Papa del V secolo. Il Martirologio Romano lo ricorda il 10 marzo.
La vita
Simplicio nacque a Tivoli, figlio di un cittadino di nome Castino, e fu il quarantasettesimo vescovo di Roma dal 468 al 483. Venne eletto in un clima molto calmo dopo la morte di Ilario, ma il suo fu un tempo agitato: gli imperatori d’Occidente si succedevano in fretta, spesso nelle mani di generali potenti. Nel 476 Odoacre, capo degli Eruli, depose l’ultimo imperatore, Romolo Augusto, e pose fine all’impero d’Occidente. Era ariano, ma si mostrò rispettoso verso i cattolici e mantenne quasi intatta l’organizzazione esistente; per Roma cambiò poco, ma per la Chiesa si aprì una stagione di crescita. Simplicio difese con fermezza l’indipendenza della Chiesa dalle pretese degli imperatori bizantini e l’autorità di Roma in materia di fede, nella lunga controversia monofisita; quando l’imperatore Zenone tornò sul trono, il papa si rallegrò con lui e lo invitò a riconoscere in quella vittoria il segno che Dio voleva ridare libertà alla Chiesa. Lavorò con il patriarca di Costantinopoli Acacio, che poi si accordò con i monofisiti con una formula d’unione, e per molto tempo non gli diede più notizie: quando il patriarca di Alessandria Giovanni Talaia arrivò a Roma, Simplicio era già morto. Nonostante i disordini, si curò anche dell’Occidente: nominò vicario in Spagna il vescovo di Siviglia e difese i diritti della sede romana contro il vescovo di Ravenna. Fece costruire quattro chiese a Roma: la grande chiesa rotonda di Santo Stefano al Celio; Sant’Andrea Catabarbara, ricavata da un’antica basilica civile donata dal goto Flavio Valila; una chiesa di Santo Stefano vicino a San Lorenzo, oggi scomparsa; e Santa Bibiana, dove era la tomba della santa. Stabilì anche turni per il clero di tre zone della città, affinché le grandi basiliche fuori le mura avessero sempre chi celebrasse.
La morte
Morì il 10 marzo del 483.
Dove riposa e le reliquie
Fu sepolto nel portico della basilica di San Pietro; in seguito le spoglie furono trasferite nel poliandro della basilica e non se ne seppe più nulla.
Tradizioni e usanze
Dopo la sua morte Odoacre cercò di influenzare la scelta del successore: il prefetto della città sostenne che Simplicio stesso avesse chiesto al re un ordine in questo senso, ma il clero rifiutò e continuò a seguire la norma voluta da Bonifacio I e dall’imperatore Onorio, secondo cui è vescovo di Roma chi è eletto secondo la forma canonica, con il consenso di tutti.
Invocazione
San Simplicio, papa in anni di grandi cambiamenti, guarda con bontà chi ti invoca. Ottieni a noi una fede serena e salda. Prega per noi e per quanti abbiamo amato, e non lasciare che la speranza ci abbandoni. Amen.
Ringraziamento
A te, san Simplicio, va la nostra gratitudine per il servizio reso alla Chiesa e alle persone. Il tuo esempio ci ricorda che la speranza non finisce.
Da dove viene quello che c’è scritto
- Wikipedia
- santiebeati.it
- Il giorno: Martirologio Romano.
Gli altri che si ricordano il 10 marzo
- Sant’AttalaAbate di Bobbio del VII secolo.
- San BlancardoVescovo del VII secolo.
- Santi Caio ed AlessandroMartiri ad Apamea del II secolo, con culto a Apamea.
- San DrottoveoAbate a Parigi del VI secolo.
- Beato Elia del Soccorso (Mateo Elías Nieves del Castillo)Sacerdote agostiniano, martire del XX secolo, con culto a Cortázar.
- Sant’Emiliano di LagnyAbate del VII secolo.
- San Failbhe BecAbate di Iona dell’VIII secolo, con culto a Iona.
- San Ferfugill di ClondalkinVescovo dell’VIII secolo.
- Beato Giovanni Delle CelleAbate del XIV secolo, con culto a Vallombrosa.
- San Giovanni OgilvieSacerdote gesuita, martire del XVII secolo, con culto a Glasgow.
- San Macario di GerusalemmeVescovo del IV secolo.
- Santa Maria Eugenia di Gesù (Anna Milleret de Brou)Fondatrice del XIX secolo, con culto a Auteuil (Parigi).
- Beato Marie Jean Joseph LatasteFondatore del XIX secolo, con culto a Frasne-le-Chateau.
- San SilvestroVescovo in Irlanda del V secolo.
- San VittoreMartire in Africa di epoca antica, di cui restano poche notizie.
Il giorno prima: Santa Francesca Romana
Il giorno dopo: San Sofronio di Gerusalemme
