Salta al contenuto
Accedi
Personaggi Famosi · 3 minuti di lettura

Stan Lee

12 novembre 2018

Il 12 novembre 2018 moriva a Los Angeles Stan Lee, che con Jack Kirby e Steve Ditko diede vita ai supereroi Marvel. La sua storia, dal 1941 ai film.

Scheda commemorativa di Stan Lee (28 dicembre 1922 – 12 novembre 2018) — Fumettista — cimiteri.online
In apertura: Stan Lee. Foto: US Embassy Tokyo, Pubblico dominio, Wikimedia Commons.

Il 12 novembre ricorre l’anniversario della morte di Stan Lee, spentosi a Los Angeles nel 2018, a 95 anni. Lasciava un’opera che ha cambiato la faccia dei fumetti americani e, con il tempo, quella del cinema.

Era nato a New York nel 1922 con il nome di Stanley Lieber, primo figlio di una coppia di immigrati ebrei dalla Romania. Il primo lavoro fu in una piccola casa editrice, la Timely, destinata a diventare la Marvel. Il suo nome d’arte comparve nel 1941, in calce a una pagina di solo testo che serviva a riempire un numero di Capitan America. Era l’inizio di un percorso rapido: a diciassette anni, raccontano le fonti, era già il più giovane editor del settore.

La guerra lo portò per tre anni nell’esercito, dove scrisse manuali e materiali di addestramento. Tornato alla Timely, per tutti gli anni cinquanta si adattò ai generi che il mercato chiedeva, e verso la fine del decennio considerò seriamente di cambiare mestiere.

La svolta arrivò nel 1961 con i Fantastici Quattro, nati dalla collaborazione con il disegnatore Jack Kirby. In quella stagione il suo metodo fu chiaro: supereroi che avevano pregi e difetti come le persone comuni. Seguirono, a breve distanza, Hulk, Thor, l’Uomo Ragno, Iron Man, gli X-Men. Nel 1972 la Marvel passò avanti alla concorrente DC nelle vendite.

Il successo non fu privo di polemiche. Sulla spartizione del merito dei Fantastici Quattro Lee e Kirby non si trovarono d’accordo, e ancora oggi chi studia la storia del fumetto ricorda quanto i disegnatori, oltre allo sceneggiatore, abbiano contribuito alla fisionomia di quei personaggi.

Dal 1981 visse in California e si dedicò a portare le storie Marvel al cinema e alla televisione. Le sue brevi comparse nei film, che gli valsero il titolo di produttore esecutivo, diventarono un appuntamento per gli spettatori. Nel 2008 ricevette dal presidente George W. Bush la National Medal of Arts, nel 2011 una stella sulla Hollywood Walk of Fame.

Gli ultimi anni portarono un lutto: il 6 luglio 2017 morì la moglie Joan, con la quale era sposato dal 1947. Lui le sopravvisse di sedici mesi. Il suo successore alla guida della Marvel, Roy Thomas, andò a trovarlo due giorni prima della fine, e lo ricordò ancora pronto a ragionare di nuove apparizioni sul grande schermo.

Dopo la cremazione, le ceneri furono consegnate alla figlia Joan Celia. Le fonti che abbiamo consultato non indicano un luogo di sepoltura, quindi non possiamo suggerire una tomba da visitare. Due giorni dopo la morte, un omaggio comparve sulla sua stella di Hollywood.

Alla sua scomparsa la Marvel ha risposto, l’anno seguente, con un gesto semplice: nel logo che apre i suoi film, in Captain Marvel, sono scorse le immagini delle sue apparizioni.

Sulla lapide di Stan Lee si può lasciare un fiore, un lume o un pensiero.

Fonti

La Redazione

Da leggere insieme