Sacerdote e dottore della Chiesa del XIII secolo, con culto a Fossanova. Il Martirologio Romano lo ricorda il 7 marzo.
La vita
Tommaso nacque tra il 1224 e il 1225 a Roccasecca, nella contea di Aquino, ultimo di molti figli del conte Landolfo e di Teodora. A cinque anni il padre lo affidò ai monaci di Montecassino, perché imparasse le lettere e un giorno ne diventasse abate. A quattordici o quindici anni andò a studiare a Napoli e lì conobbe i Domenicani, che lo attirarono con la loro vita austera e dedita allo studio. Quando entrò nell’ordine, la famiglia non lo accettò: i fratelli lo fermarono per strada e lo tennero per circa due anni nel castello di Monte San Giovanni Campano. Non era una prigione vera, perché poteva muoversi e ricevere visite, ma nessuno riuscì a fargli cambiare idea. Studiò poi a Parigi e a Colonia con Alberto Magno, che vedendolo difendere una tesi contro di sé profetizzò che quel giovane silenzioso, soprannominato «bue muto», un giorno avrebbe fatto sentire la sua voce in tutto il mondo. Insegnò a Parigi e in Italia, tornò a Napoli per organizzare uno studio di teologia e rifiutò l’arcivescovado della città, preferendo la povertà, lo studio e la preghiera. Scrisse moltissimo, dettando a tre segretari alla volta.
La morte
Nell’autunno del 1273, mentre celebrava messa nella cappella dedicata a San Nicola, ebbe una visione: da quel giorno non scrisse e non dettò più nulla, e si liberò perfino di penne e carte. Reginaldo da Piperno non capiva, e lui gli rispose che tutto quello che aveva scritto gli sembrava paglia davanti a ciò che aveva visto. A fine gennaio 1274 si mise in viaggio per il concilio di Lione, convocato da Gregorio X. Si ammalò e perse l’appetito al castello di Maenza, dalla nipote Francesca, e si fermò a riprendere le forze nell’abbazia di Fossanova. Si confessò, ricevette l’eucaristia e l’unzione dei malati, e morì all’alba del 7 marzo 1274, dopo aver ricevuto di nuovo l’eucaristia.
Dove riposa e le reliquie
Le sue spoglie sono a Tolosa, nella chiesa dei Domenicani chiamata Les Jacobins. A Salerno, in San Domenico, si venera la sua mano destra. Nella concattedrale di Priverno c’è un secondo cranio a lui attribuito, trovato a Fossanova nel 1585; la costola del cuore si trova nella concattedrale di Aquino.
Patrono di
Fu proclamato santo da Giovanni XXII nel 1323 e dichiarato dottore della Chiesa da Pio V nel 1567. Sono sotto la sua protezione i teologi e gli accademici, i librai e gli studenti; dal 1880 veglia su tutte le scuole cattoliche. È patrono anche delle città e delle diocesi di Priverno e di Aquino.
Come si riconosce nei dipinti
Si dipinge con l’abito dei Domenicani e una cintola nera, che ricorda le preghiere con cui chiese a Dio di restare sempre casto. Il calice rimanda al suo insegnamento sull’eucaristia.
Tradizioni e usanze
Si racconta che un eremita di nome Bonus avesse predetto alla madre che il figlio sarebbe diventato domenicano e santo. I biografi antichi ricordano che da bambino teneva in mano una pergamena con scritta l’Ave Maria. Un aneddoto che circolava fra i seguaci di Lutero lo dipingeva così robusto che sul suo tavolo di lavoro sarebbe stato scavato un incavo per farlo stare seduto. Al Concilio di Trento la sua Summa Theologiae fu posta sull’altare accanto alla Bibbia. Pio XI ripeté la formula, già cara alla tradizione, che lo diceva il più santo fra i dotti e il più dotto fra i santi. Sulla sua morte corse la voce che fosse stato avvelenato: Dante ne dà la colpa a Carlo d’Angiò, e il cronista Villani parla di dolci avvelenati da un medico del re; la voce fu però smentita.
Invocazione
San Tommaso d’Aquino, frate domenicano e maestro di teologia, a te ci rivolgiamo con semplicità. Sostieni chi studia e illumina la nostra mente. Quando il cuore è stanco, ricordaci che la speranza è più forte del dolore. Amen.
Ringraziamento
Grazie, san Tommaso d’Aquino, per la luce che i tuoi scritti hanno dato alla Chiesa. La tua luce ci sostiene nei giorni difficili.
Da dove viene quello che c’è scritto
- Wikipedia
- santiebeati.it
- Il giorno: Martirologio Romano.
Gli altri che si ricordano il 7 marzo
- Sant’Ardone di AnianoSacerdote del IX secolo.
- Santi Basilio, Eugenio, Agatodoro, Elpidio, Etereo, Capitone ed EfremVescovi e martiri del IV secolo.
- San Drausio di SoissonVescovo del VII secolo.
- Beato Emanuele Vílchez MontalvoSacerdote e martire del XX secolo, con culto a Spagna.
- Beato Enrico d’AustriaMercedario di epoca antica, di cui restano poche notizie.
- Sant’EubulioMartire del III secolo.
- San Gaudioso di BresciaVescovo del V secolo.
- San Giovanni Battista Nam Chong-samMartire del XIX secolo, con culto a Seoul.
- Beati Giovanni Larke, Giovanni Ireland e Germano GardinerMartiri del XVI secolo.
- Beato Giuseppe Olallo ValdesReligioso Fatebenefratelli del XIX secolo, con culto a Camagueym.
- San Giusto Ranfer di BretenièresSacerdote e martire del XIX secolo, con culto a Sai-Nam-Tho.
- Beato Leonida FedorovVescovo e martire del XX secolo, con culto a Kirov.
- Beato Luca SyCatechista e martire del XX secolo.
- San Ludovico BeaulieuSacerdote e martire del XIX secolo, con culto a Sai-Nam-Tho.
- Beato Luigi (Mati) PaliqSacerdote francescano, martire del XX secolo, con culto a Janosh.
- Beato Maisam Pho InpèngPadre di famiglia, martire del XX secolo, con culto a Den Din.
- Santa Maria Antonia di San Giuseppe (María Antonia de Paz y Figueroa)Vergine e fondatrice dell’XVIII secolo, con culto a Buenos Aires.
- San Paolo di Plousias (di Prusa)Vescovo del IX secolo.
- San Paolo il SempliceMonaco del IV secolo.
- San Pietro Enrico DorieSacerdote e martire del XIX secolo, con culto a Sai-Nam-Tho.
- Santi Saturo, Saturnino, Revocato e SecondinoMartiri del IV secolo.
- Santi Simeone BerneuxVescovo e martire del XIX secolo, con culto a Sai-Nam-Tho.
- Santa Teresa Margherita (Anna Maria Redi) del Cuore di GesùVergine dell’XVIII secolo, con culto a Firenze.
Il giorno prima: Santa Coletta
Il giorno dopo: San Giovanni di Dio
