Dottore della Chiesa armena del V secolo. Il Martirologio Romano lo ricorda il 17 febbraio.
La vita
Mesrop Mashtots nacque verso il 361 a Hatsekats, nella regione di Taron. Da giovane ricevette un’istruzione non religiosa e conosceva bene il greco e il persiano; per la sua sapienza fu fatto segretario personale di re Cosroe III, incaricato di scrivere in entrambe le lingue gli editti del sovrano. Poi, a un certo momento, avvertì il desiderio di stare più vicino a Dio, lasciò la corte, prese i voti e si ritirò in monastero, dove visse in povertà, passando le notti in preghiera e studiando le Scritture. Erano anni difficili per l’Armenia, spezzata fra l’influenza bizantina e quella persiana, ma la Chiesa e il popolo si strinsero per non perdere la propria identità. Nel 394 Mesrop partì a predicare il Vangelo ai pagani, con il consenso del Catholicos Sahak, e vide quanto pesasse la mancanza di una scrittura armena: il testo sacro circolava in greco, persiano e siriaco, e servivano persone che lo traducessero per chi ascoltava. Ne parlò al re e al patriarca e ricevette il loro appoggio. Nacque così l’alfabeto armeno, di trentasei lettere, forse ispirato al greco; due altre si aggiunsero solo nel dodicesimo secolo. Lo aiutarono il vescovo Daniele e il monaco Rufino di Samosata. La prima frase scritta fu l’apertura del libro dei Proverbi di Salomone. Poi Mesrop fondò scuole, a Costantinopoli ottenne dall’imperatore Teodosio II la licenza di predicare nell’Armenia bizantina, e mandò i discepoli in varie città a tradurre i testi sacri.
La morte
Morì nel 440, circa sei mesi dopo il suo amico e maestro, il patriarca Isacco, di cui prese per un breve periodo il posto nella guida spirituale.
Dove riposa e le reliquie
La sua tomba si trova a Oshakan, villaggio che dista otto chilometri da Ashtarak, verso sud-ovest.
Tradizioni e usanze
Il suo allievo e biografo Koryun ci ha lasciato la maggior parte dei particolari sulla sua vita. Fra i discepoli mandati a tradurre ci furono Mosè di Corene, Yeznik di Koghb, Giovanni Mandakuni, Giuseppe Balnese e Giovanni di Egheghiatz. Il patriarca Isacco tradusse le Scritture nel 411; poiché il risultato non parve del tutto corretto, due discepoli furono inviati a Edessa a rifarlo, e confrontarono i testi con quelli della biblioteca di Alessandria. Grazie a queste traduzioni ci è arrivata la parte seconda delle Cronache scritte da Eusebio di Cesarea, il cui originale greco è andato perduto. Per gli Armeni l’alfabeto, inventato nel 406, segnò l’inizio della loro letteratura e la base del sentimento nazionale. Il Martirologio romano lo ricorda come dottore degli Armeni, monaco e scrivano di corte, autore anche di inni e cantici.
Invocazione
San Mesrop, monaco e padre dell’alfabeto armeno, guarda con bontà chi ti invoca. Ottieni a noi l’amore per la Parola e per lo studio. Prega per noi e per quanti abbiamo amato, e non lasciare che la speranza ci abbandoni. Amen.
Ringraziamento
A te, san Mesrop, va la nostra gratitudine per il dono dell’alfabeto al tuo popolo. Il tuo esempio ci ricorda che la speranza non finisce.
Da dove viene quello che c’è scritto
- Wikipedia
- santiebeati.it
- Il giorno: Martirologio Romano.
Gli altri che si ricordano il 17 febbraio
- Santi Sette Fondatori dell’Ordine dei Servi di MariaGruppo di santi del XIV secolo. Il Martirologio Romano li ricorda il 17 febbraio; per il calendario liturgico è una memoria facoltativa.
- Sant’Alessio FalconieriFondatore del XIV secolo.
- Beato Antonio LeszczewiczSacerdote e martire del XX secolo, con culto a Rosic.
- Beata Ascensione di San Giusepppe (Isabella Sánchez Romero)Vergine domenicana, martire del XX secolo.
- San Benedetto di DoliaVescovo del XII secolo.
- San Bonoso di TreviriVescovo del IV secolo.
- San Constabile (Costabile)Quarto Abate di Cava del XII secolo, con culto a Cava de’ Tirreni.
- Santi Donato, Secondiano, Romolo e compagniMartiri concordiesi del IV secolo.
- Beata Edvige CarboniLaica del XX secolo, con culto a Roma.
- Beata Elisabetta SannaVedova, Terziaria francescana del XIX secolo, con culto a Roma.
- Sant’Evermodo di RatzeburgVescovo del XII secolo.
- Beato Federico da Berga (Martino Tarrés Puigpelat)Sacerdote cappuccino, martire del XX secolo, con culto a Barcellona.
- San Finan di Lindisfarne (di Iona)Vescovo del VII secolo.
- San FintanAbate di Cluain Ednech del VII secolo.
- San FlavianoPatriarca di Costantinopoli del V secolo.
- Beato Luca BelludiSacerdote francescano del XIII secolo.
- San LupianoSanto del IV secolo.
- San LurechSanto del VII secolo.
- San Mac EarcVescovo del V secolo.
- Beato MazelinoAbate dell’XI secolo.
- San Pietro Yu Chong-nyulPadre di famiglia, martire del XIX secolo, con culto a Pyongyang.
- San Silvino di CremonaVescovo dell’VIII secolo.
- San Silvino di TherouanneVescovo dell’VIII secolo.
- San Teodoro di AmaseaSoldato e martire di epoca antica, di cui restano poche notizie.
Il giorno prima: Santa Giuliana di Nicomedia
Il giorno dopo: Beato Angelico
