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Sergio Zavoli

Giornalista, Scrittore, Politico e Conduttore televisivo italiano

Nascita
Scomparsa

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Il rito

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Sergio Zavoli nacque a Ravenna, ma a quattro anni si trasferì con la famiglia a Rimini, dove frequentò tutte le scuole. Alla fine del 1944 fondò Publiphono, una rete di altoparlanti con cui la città riceveva notizie e pubblicità, e nel 1946 cominciò a collaborare come pubblicista a Il Progresso d’Italia. In piazza Cavour altoparlanti facevano sentire ai riminesi la radiocronaca delle gare della squadra cittadina: un funzionario Rai di passaggio rimase colpito da come parlava Zavoli e lo segnalò a Vittorio Veltroni. Zavoli prese il treno per Roma ed entrò in Rai, dove diventò giornalista professionista alla radio.

Nel 1951 fu lui a realizzare La catena della fraternità, per sostenere le famiglie colpite dall’alluvione del Polesine. Vinsero il Premio Italia due suoi documentari radiofonici, Notturno a Cnosso (1953) e Clausura (1958): quest’ultimo, registrato dentro un monastero di Carmelitane Scalze prima del concilio Vaticano II, con musica di Ildebrando Pizzetti, andò in onda la prima volta il 23 dicembre 1957 e fu tradotto in sei lingue. Nel 1957 fu aiuto regista di Michelangelo Antonioni sul set de Il grido.

In televisione ideò nel 1962 Il processo alla tappa, sul Giro d’Italia, rimasto in onda fino al 1970, e tra i suoi programmi ci furono Nascita di una dittatura (1972), Viaggio intorno all’uomo (1987-1988), La notte della Repubblica (1989), Viaggio nel Sud (1992), Credere non credere (1995), Viaggio nella giustizia (1996), Viaggio nel calcio (1999) e Viaggio nella scuola (2001).

Vicino al Partito Socialista Italiano, fu Presidente della Rai dal 1980 al 1986. Nel 1981 pubblicò il primo libro, Socialista di Dio, premiato con il Bancarella, e poi Romanza (Premio letterario Basilicata, 1987), Ma quale giustizia? (Premio Cimitile, 1998), Dossier cancro, Diario di un cronista e Il ragazzo che io fui (2011), in cui racconta la sua vita. Fu senatore dal 2001 al 2018, eletto con i Democratici di Sinistra, l’Ulivo e il Partito Democratico, e dal 2009 al 2013 Presidente della Commissione di vigilanza Rai. Nel 2007 l’Università di Roma Tor Vergata gli conferì la laurea honoris causa in editoria, comunicazione multimediale e giornalismo, e nello stesso anno divenne presidente della scuola di giornalismo di Salerno.

Morì il 4 agosto 2020 a Trevignano Romano, a 96 anni. Dopo la funzione funebre a Roma, a San Salvatore in Lauro, la camera ardente fu allestita a Rimini, al Teatro Galli, e il giorno dopo fu tumulato nel Cimitero monumentale della città, accanto a Federico Fellini, a cui aveva dedicato il film-reportage In morte di Federico Fellini.

Da dove viene quello che c'è scritto

Immagine: framino from Bologna, Italia, CC BY-SA 2.0 (Wikimedia Commons)

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