Bianca Cappello
Granduchessa consorte di Toscana
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Lascia un pensieroChi era
Bianca Cappello, o Capello, nacque a Venezia nel 1548 in una famiglia del patriziato lagunare e morì a Poggio a Caiano, nei pressi di Firenze, il 20 ottobre 1587. Si fece ricordare per una vicenda che i contemporanei e i posteri trovarono quasi romanzesca: a quindici anni lasciò la casa paterna per seguire un giovane impiegato fiorentino, divenne l’amante e poi la seconda moglie di Francesco I de’ Medici, signore della Toscana, e portò il titolo di Granduchessa dal giugno del 1579. Morì poche ore dopo il marito, al termine di una malattia improvvisa i cui motivi sono discussi da più di quattro secoli: le fonti parlano di febbri malariche, di un possibile avvelenamento o di entrambe le cose, e nessuna delle due spiegazioni è unanimemente accolta.
Le origini a Venezia
Era figlia di Bartolomeo Cappello, nobile veneziano nato nel 1519 e morto nel 1594, e di Pellegrina Morosini, di un’altra tra le più illustri casate della Repubblica. Wikipedia in inglese la dice secondogenita e unica femmina, con un fratello maggiore, Vittorio, nato nel 1547. L’Enciclopedia Italiana, nella voce firmata da Roberto Cessi nel 1930, la presenta come nipote del Cardinale Grimani, Patriarca di Aquileia. Il giorno della nascita non è noto: secondo Wikipedia in italiano lo ignorava anche lei, che da adulta provò a ricostruirlo interrogando i parenti senza ottenere risposta.
La fuga a Firenze
Nel 1563, ancora quindicenne, abbandonò il palazzo di famiglia per raggiungere Firenze con Pietro Bonaventuri, giovane toscano che lavorava nel banco dei Salviati. Wikipedia in inglese e in francese indicano la data della fuga nel 28 novembre 1563, e dicono che le nozze furono celebrate nella città toscana. Secondo la voce italiana la ragazza fu ingannata sulle reali condizioni del marito, e gli affidò senza troppe cautele i gioielli della dote. La fuga fece rumore: il governo veneziano cercò di riavere la fuggitiva e, scrive Treccani, arrivò a aprire una contesa diplomatica con Firenze, ma il Granduca Cosimo I prese la coppia sotto la sua protezione e il tentativo non ebbe esito. Nel 1564 nacque una figlia, chiamata Virginia o, secondo altre fonti, Pellegrina.
I primi tempi non furono facili. Stando a Wikipedia in inglese, la famiglia del marito era nobile ma ridotta in povertà e le affidava lavori umili. Secondo la stessa voce fu la bellezza di Bianca ad attirare l’attenzione del Principe ereditario Francesco, figlio di Cosimo. Per la voce tedesca, poco dopo la scoperta della sua identità Francesco ne divenne l’amante segreto e presto la rese la sua favorita ufficiale.

Accanto a Francesco de’ Medici
Francesco aveva già per moglie Giovanna d’Austria. Le fonti concordano nel descrivere un matrimonio infelice: secondo la voce italiana il Principe non amava il carattere della moglie e le rimproverava di non dargli un erede maschio, dopo una serie di figlie femmine. Corteggiò Bianca con doni di gioielli, vesti e denaro, e al marito di lei fu offerto un impiego a corte. Pietro Bonaventuri fu assassinato per strada a Firenze: Wikipedia in italiano e in inglese indicano il 1572 e parlano di una vicenda legata alla sua vita sregolata, con il sospetto, mai provato, di una responsabilità del Principe; la voce tedesca indica il 1570 e sostiene che fu Francesco a ordinare l’omicidio, mentre l’Enciclopedia Italiana e Britannica scrivono 1569. Le voci consultate non citano un documento che sciolga il contrasto.
Nel 1574 morì Cosimo e Francesco divenne granduca. Bianca ebbe una casa vicina al Palazzo Pitti, l’edificio che oggi in via Maggio porta il suo nome e che la voce francese attribuisce a un progetto di Bernardo Buontalenti; la voce italiana dice che fu decorato dagli artisti di corte. Wikipedia in tedesco ricorda che in quegli anni fu anche mecenate e che attorno al 1575 favorì la fondazione di un convento dei Paolotti sulle colline a sud dell’Arno, di fronte alla città.

Le vicende di quegli anni ruotano attorno alla successione. Nel 1576 nacque Antonio, che le fonti presentano come figlio di Bianca e Francesco. L’Enciclopedia Italiana sostiene che Bianca finse di essere incinta e di partorire, per legare a sé l’amante; Britannica dice che presentò al Granduca il neonato di una donna del popolo. Wikipedia in italiano riferisce che gli storici propendono per la gravidanza simulata, ma che la vera origine del bambino non è mai stata chiarita. Wikipedia in tedesco aggiunge una ricostruzione con madri sostitute e un’ostetrica, sostenendo che Francesco ignorava l’inganno. Nel 1577 la moglie del Granduca diede alla luce Filippo, l’erede tanto atteso, che però morì nel 1582, quando aveva circa cinque anni.
La seconda moglie del Granduca
Giovanna d’Austria morì nel 1578: la voce italiana parla di un incidente, quella tedesca la dice morta il 10 aprile dopo un parto. Pochi mesi dopo Francesco sposò Bianca in segreto, e il 10 giugno 1579 l’unione fu resa pubblica. Due giorni dopo, il 12 giugno, secondo Wikipedia in inglese, ricevette la corona di Granduchessa a Palazzo Vecchio. La Repubblica di Venezia, che anni prima aveva cercato di riportarla a casa, la riconobbe con un titolo onorifico: la voce francese lo dà come «figlia della Repubblica», e Treccani scrive che il governo veneto riconobbe la dignità a cui era salita, mentre la sua famiglia accettò gli onori offerti. Le feste per le nozze si svolsero, secondo la voce francese, nella villa di Pratolino, costruita da Buontalenti per il Granduca a partire dal 1569.
La posizione di Bianca restava però fragile. Wikipedia in inglese osserva che dopo la morte del piccolo Filippo il Granduca si adoperò per fare di Antonio il suo erede, con l’appoggio del Re di Spagna Filippo II, e che questo rafforzava la posizione della moglie, madre del successore. Per la voce italiana Francesco riconobbe Antonio il 19 ottobre 1583. I fiorentini, riferisce la stessa fonte, la amavano poco, e a corte aveva un nemico dichiarato nel Cardinale Ferdinando, fratello del Granduca, che le fonti indicano come il suo avversario più duro.

A questo periodo è legato un episodio curioso, citato da Wikipedia in inglese: durante la visita a Firenze dell’ambasceria giapponese Tenshō, uno dei suoi membri ricevette un ritratto di Bianca e volle portarlo in patria per mostrare alle donne giapponesi la bellezza e l’eleganza delle fiorentine. Le voci in italiano e in inglese ricordano poi che a un ritratto di Bianca si deve, per vie traverse, la parola «serendipità», coniata dallo scrittore inglese Horace Walpole.
La morte
Nell’autunno del 1587 la coppia era a Poggio a Caiano, nella villa medicea. Secondo le voci francese e tedesca l’8 ottobre il Cardinale Ferdinando aveva dato una cena a cui parteciparono i due coniugi, e pochi giorni dopo entrambi si ammalarono con febbri violente. Francesco morì il 19 ottobre e Bianca il 20, poche ore dopo, senza che l’uno sapesse dell’altra, per la voce italiana. Le fonti concordano sulle date; quasi tutte indicano Poggio a Caiano (alcune voci scrivono genericamente Firenze), mentre il quadro clinico e la causa restano controversi.
I contemporanei parlarono di febbre terzana, ma subito si diffuse il sospetto del veleno. La voce tedesca riferisce che il sospetto cadde presto sul Cardinale Ferdinando, che aveva un movente evidente e che prese in mano la gestione della casa durante la malattia; riferisce anche un’altra versione, in cui Bianca avrebbe tentato di avvelenare il cognato e il Granduca avrebbe bevuto per errore. Britannica scrive soltanto che i due possono essere stati avvelenati con il consenso di Ferdinando. L’Enciclopedia Italiana nota che si disse che il veleno fosse stato somministrato certo non all’insaputa del Cardinale. Le voci consultate non citano alcuna prova di una responsabilità precisa.
Le indagini scientifiche hanno rimesso in discussione la vicenda. Un documento sull’autopsia, ritrovato in anni recenti, indicava che le viscere dei coniugi erano state sepolte a Bonistallo, nella chiesa dedicata a Maria. Gli studiosi dell’ateneo fiorentino Francesco Mari, Elisabetta Bertol e Aldo Polettini, insieme alla storica della medicina Donatella Lippi, esaminarono perciò alcuni frammenti di fegato conservati in quel luogo. Wikipedia in italiano riferisce che vi trovarono arsenico in dose letale ma non fulminante, compatibile con una lunga agonia; il risultato fu pubblicato sul British Medical Journal e rilanciato dai giornali il 28 dicembre 2006, secondo la voce francese. Altri studiosi lo contestarono: Gino Fornaciari, dell’Università di Pisa, criticò le condizioni del ritrovamento e l’identificazione tramite DNA, e osservò che le febbri alte dei due malati non corrispondono a un avvelenamento da arsenico. Nel 2010 una ricerca delle università di Pisa e Torino rilevò nelle ossa di Francesco proteine del parassita della malaria perniciosa, il Plasmodium falciparum, e ne concluse che il Granduca morì di malaria. Donatella Lippi replicò, secondo Wikipedia in tedesco, che quel ritrovamento non basta a stabilire la causa, perché la malaria in quella zona era allora diffusa, e citò una relazione del Cardinale al Papa con sintomi che a suo avviso indicano l’arsenico. Wikipedia in italiano segnala anche chi sostiene che le due tesi non si escludono. Per questo la morte di Bianca va detta, ancora oggi, attribuita a cause non accertate.
Dove riposa
Il luogo della sepoltura di Bianca non è noto. Francesco fu sepolto nelle Cappelle medicee, accanto alla prima moglie Giovanna. Per Bianca, secondo Wikipedia in italiano, Ferdinando negò le esequie di Stato; la voce inglese aggiunge che alcuni ritengono sia stata deposta in una fossa comune senza nome sotto la chiesa di San Lorenzo, dopo il trasporto da Poggio a Caiano a Firenze, e la voce tedesca scrive che la sua tomba è rimasta ignota. La chiesa di Santa Maria Assunta a Bonistallo, a Poggio a Caiano, che Wikidata registra come luogo di sepoltura, custodì invece le viscere dei due coniugi, e non il corpo di lei, per quanto dicono le fonti consultate.
L’eredità
La storia di Bianca ebbe larga eco, tanto che l’Enciclopedia Italiana parla di un vero ciclo letterario nato attorno alla sua avventura. Una versione liberamente modificata ispirò la tragedia Women Beware Women di Thomas Middleton, rappresentata intorno al 1621. Alexandre Dumas ne parlò in Un anno a Firenze, secondo la voce francese, nel 1841; seguirono il romanzo storico di Rosina Bulwer Lytton del 1843, la tragedia di Elizabeth C. Kinney del 1873 e il romanzo Bianca di Robert Elegant del 1992. Nel cinema compare nel cortometraggio muto di Mario Caserini del 1909. A Firenze il palazzo di via Maggio continua a portare il suo nome.
Date da ricordare
- 1548: nasce a Venezia (il giorno non è noto)
- 28 novembre 1563: la fuga a Firenze con Pietro Bonaventuri (Wikipedia in inglese e in francese)
- 1564: nasce la figlia Virginia o Pellegrina
- 1574: Francesco I diventa Granduca di Toscana
- 1576: nasce Antonio de’ Medici
- 10 giugno 1579: le nozze con Francesco sono rese pubbliche
- 12 giugno 1579: l’incoronazione a Palazzo Vecchio (Wikipedia in inglese)
- 19 ottobre 1587: muore Francesco I
- 20 ottobre 1587: muore Bianca
1587
Da dove viene quello che c'è scritto
- Wikipedia in italiano, voce «Bianca Cappello» consultata il 16 ottobre 2026
- Wikipedia in inglese, voce «Bianca Cappello» consultata il 16 ottobre 2026
- Wikipedia in francese, voce «Bianca Cappello» consultata il 16 ottobre 2026
- Wikipedia in tedesco, voce «Bianca Cappello» consultata il 16 ottobre 2026
- Wikipedia in spagnolo, voce «Bianca Cappello» consultata il 16 ottobre 2026
- Wikidata, «Bianca Cappello» (Q258111) consultata il 16 ottobre 2026
- Treccani, Enciclopedia Italiana (1930), voce «Capello, Bianca» di Roberto Cessi consultata il 16 ottobre 2026
- Università di Firenze (archivio FLORE), scheda di Mari, Polettini, Lippi, Bertol, «The Mysterious Death of Francesco I de' Medici and Bianca Cappello: an Arsenic Murder?», BMJ 333, 2006 consultata il 16 ottobre 2026
- NBC News (con l'Associated Press), notizia sullo studio dell'arsenico nei resti di Francesco I de' Medici, dicembre 2006 consultata il 16 ottobre 2026
- Encyclopaedia Britannica, voce «Bianca Capello» consultata il 16 ottobre 2026
Immagine: Bottega di Scipione Pulzone, Public domain (Wikimedia Commons"Portrait_of_the_Grand_Duchess_Bianca_Cappello".jpg)
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A cura di Cimiteri.Online