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Colin Powell

Politico e militare statunitense

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Chi era

Colin Powell è stato un generale dell’esercito statunitense e un uomo di governo. Figlio di immigrati giamaicani, passò trentacinque anni sotto le armi fino al grado di generale a quattro stelle, fu consigliere per la sicurezza nazionale con Ronald Reagan, Presidente dei Capi di stato maggiore riuniti negli anni della guerra del Golfo e, dal 2001 al 2005, segretario di Stato con George W. Bush. L’Archivio storico del Dipartimento di Stato ricorda che fu il primo afroamericano a ricoprire quella carica. Il suo nome resta legato anche a una pagina discussa: il discorso al Consiglio di sicurezza dell’ONU del 5 febbraio 2003, che sostenne la guerra in Iraq con prove sulle armi di distruzione di massa risultate poi sbagliate. Morì a Bethesda, nel Maryland, il 18 ottobre 2021, a ottantaquattro anni.

Infanzia e famiglia

Nacque il 5 aprile 1937 a Harlem, a New York, secondo il Dipartimento di Stato, Wikipedia in inglese e quelle in francese e in spagnolo, mentre altre voci scrivono semplicemente New York. I genitori, Luther Theophilus Powell e Maud Ariel McKoy, erano arrivati dalla Giamaica: lui lavorava come magazziniere e spedizioniere, lei faceva la sarta. Crebbe nel South Bronx e si diplomò nel 1954 alla Morris High School, una scuola pubblica oggi chiusa. Da ragazzo lavorò in un negozio di mobili per l’infanzia, dove, racconta Wikipedia in inglese, imparò un po’ di yiddish dai commercianti ebrei dell’Europa orientale; nel fine settimana aiutava le famiglie ortodosse nei lavori vietati dal sabato.

Gli studi e l’ingresso nell’esercito

Si laureò in geologia al City College di New York nel 1958, ma lui stesso si definiva uno studente da «media di C». Cambiò rotta con il ROTC, il corso che prepara gli ufficiali di complemento: scoprì di essere portato e, ricordando quei mesi, disse che era la prima cosa che gli fosse piaciuta davvero. Entrò nei Pershing Rifles, la squadra di istruzione militare, e uscì con il grado di colonnello dei cadetti, il più alto del corso. Terminati gli studi, ottenne il grado di sottotenente. Più avanti, nel 1971, conseguì anche un master in amministrazione aziendale alla George Washington University.

Il maggiore generale Colin Powell in uniforme, in un ritratto ufficiale dell'esercito (1984)
Il maggiore Generale Colin Powell in uniforme, in un ritratto ufficiale dell'esercito (1984) — Russell F. Roederer, Public domain. Wikimedia Commons

Gli anni nell’esercito

Il primo incarico fu in Germania Ovest, come comandante di plotone; l’esercito era stato da poco integrato, e nella formazione in Georgia gli venne rifiutato il servizio in bar e ristoranti a causa del colore della pelle, riferisce Wikipedia in inglese. Dal 1962 al 1963 fu in Vietnam come consigliere di un reparto sudvietnamita: ferito da un punteruolo nascosto nel terreno, ricevette il Purple Heart. Wikipedia in italiano e in francese aggiungono che in quel periodo cercò di togliere appoggio ai guerriglieri incendiando i villaggi della valle di A Shau, una strategia che altri consiglieri americani giudicarono crudele e controproducente e che lui difese nelle memorie del 1995.

Tornò in Vietnam come maggiore nel 1968, nella divisione Americal. Durante quel secondo periodo sopravvisse a un incidente in elicottero e trasse in salvo tre uomini, fra cui il comandante della divisione, e per questo ebbe la Soldier’s Medal. In quello stesso 1968 gli fu affidato l’esame di una lettera di un soldato che denunciava i fatti di My Lai, il massacro di civili compiuto da militari americani: la sua relazione scrisse che i rapporti fra i soldati e la popolazione erano eccellenti. Quel giudizio fu poi descritto da altri come un modo di attenuare le notizie sul massacro; nel 2004 Powell disse in tv che quando era arrivato il fatto era già avvenuto e che simili orrori vanno condannati.

Seguì un periodo di incarichi nella capitale: la borsa di studio della Casa Bianca durante la presidenza di Nixon, nel 1972-73, poi il National War College e, negli anni Settanta, il comando in Corea del Sud e della seconda brigata della 101ª divisione aviotrasportata. Divenne generale di brigata il 1° giugno 1979. Nel 1983 e nel 1986 fu stretto collaboratore del segretario alla Difesa Caspar Weinberger, durante l’intervento a Grenada e il raid aereo sulla Libia, e nel 1986 comandò a Francoforte il V Corpo. Il suo ruolo nello scandalo Iran-Contra è ricordato da Wikipedia in inglese: il procuratore indipendente Lawrence Walsh disse che le sue risposte al Congresso erano state incomplete, ma Powell non fu mai incriminato.

Consigliere per la sicurezza e capo di stato maggiore

Dopo lo scandalo Iran-Contra, Reagan lo scelse come consigliere per la sicurezza nazionale: ricoprì l’incarico dal 1987 al 1989 e collaborò ai negoziati sul controllo degli armamenti con Gorbaciov. Nell’aprile 1989 George H. W. Bush lo promosse generale a quattro stelle, e in ottobre lo mise alla guida dello stato maggiore congiunto. A cinquantadue anni fu il più giovane a ricoprire quella carica e il primo con origini caraibiche, nonché il primo arrivato al vertice passando per il ROTC. Nei quattro anni al comando seguì ventotto crisi, fra cui, nel 1989, l’intervento armato a Panama e, due anni dopo, Desert Storm, l’operazione della guerra del Golfo.

Da quell’esperienza prese il nome la dottrina Powell, secondo la quale gli Stati Uniti dovrebbero impegnarsi in un conflitto solo se sono in gioco interessi vitali, con una forza schiacciante e con il sostegno dell’opinione pubblica. Lasciò l’incarico il 30 settembre 1993; l’anno dopo, già in pensione, andò a Haiti con l’ex Presidente Carter e il Senatore Nunn per convincere la giunta militare a lasciare il potere.

La vita pubblica dopo l’uniforme

Nel 1995 pubblicò l’autobiografia My American Journey. Nello stesso anno si schierò con il Partito repubblicano e fu molto corteggiato come possibile candidato alla Casa Bianca, ma per le elezioni del 1996 rinunciò, dicendo di non avere passione per la politica. Nel 1997 fondò America’s Promise, un’organizzazione per i bambini, e nello stesso anno il City College gli intitolò un centro per la formazione alla leadership e al servizio pubblico. Alle elezioni del 2000 appoggiò Bush, che il 16 dicembre lo propose come segretario di Stato; il Senato lo confermò all’unanimità il 20 gennaio 2001.

Segretario di Stato

L’11 settembre 2001 si trovava a Lima, a una riunione dell’Organizzazione degli Stati americani; nelle stesse ore, scrive Wikipedia in inglese, l’assemblea approvò per acclamazione la Carta democratica interamericana. Nei quattro anni al Dipartimento di Stato, ricorda l’Ufficio dello storico, lavorò sui rapporti con la Russia e con la Cina, sul trattato di Mosca del 2002, sul raddoppio dei fondi per lo sviluppo e sulla lotta all’AIDS. Nel settembre 2004 usò la parola «genocidio» per il Darfur, primo membro di un governo americano ad applicarla a un conflitto in corso.

Il passaggio più discusso è il discorso al Consiglio di sicurezza dell’ONU del 5 febbraio 2003. Powell presentò le informazioni dell’intelligence americana sulle armi irachene per ottenere sostegno internazionale a un’azione militare; disse fra l’altro che non c’era dubbio che Saddam Hussein avesse armi biologiche. Il Dipartimento di Stato scrive che nel 2004 una parte di quelle informazioni risultò errata, e Wikipedia in inglese riferisce che un rapporto dell’Iraq Survey Group giunse alla stessa conclusione. Il 13 settembre 2004, davanti a una commissione del Senato, Powell riconobbe che le fonti di gran parte del materiale presentato erano sbagliate; nel settembre 2005, in un’intervista alla tv, definì quel discorso una «macchia» sul suo curriculum. Il suo ex capo di gabinetto, Lawrence Wilkerson, disse poi di aver partecipato senza volerlo a una mistificazione. Powell, scrive l’Ufficio dello storico, aveva consigliato di non iniziare la guerra prima di avere una vasta coalizione e un piano di lungo periodo per l’occupazione.

Il 15 novembre 2004, poco dopo la rielezione di Bush, annunciò le dimissioni; gli succedette Condoleezza Rice. In seguito fece parte del consiglio di amministrazione di diverse organizzazioni, fra cui il Council on Foreign Relations, e per Wikipedia in tedesco entrò nel 2005 in una società di capitale di rischio californiana.

Le scelte politiche e la vita privata

Pur iscritto ai repubblicani, nel 2008 annunciò in tv il proprio sostegno al democratico Barack Obama, che appoggiò di nuovo nel 2012; nel 2016 dichiarò il voto per Hillary Clinton e nel 2020 per Joe Biden. Dopo l’assalto al Campidoglio del 6 gennaio 2021 disse di non potersi più definire repubblicano. Nel 2016 tre grandi elettori dello stato di Washington gli diedero il loro voto per la presidenza, pur non essendo candidato. Nel 2012 pubblicò It Worked for Me.

Si sposò con Alma Johnson il 25 agosto 1962. Il figlio Michael presiedette la Commissione federale delle comunicazioni dal 2001 al 2005, la figlia Linda è attrice. Wikipedia in tedesco ricorda tre figli. Amava restaurare vecchie automobili Volvo e Saab, e collezionava penne e carta da lettere pregiate.

Le tappe principali

  • 1958: laurea in geologia e nomina a sottotenente.
  • 1962-1963 e 1968-1969: due periodi di servizio in Vietnam.
  • 1987-1989: consigliere per la sicurezza nazionale di Reagan.
  • 1989-1993: capo di stato maggiore congiunto, con Panama e Desert Storm.
  • 1991: medaglia presidenziale della libertà e medaglia d’oro del Congresso.
  • 1993: seconda medaglia presidenziale della libertà, con la distinzione, da Clinton.
  • 1995: esce la sua autobiografia, My American Journey.
  • 1997: fonda America’s Promise.
  • 2001-2005: segretario di Stato; il 5 febbraio 2003 il discorso all’ONU sull’Iraq.

La morte

Powell morì il 18 ottobre 2021 all’ospedale militare Walter Reed di Bethesda, a ottantaquattro anni, per le complicazioni del COVID-19. Era in cura per un mieloma multiplo, un tumore del sangue che indeboliva le sue difese, e aveva anche il morbo di Parkinson; Wikipedia in italiano, in inglese e in tedesco scrivono che era vaccinato. Il funerale si tenne il 5 novembre alla cattedrale nazionale di Washington, alla presenza del Presidente Biden e degli ex presidenti Obama e George W. Bush.

Dopo la morte vennero messaggi da quasi tutto il mondo politico. Biden lo definì «un patriota di onore e dignità senza pari», Obama ricordò che non aveva mai negato il peso della razza nella sua vita senza lasciare che limitasse i suoi sogni; Bush parlò di un «grande servitore dello Stato», e persino Dick Cheney, in disaccordo con lui su molte scelte, lo ricordò come un pioniere. Donald Trump scrisse invece che aveva commesso «grandi errori» sull’Iraq, riferendosi al discorso all’ONU, a quanto riporta Wikipedia in inglese.

Dove riposa

Il generale è sepolto al Cimitero nazionale di Arlington, in Virginia. L’indicazione precisa, sezione 60, tomba 11917, è nella voce inglese di Wikipedia e nella scheda dei sepolcri notevoli del Cimitero; la voce italiana dice che fu sepolto il giorno dopo il funerale militare. Sulla lapide si leggono il nome completo, l’esercito degli Stati Uniti, le campagne in Vietnam e nel Golfo Persico e le date di nascita e di morte.

La tomba del generale Colin Powell nella sezione 60 del Cimitero nazionale di Arlington (marzo 2022)
La tomba del Generale Colin Powell nella sezione 60 del Cimitero nazionale di Arlington (marzo 2022) — Arlington National Cemetery, Public domain. Wikimedia Commons

I riconoscimenti

Ebbe due volte la medaglia presidenziale della libertà (la seconda con distinzione, da Bill Clinton nel 1993), la medaglia d’oro del Congresso, assegnatagli il 23 aprile 1991 per il suo ruolo nella risposta all’invasione irachena del Kuwait, la Spingarn Medal della NAACP nel 1991 e il Ronald Reagan Freedom Award. Tra le decorazioni militari ci sono il Purple Heart e la Soldier’s Medal. Dopo la sua morte, aggiunge Wikipedia in inglese, la famiglia vendette la casa di McLean, in Virginia, dove viveva dal 1993.

Date da ricordare

  • 5 aprile 1937: nasce a New York.
  • 1958: sottotenente dell’esercito.
  • 1989: promosso generale e nominato capo di stato maggiore congiunto.
  • 1991: guerra del Golfo.
  • 20 gennaio 2001: confermato segretario di Stato.
  • 5 febbraio 2003: il discorso al Consiglio di sicurezza.
  • 15 novembre 2004: annuncia le dimissioni.
  • 18 ottobre 2021: muore a Bethesda.

1937–2021

Dove riposa

Cimitero nazionale di Arlington, sezione 60, tomba 11917, Virginia (Stati Uniti)

Da dove viene quello che c'è scritto

Immagine: Department of State of the United States of America, Public domain (Wikimedia Commons)

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