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Antonio Cantafora

Attore italiano

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Il rito

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Antonio Cantafora nacque a Crotone e lavorò come attore anche con il nome d’arte di Michael Coby. Studiò recitazione con Alessandro Fersen e debuttò sul grande schermo nel 1967 con il western El Desperado, di Franco Rossetti. Negli anni Settanta lavorò soprattutto nel cinema di genere: E Dio disse a Caino… di Antonio Margheriti (1970), Gli orrori del castello di Norimberga di Mario Bava (1972), La Badessa di Castro di Armando Crispino (1974).

Per la somiglianza con Terence Hill fu scelto come il «bello» accanto all’americano Paul L. Smith, il «grosso», in una serie di film sul modello di quelli di Bud Spencer e Terence Hill. Simone e Matteo erano i nomi dei loro personaggi in due di quei film, e per questo furono battezzati i «cloni» della coppia originale. Tra i titoli di quella stagione ci sono Carambola (1974) di Ferdinando Baldi, Simone e Matteo – Un gioco da ragazzi (1975) e Il vangelo secondo Simone e Matteo (1976) di Giuliano Carnimeo, Noi non siamo angeli di Gianfranco Parolini e Carioca tigre.

Poi proseguì soprattutto come caratterista, con registi importanti: Alberto Lattuada in La cicala (1980), Bruno Barreto in Gabriela (1983), Federico Fellini in Intervista (1987), Jerzy Skolimowski in Acque di primavera (1989), Mauro Bolognini ne La famiglia Ricordi (1995). Recitò anche in Vacanze di Natale ’90 di Enrico Oldoini, in Giovanni Falcone di Giuseppe Ferrara (1993), ne Il cartaio di Dario Argento (2004) e ne I Viceré di Roberto Faenza (2007).

In televisione fu presente in Attentato al Papa (1986), ne Il generale di Luigi Magni (1987), ne I promessi sposi di Salvatore Nocita (1989) e in Elisa di Rivombrosa (2003-2004). Tra i suoi ultimi film figura Death Walks Behind You (2024). Nei film in cui recitava accanto a Paul L. Smith lo si sentiva spesso con la voce di Pino Locchi. Morì a Roma.

La sua carriera attraversa il cinema di genere degli anni Settanta e i «cloni» di Hill e Spencer, poi i set di grandi autori, da Fellini a Skolimowski, fino a uno degli ultimi film, del 2024.

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Immagine: Autore sconosciuto, Public domain (Wikimedia Commons)

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