Maggie Smith
Attrice britannica
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Lascia un pensieroChi era
Maggie Smith, in realtà Margaret Natalie Smith, è stata un’attrice britannica di teatro, cinema e televisione. La sua carriera è durata circa settant’anni: ha lavorato con il National Theatre di Laurence Olivier, ha vinto due premi Oscar, ha recitato in film come La strana voglia di Jean e Camera con vista e, per il pubblico più giovane, è diventata la severa e affettuosa professoressa Minerva McGonagall di Harry Potter e la Contessa madre Violet Crawley di Downton Abbey. Era Dame dell’Impero britannico dal 1990 e Companion of Honour dal 2014.
Infanzia e formazione
Nacque a Ilford, nell’Essex, il 28 dicembre 1934. Il padre, Nathaniel Smith, era un patologo che lavorava all’università di Oxford; la madre, Margaret Hutton, nata Little, era una segretaria di origine scozzese. La famiglia si trasferì a Oxford quando lei aveva quattro anni, e Maggie ebbe due fratelli maggiori, gemelli (Wikipedia in inglese). Secondo la stessa fonte frequentò l’Oxford High School fino a sedici anni, poi lasciò la scuola per studiare recitazione alla scuola dell’Oxford Playhouse; l’Enciclopedia del Cinema Treccani ricorda che esordì a teatro a diciotto anni.
Il primo ruolo, stando a Wikipedia in inglese, fu Viola in La dodicesima notte, nel 1952 all’Oxford Playhouse, con una compagnia universitaria. Nei due anni successivi recitò in altre produzioni della stessa sala e nel 1954 comparve in un programma televisivo, Oxford Accents.
Dal palcoscenico al National Theatre
Nel 1956 arrivò a Broadway con la rivista New Faces of ’56, dove interpretava più parti, e l’anno dopo fu protagonista con Kenneth Williams del musical comico Share My Lettuce. Nel 1962 vinse il primo di un record di sei Evening Standard Award come migliore attrice, per due commedie di Peter Shaffer, The Private Ear e The Public Eye. Laurence Olivier la notò in The Double Dealer all’Old Vic e la invitò nella compagnia del nuovo National Theatre; con Derek Jacobi e Michael Gambon divenne una presenza fissa degli anni sessanta. Il critico Michael Coveney, citato da Wikipedia in inglese, descrive il rapporto con Olivier come una rivalità professionale tra due persone che si riconoscevano alla pari.
In quegli anni recitò accanto a lui ne The Recruiting Officer (1963-64) e in The Master Builder di Ibsen (1964-65). Nel 1967 interpretò Beatrice in Molto rumore per nulla per la regia di Franco Zeffirelli: la versione televisiva, ritenuta perduta, fu ritrovata nel 2010 alla Library of Congress di Washington e restaurata dalla BBC.
Gli esordi nel cinema
Al cinema comparve per la prima volta nel 1956 in una piccola parte non accreditata in Child in the House. Nel 1958 (1959 secondo Wikipedia in inglese) ebbe il primo ruolo importante in Senza domani, diretto da Seth Holt: fu la sua prima candidatura ai premi BAFTA. Seguirono parti di contorno ma incisive in International Hotel (1963), in un cast con Elizabeth Taylor e Richard Burton, e in Il magnifico irlandese (1965). Con Otello (1965), tratto dalla messa in scena del National Theatre, interpretò Desdemona accanto a Olivier e ottenne la prima candidatura all’Oscar, come attrice non protagonista (Wikipedia in italiano, Treccani).
Gli anni dei due Oscar
Il ruolo che le diede la statuetta da protagonista fu quello della maestra Jean Brodie in La strana voglia di Jean (1969, regia di Ronald Neame): l’Oscar le fu assegnato nella cerimonia del 1970 e il film le portò anche il suo primo BAFTA come migliore attrice. George Cukor la diresse nel 1972 in In viaggio con la zia, che le valse una terza candidatura. Nel 1978 fu Miss Bowers in Assassinio sul Nilo e interpretò, accanto a Michael Caine, un’attrice nevrotica in California Suite di Herbert Ross: da quel film venne il secondo Oscar, stavolta come non protagonista, e il suo primo Golden Globe. Secondo Wikipedia in inglese è l’unica persona ad aver vinto un Oscar interpretando un personaggio candidato all’Oscar.
Anche il teatro non fu trascurato. Nel 1970 fu Hedda Gabler a Londra in una messa in scena di Ingmar Bergman; nel 1975 recitò a Broadway in Vite private di Noël Coward, con la regia di John Gielgud, e ricevette la prima candidatura al Tony. Dal 1976 al 1980 lavorò allo Stratford Festival, in Ontario, dove fu tra l’altro Cleopatra, Titania, Rosalind e Lady Macbeth. Il critico Michael Billington, sul Guardian, ha scritto che la sua esperienza canadese ebbe una franchezza e una sincerità che ne fecero quasi una reinvenzione di sé.

Gli anni ottanta e novanta
Con Quartet di James Ivory (1981), presentato a Cannes, e con Camera con vista (1985), in cui era la zitella Charlotte Bartlett, dimostrò quanto sapesse passare dal dramma alla commedia. Il secondo film le fruttò un’altra candidatura all’Oscar, il suo secondo Golden Globe e un BAFTA. Per A Private Function (1984), commedia nera con Michael Palin, vinse un altro BAFTA, e un altro ancora per La segreta passione di Judith Hearne (1987), diretto da Jack Clayton.
A teatro nel 1987 interpretò a Londra Lettice and Lovage, scritta apposta per lei da Peter Shaffer; nel 1990 portò il testo a Broadway e vinse il Tony Award come migliore attrice. Nello stesso 1990 fu nominata Dame. Gli anni novanta la videro nonna Wendy in Hook – Capitan Uncino di Steven Spielberg (1991), Madre Superiora in Sister Act (1992) e nel seguito (1993), la governante di Il giardino segreto (1993) e la Duchessa di York in Riccardo III (1995). Alla fine del decennio, con Un tè con Mussolini (1999) di Zeffirelli, ebbe un altro BAFTA come non protagonista.
Harry Potter e Downton Abbey
Con il nuovo secolo Smith ottenne un’ulteriore candidatura all’Oscar per Gosford Park di Robert Altman (2001), dove era la Contessa di Trentham. Dal 2001 al 2011 fu la professoressa McGonagall nella serie cinematografica di Harry Potter, comparendo in sette degli otto film; secondo Wikipedia in inglese fu l’autrice J. K. Rowling a chiedere lei e Robbie Coltrane. Nel 2003 vinse il primo Emmy per il film televisivo My House in Umbria.
Dal 2010 al 2015 interpretò Violet Crawley, contessa madre di Grantham, nella serie Downton Abbey: il ruolo le valse tre Emmy come migliore attrice non protagonista, oltre a un Golden Globe nel 2013 e a vari premi dell’associazione degli attori americani. Sullo schermo la ritroviamo nei due film derivati (2019 e 2022). Nel 2012 fu Muriel Donnelly in Marigold Hotel e protagonista di Quartet, esordio alla regia di Dustin Hoffman.

Gli ultimi anni
Dopo The Lady in the Van (2015), tratto dal testo di Alan Bennett che aveva già portato a teatro nel 1999, Smith ottenne candidature ai Golden Globe e ai BAFTA. Nell’aprile 2019, dopo dodici anni lontana dal palcoscenico (undici secondo Wikipedia in inglese), tornò al Bridge Theatre di Londra con A German Life di Christopher Hampton, monologo nel quale interpretava la segretaria di Goebbels Brunhilde Pomsel; ne ricavò il suo sesto Evening Standard Award. Tra i suoi ultimi lavori ci sono A Boy Called Christmas (2021) e The Miracle Club (2023), con Kathy Bates e Laura Linney.
Vita privata
Si sposò due volte. Nel 1967 con l’attore Robert Stephens, da cui ebbe due figli attori, Chris Larkin e Toby Stephens; il matrimonio finì con il divorzio nel 1975. Nello stesso anno sposò il drammaturgo Beverley Cross, che morì nel 1998. Aveva cinque nipoti. Nel 1988 i medici le riscontrarono la malattia di Graves, che curò con la radioterapia e un intervento; nel 2007 il Sunday Telegraph riferì che aveva un tumore al seno, e nel 2009 fu data notizia della guarigione. I figli la hanno descritta nel messaggio sulla sua morte come una persona molto riservata.
La carriera
- 1952 — esordio all’Oxford Playhouse come Viola
- 1956 — Broadway, New Faces of ’56
- 1965 — Otello, prima candidatura all’Oscar
- 1969 — La strana voglia di Jean, Oscar come migliore attrice
- 1978 — California Suite, Oscar come non protagonista
- 1985 — Camera con vista
- 1990 — Lettice and Lovage, Tony Award a Broadway
- 1991 e 1992 — Hook – Capitan Uncino e Sister Act
- 2001 — Gosford Park e inizio della saga di Harry Potter
- 2010 — Downton Abbey
- 2015 — The Lady in the Van
- 2023 — The Miracle Club
La morte
Maggie Smith morì il 27 settembre 2024, a 89 anni, in un ospedale di Londra. L’annuncio fu dato dai figli, Toby Stephens e Chris Larkin, che scrissero che era scomparsa serenamente la mattina presto, in compagnia di amici e familiari, e ringraziarono il personale del Chelsea and Westminster Hospital. La BBC riporta questa dichiarazione senza indicare la causa, e nessuna delle fonti consultate ne parla.
Il Re Carlo III la definì un tesoro nazionale, e il primo Ministro Keir Starmer usò le stesse parole. Daniel Radcliffe ricordò la sua intelligenza ferma e la lingua tagliente, Emma Watson la definì vera, onesta e divertente, Hugh Bonneville disse che chiunque avesse diviso una scena con lei ne avrebbe riconosciuto occhio e talento. Il 1° ottobre i teatri del West End abbassarono le luci per due minuti, e anche a Broadway fu annunciato un omaggio simile (Wikipedia in inglese).

I funerali, in forma privata, si tennero il 4 novembre 2024 al Mortlake Crematorium, a Richmond, nella zona sud-ovest di Londra. Secondo l’Evening Standard furono una cerimonia semplice: un ospite citato dal giornale parla di inni cantati a gran voce e di discorsi commossi; sul libretto della funzione c’era una fotografia di lei da bambina.
L’eredità
Smith è rimasta nella memoria britannica come un’attrice che alternava la commedia e il dramma senza separarli. La BBC conta due Oscar e sette BAFTA; Wikipedia in inglese ne conta cinque tra i premi cinematografici, oltre a quelli speciali, e ricorda che nel 1996 ricevette la BAFTA Fellowship, la più alta onorificenza dell’Accademia britannica. Aveva avuto la CBE nel 1970, il titolo di Dame nel 1990 e quello di Companion of Honour nel 2014, e lauree honoris causa da St Andrews, Bath e Cambridge. Ricevette anche il Bodley Medal dell’università di Oxford (2016).
Le impronte delle sue mani sono a Leicester Square, a Londra, come mostra la targa nella foto. Alla sua attività benefica appartengono il patronato dell’Oxford Playhouse, dove aveva cominciato, e l’appoggio a Glaucoma UK.
Date da ricordare
- 28 dicembre 1934 — nasce a Ilford, nell’Essex
- 1952 — il debutto all’Oxford Playhouse
- 1970 — l’Oscar per La strana voglia di Jean
- 1979 — l’Oscar per California Suite
- 1990 — il Tony Award e il titolo di Dame
- 2001 — Harry Potter e Gosford Park
- 2010 — comincia Downton Abbey
- 27 settembre 2024 — la morte a Londra
- 4 novembre 2024 — i funerali a Mortlake
1934–2024
Da dove viene quello che c'è scritto
- Wikipedia in italiano, voce «Maggie Smith» consultata il 16 ottobre 2026
- Wikipedia in inglese, voce «Maggie Smith» consultata il 16 ottobre 2026
- Wikidata, «Maggie Smith» (Q172653) consultata il 16 ottobre 2026
- Treccani, Enciclopedia del Cinema (2004), voce «Smith, Maggie» di Francesco Costa consultata il 16 ottobre 2026
- BBC News, «Dame Maggie Smith tributes paid by King and Harry Potter co-stars», 27 settembre 2024 consultata il 16 ottobre 2026
- Evening Standard, «Inside Dame Maggie Smith's "beautiful" low-key funeral», 5 novembre 2024 consultata il 16 ottobre 2026
- The Guardian, Michael Billington, «Maggie Smith found a clarity on stage», 28 settembre 2024 consultata il 16 ottobre 2026
Immagine: Immagine ricreata: ritratto dipinto, generato con intelligenza artificiale. Non è una fotografia.
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A cura di Cimiteri.Online