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Chiara Frugoni

Medievista e Scrittrice italiana

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Chiara Frugoni nacque a Pisa, figlia del medievista Arsenio Frugoni. Si laureò alla Sapienza di Roma nel 1964 con una tesi su Il tema dei tre vivi e dei tre morti nella tradizione medievale italiana, dove già dava pari peso a testi e immagini: da qui la sua convinzione, «l’immagine parla». Nel 1965 fu ammessa al perfezionamento alla Scuola Normale Superiore; insegnò all’università dal 1974 e dal 1980 tenne a Pisa la cattedra di Storia medievale, fino al 1988. Poi insegnò a Roma Tor Vergata fino al 2000, quando si dimise di sua volontà.

Il cuore della ricerca fu Francesco d’Assisi. Gli dedicò libri tradotti anche all’estero e molti articoli, studiando fra l’altro gli ostacoli posti dalle istituzioni alla sua azione: Francesco e l’invenzione delle stimmate (1993), con cui vinse il Premio Viareggio per la saggistica nel 1994, Vita di un uomo: Francesco d’Assisi (1995, con l’introduzione di Jacques Le Goff), Storia di Chiara e Francesco (2011), Quale Francesco? (2015). A Chiara d’Assisi dedicò Una solitudine abitata (2006). Nel 2011 notò, in uno degli affreschi attribuiti a Giotto nella Basilica superiore di Assisi, un profilo di diavolo tra le nuvole: la notizia fece il giro del mondo.

Scrisse però di molto altro. Una lontana città (1983) ricostruì sentimenti e immagini medievali; Due Papi per un giubileo (2000) raccontò Celestino V e Bonifacio VIII; Medioevo sul naso (2001) tratta di occhiali, bottoni e altre invenzioni. Con Alessandro Barbero firmò il Dizionario del Medioevo (1994). Studiò Giotto e gli Scrovegni in L’affare migliore di Enrico (2008) e per il Mulino scrisse volumi illustrati come Vivere nel Medioevo (2017), Paure medievali (2020), Donne medievali (2021). Dedicò a Solto Collina, paese contadino bergamasco, Da stelle a stelle (2003) e firmò le memorie Perfino le stelle devono separarsi (2013); per i bambini, con le illustrazioni di Felice Feltracco, scrisse di San Francesco e del lupo, del Natale, della libellula coraggiosa.

Collaborò con la Rai, a Radio 3 con Uomini e profeti e Il terzo anello, e scrisse per la Repubblica e Il manifesto. Morì a Pisa, la città dove era nata.

Il suo metodo si basava in gran parte sulle fonti iconografiche, nella convinzione che «l’immagine parla». I titoli dei suoi libri mettono al centro bambini, donne, animali e paure del Medioevo, accanto a Francesco d’Assisi. Per Perfino le stelle devono separarsi ricevette nel 2014 il Premio Benedetto Croce.

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Immagine: Luca Giarelli, CC BY-SA 3.0 (Wikimedia Commons)

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