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Immagine di Sant'Ilaro (Ilario)

Sant’Ilaro (Ilario)

Santo · Si ricorda il 28 febbraio

Foto: Hartmann Schedel · Pubblico dominio · Commons

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Così la famiglia sa chi l'ha acceso.

Papa del V secolo, con culto a Roma. Il Martirologio Romano lo ricorda il 28 febbraio.

La vita

Ilario nacque in Sardegna, figlio di un certo Crispino. Nel 449 fu inviato da Leone I, con il vescovo Giulio di Pozzuoli, al secondo concilio di Efeso. Lì sostenne con forza le ragioni di Roma e contrastò la condanna di Flaviano, patriarca di Costantinopoli. Per questo subì le violenze di Dioscoro di Alessandria e scampò per un soffio. In una lettera all’imperatrice Pulcheria spiegò di aver faticato a fuggire e a portare a Roma il resoconto. Fu eletto papa nel 461, dopo la morte di Leone, e continuò la sua politica energica. Gli affari più urgenti riguardavano la Gallia e la Spagna: nel 462 convocò un sinodo che regolò le controversie di Narbona e di Arles, stabilendo tra l’altro che i vescovi non potessero lasciare la diocesi senza il permesso scritto del metropolita e che i beni della Chiesa non si vendessero senza l’esame di un sinodo. Nel 463 intervenne sul vescovo di Vienne, Mamerto, che aveva consacrato un vescovo a Die contro le norme. Nel 465 il sinodo romano, tenuto in Santa Maria Maggiore, è il più antico di cui ci siano giunti gli atti originali: stabilì che le norme ecclesiastiche non si potevano violare e che nessun vescovo poteva passare da una diocesi all’altra. A Roma, nel 466, richiamò in San Pietro davanti a tutti l’imperatore Antemio per un suo favorito, Filoteo, che frequentava una setta eretica, e lo esortò a tenere sotto controllo l’eresia. Fece costruire molte chiese: nel battistero del Laterano due cappelle, dedicate l’una al Battista e l’altra all’apostolo Giovanni, perché durante la fuga da Efeso si era nascosto in una cripta di Giovanni apostolo, e a lui attribuì la liberazione; una cappella della Santa Croce, conventi, bagni pubblici e biblioteche vicino a San Lorenzo fuori le mura.

La morte

Morì nel 468, dopo oltre sei anni di governo. La sua memoria cade alla fine di febbraio.

Dove riposa e le reliquie

Fu sepolto in San Lorenzo fuori le mura. Alcune sue reliquie sono nella basilica della Beata Vergine del Carmelo a Mesagne.

Tradizioni e usanze

La ricchezza degli edifici e degli arredi che fece realizzare gli procurò critiche: mentre Roma sprofondava nella miseria, nelle chiese brillavano gemme e tesori. Un giudizio, osserva lo storico, affrettato, perché la Chiesa disponeva di ampie risorse e beni immobili.

Invocazione

Sant’Ilaro, papa sardo e difensore della fede, ti affidiamo le nostre preoccupazioni. Ottieni a noi una fede serena e salda. Intercedi per noi presso Dio, oggi e nei giorni difficili. Amen.
Redazione di cimiteri.online

Ringraziamento

Ti ringraziamo, sant’Ilaro, per il servizio reso alla Chiesa e alle persone. La tua preghiera ci accompagna e ci consola.
Redazione di cimiteri.online
Da dove viene quello che c’è scritto
Il Santo del giorno: San Romano abate

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