascosto. Tre allievi di Cratone, Procolo, Efebo e Apollonio, portarono il corpo a Terni, dove un magistrato fece uccidere anche loro. Gli studiosi di oggi collocano la vicenda verso la metà del quarto secolo.

La morte

Fu decapitato di notte e senza testimoni, per ordine del prefetto di Roma, che non poteva più perseguire apertamente i cristiani. Anche i tre discepoli che ne avevano riportato il corpo furono messi a morte.

Dove riposa e le reliquie

Fu sepolto sulla collina di Terni, lungo la via Flaminia, vicino a una necropoli. Nel quarto secolo vi sorse una basilica, dove i suoi resti sono conservati in una teca. Altre reliquie, spesso arrivate dalle catacombe di Roma, si trovano in molte chiese: a San Valentino Torio dal 1936, a Roma nella chiesa di Santa Maria in Cosmedin (il teschio), a Dublino nella chiesa di Whitefriar, portate nel 1836 dal carmelitano John Spratt per dono di Gregorio XVI.

Patrono di

Viene invocato come patrono degli innamorati e come protettore di chi soffre di epilessia. È patrono di Terni e di molti altri centri, fra cui Bussolengo, Musile di Piave, Andriano e San Valentino Torio. Qualche studioso osserva però che, per la sua storia, sarebbe più adatto come protettore degli studenti e dei maestri.

Tradizioni e usanze

La festa degli innamorati ha probabilmente origini nel quarto secolo, e sostituì la festa pagana dei Lupercali, dedicata al dio Luperco, che cadeva il giorno dopo. La diffusero i benedettini, che custodivano la basilica di Terni, attraverso i loro monasteri in Italia, Francia e Inghilterra. A Terni, la domenica prima del 14 febbraio, si tiene la festa della promessa: centinaia di giovani vengono in città in vista delle nozze. A Bussolengo e a Pozzoleone si fanno fiere antichissime; a Quero, sul Piave, dopo la messa si fanno rotolare arance lungo un pendio e i fedeli cercano di raccoglierle; a Zoppola si consegna una candela che va accesa quando scoppiano i temporali; a San Valentino Torio c’è la sagra della polpetta di carote. Il Martirologio romano ricorda anche un altro Valentino, sacerdote e martire, e per secoli le due storie si sono mescolate.

Da dove viene quello che c’è scritto
Il Santo del giorno: Santi Cirillo e Metodio

Gli altri che si ricordano il 14 febbraio

Il giorno prima: Sante Fosca e Maura

Il giorno dopo: Santi Faustino e Giovita

Il calendario di tutti i santi