Camillo Sivori
Violinista e Compositore
- Nascita
- Scomparsa
Riposa a Cimitero Monumentale di Staglieno, Genova
Il rito
Un pensiero
Lascia un pensieroPer eseguire la Cantata sulla Preghiera, la pagina che Paganini aveva ricavato dal Mosè di Rossini, Camillo Sivori toglieva dal violino tutte le corde tranne il Sol e lo accordava in Si bemolle. Una corda sola, e da quella doveva uscire un’intera scena d’opera. Era uno dei modi con cui, nelle sale d’Europa e delle Americhe, teneva viva l’arte del suo maestro.
Nacque a Genova e a Genova la sua storia comincia presto. Da bambino studiò con Paganini, di cui sarebbe rimasto amico e ultimo allievo. Ebbe anche altri maestri, fra cui Giacomo Costa, che aveva insegnato pure a Paganini, e Agostino Delle Piane. Nel 1827, a dodici anni, suonò nella sua città davanti ai reali di casa Savoia. Da allora cominciò la vita del virtuoso in viaggio, che andò avanti quasi senza soste fino al 1864. Paganini scrisse per lui un concertino per violino e chitarra, di cui non è rimasto l’originale, e altre pagine, tra cui sei brani cantabili e dei minuetti in tempo di valzer per quartetto con chitarra.
Il suo strumento era una copia fedele del Cannone, il Guarneri del Gesù che Paganini amava più di ogni altro. L’aveva costruita a Parigi, nel 1834, il liutaio Jean-Baptiste Vuillaume, che l’aveva regalata allo stesso Paganini. Nel 1840 quel violino passò a Sivori, e da allora è noto come Il Sivori. Aveva le dita corte e faticava con certi armonici doppi. Per questo piegava la musica del maestro alle proprie mani; in compenso la sua intonazione era finissima e la mano sinistra velocissima.
Dal 1841 la carriera prese slancio, perché il pubblico lo riconosceva come l’erede dell’arte paganiniana. A Parigi un critico lo chiamò «Paganinetto», in Germania lo definirono con ironia «il sosia di Paganini». Il 18 novembre 1846 era a Boston, all’Howard Athenaeum, a suonare La Campanella e Il Carnevale di Venezia. Nello stesso anno, in Inghilterra, eseguì per la prima volta il concerto per violino di Mendelssohn. Collaborò con Liszt e visse a lungo a Parigi. Nel 1855 sposò l’attrice comica francese Hortense Damain, morta nel 1881. Per il suo strumento scrisse una cinquantina di pezzi, tra cui dodici capricci per violino solo, l’opera 25.
Di lui resta anche il suono. Poco prima della morte, che lo colse a Genova nel febbraio del 1894, qualcuno lo registrò su un cilindro di cera mentre suonava Le streghe. Nella registrazione il vibrato è larghissimo, e negli altri brani non lo usa mai così: più probabilmente è un effetto cercato, quasi la caricatura di una vecchia strega che canta. In un primo tempo quel cilindro fu attribuito a un altro violinista.
Riposa a Staglieno, nel Pantheon, il tempio dalle colonne doriche che si staglia in cima a un’ampia scalinata, di fronte alla statua della Fede. Chi vuole vedere il suo violino può andare a Palazzo Tursi, sede del Comune di Genova: lo custodisce, accanto al Cannone di Paganini, grazie a una donazione e a un lascito testamentario. Finale Ligure gli ha dedicato un teatro, e a Genova una sala cinematografica porta il suo nome; e i suoi capricci esistono in disco, pubblicati da Naxos nel 2012.
Dove riposa
Cimitero Monumentale di Staglieno, Genova (GE)
Cimitero monumentale di Staglieno, Pantheon
Da dove viene quello che c'è scritto
- Wikipedia: Camillo Sivori (consultata il 23/10/2026) consultata il 23 ottobre 2026
- Wikipedia (inglese): Camillo Sivori (consultata il 23/10/2026) consultata il 23 ottobre 2026
- Wikipedia: Cimitero monumentale di Staglieno (consultata il 23/10/2026) consultata il 23 ottobre 2026
- Wikimedia Commons: File:Camillo Sivori 2.jpg (consultata il 23/10/2026) consultata il 23 ottobre 2026
Immagine: Autore ignoto (incisione da «Vsemirnaja illjustracija», 1894), pubblico dominio, Wikimedia Commons (ritagliata dalla Redazione)
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