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Immagine di San Mesrop

San Mesrop

Santo · Si ricorda il 17 febbraio

Foto: Francesco Maggiotto · Pubblico dominio · Commons

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Così la famiglia sa chi l'ha acceso.

Dottore della Chiesa armena del V secolo. Il Martirologio Romano lo ricorda il 17 febbraio.

La vita

Mesrop Mashtots nacque verso il 361 a Hatsekats, nella regione di Taron. Da giovane ricevette un’istruzione non religiosa e conosceva bene il greco e il persiano; per la sua sapienza fu fatto segretario personale di re Cosroe III, incaricato di scrivere in entrambe le lingue gli editti del sovrano. Poi, a un certo momento, avvertì il desiderio di stare più vicino a Dio, lasciò la corte, prese i voti e si ritirò in monastero, dove visse in povertà, passando le notti in preghiera e studiando le Scritture. Erano anni difficili per l’Armenia, spezzata fra l’influenza bizantina e quella persiana, ma la Chiesa e il popolo si strinsero per non perdere la propria identità. Nel 394 Mesrop partì a predicare il Vangelo ai pagani, con il consenso del Catholicos Sahak, e vide quanto pesasse la mancanza di una scrittura armena: il testo sacro circolava in greco, persiano e siriaco, e servivano persone che lo traducessero per chi ascoltava. Ne parlò al re e al patriarca e ricevette il loro appoggio. Nacque così l’alfabeto armeno, di trentasei lettere, forse ispirato al greco; due altre si aggiunsero solo nel dodicesimo secolo. Lo aiutarono il vescovo Daniele e il monaco Rufino di Samosata. La prima frase scritta fu l’apertura del libro dei Proverbi di Salomone. Poi Mesrop fondò scuole, a Costantinopoli ottenne dall’imperatore Teodosio II la licenza di predicare nell’Armenia bizantina, e mandò i discepoli in varie città a tradurre i testi sacri.

La morte

Morì nel 440, circa sei mesi dopo il suo amico e maestro, il patriarca Isacco, di cui prese per un breve periodo il posto nella guida spirituale.

Dove riposa e le reliquie

La sua tomba si trova a Oshakan, villaggio che dista otto chilometri da Ashtarak, verso sud-ovest.

Tradizioni e usanze

Il suo allievo e biografo Koryun ci ha lasciato la maggior parte dei particolari sulla sua vita. Fra i discepoli mandati a tradurre ci furono Mosè di Corene, Yeznik di Koghb, Giovanni Mandakuni, Giuseppe Balnese e Giovanni di Egheghiatz. Il patriarca Isacco tradusse le Scritture nel 411; poiché il risultato non parve del tutto corretto, due discepoli furono inviati a Edessa a rifarlo, e confrontarono i testi con quelli della biblioteca di Alessandria. Grazie a queste traduzioni ci è arrivata la parte seconda delle Cronache scritte da Eusebio di Cesarea, il cui originale greco è andato perduto. Per gli Armeni l’alfabeto, inventato nel 406, segnò l’inizio della loro letteratura e la base del sentimento nazionale. Il Martirologio romano lo ricorda come dottore degli Armeni, monaco e scrivano di corte, autore anche di inni e cantici.

Invocazione

San Mesrop, monaco e padre dell’alfabeto armeno, guarda con bontà chi ti invoca. Ottieni a noi l’amore per la Parola e per lo studio. Prega per noi e per quanti abbiamo amato, e non lasciare che la speranza ci abbandoni. Amen.
Redazione di cimiteri.online

Ringraziamento

A te, san Mesrop, va la nostra gratitudine per il dono dell’alfabeto al tuo popolo. Il tuo esempio ci ricorda che la speranza non finisce.
Redazione di cimiteri.online
Da dove viene quello che c’è scritto
Il Santo del giorno: Sette santi fondatori dei Servi di Maria

Gli altri che si ricordano il 17 febbraio

Il giorno prima: Santa Giuliana di Nicomedia

Il giorno dopo: Beato Angelico

Il calendario di tutti i santi