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Franco Zeffirelli

Regista, Sceneggiatore, Scenografo e Politico italiano

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Franco Zeffirelli, il cui vero nome era Gian Franco Corsi, nacque a Firenze da una relazione extraconiugale: la madre, Alaide Garosi Cipriani, lo registrò con il cognome inventato Zeffirelli, ispirandosi agli «zeffiretti» dell’aria di Ilia nell’Idomeneo di Mozart. Ebbe un’infanzia difficile; crebbe nel collegio del convento di San Marco, dove Giorgio La Pira fu suo istitutore, e frequentò l’Accademia di belle arti di Firenze. Nel dopoguerra cominciò come scenografo, poi fu aiuto regista di Luchino Visconti in La terra trema e Senso.

Negli anni Cinquanta esordì come regista in teatro e al cinema, con Camping (1957). Alla Scala firmò La Cenerentola e L’elisir d’amore (1954) e Il turco in Italia (1955), poi La bohème e Aida; a Covent Garden disegnò i costumi di Joan Sutherland nella Traviata; al Metropolitan di New York portò Falstaff nel 1964 e Antony and Cleopatra di Samuel Barber, di cui scrisse anche il libretto. Nel teatro di prosa diresse Amleto con Giorgio Albertazzi, Chi ha paura di Virginia Woolf? e La lupa con Anna Magnani.

Alla fine degli anni Sessanta si impose a livello internazionale con due film da Shakespeare, La bisbetica domata (1967) e Romeo e Giulietta (1968), il secondo candidato all’Oscar per la regia. Seguirono Fratello sole, sorella luna, sulla vita di Francesco d’Assisi, la miniserie Gesù di Nazareth (1977), Il campione (1979), Amore senza fine (1981), La traviata (1983, candidata all’Oscar per la scenografia), Otello (1986), Il giovane Toscanini (1988), Amleto (1990), Storia di una capinera (1993), Jane Eyre (1996), Un tè con Mussolini (1999), e Callas Forever (2002). Il 7 dicembre 1976 curò regia e scene dell’Otello che inaugurò la stagione della Scala, con Carlos Kleiber sul podio e Plácido Domingo nel ruolo del titolo, trasmesso in diretta dalla Rai.

Fu senatore dal 1994 al 2001 e nel 2004 la Regina Elisabetta II lo fece Cavaliere Commendatore dell’Ordine dell’Impero Britannico. Ricevette tra l’altro i David di Donatello per Romeo e Giulietta e Fratello sole, sorella luna, gli Emmy del 1982 per Cavalleria rusticana e Pagliacci. All’Arena di Verona allestì dal 1995 Carmen, Il trovatore e Aida.

Morì a Roma, nella sua villa sull’Appia Antica, il 15 giugno 2019, quattro mesi dopo il novantaseiesimo compleanno e pochi giorni prima della prima di La traviata, che non vide in scena. Fu riportato a Firenze, dove il Cardinale Giuseppe Betori celebrò i funerali solenni il 18 giugno in Santa Maria del Fiore; come aveva voluto, fu cremato e le ceneri furono tumulate nella cappella di famiglia al Cimitero delle Porte Sante.

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Immagine: Alexey Yushenkov, CC BY-SA 3.0 (Wikimedia Commons)

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