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Pierino Prati

Calciatore e Allenatore di calcio italiano

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Pierino Prati nacque a Cinisello Balsamo e crebbe nel settore giovanile del Milan. Prima di imporsi in rossonero passò per due prestiti: alla Salernitana, dove con 10 reti contribuì alla promozione in Serie B, e al Savona, nell’autunno 1966. Nel mezzo debuttò in Serie A con il Milan il 18 settembre 1966, nel 2-1 al Venezia. Dall’estate 1967 rimase stabilmente in squadra.

Era un’ala sinistra celebre per le incursioni in area, ma poteva fare anche il centravanti puro grazie al colpo di testa e alla freddezza sotto porta. Destro naturale, sapeva colpire bene anche di sinistro. Nella sua prima stagione piena in massima serie, il 1967-1968, fu capocannoniere con 15 gol e portò il Milan allo scudetto; nello stesso anno vinse anche la Coppa delle Coppe, battendo l’Amburgo in finale.

Nel 1969 arrivò la Coppa dei Campioni: Prati segnò 6 reti, e tre furono nella finale vinta 4-1 sull’Ajax. È l’unico calciatore italiano ad aver segnato tre gol in una finale di quella coppa. Nel 1969-1970 arrivò anche la Coppa Intercontinentale contro l’Estudiantes, una doppia sfida durissima in cui Prati dovette uscire per infortunio. Prima di lasciare il Milan, nel 1973, aggiunse due Coppe Italia e una seconda Coppa delle Coppe: in rossonero giocò 209 partite e segnò 102 gol.

In nazionale esordì il 6 aprile 1968 contro la Bulgaria, nei quarti dell’Europeo, e segnò; al ritorno firmò di nuovo e gli azzurri passarono il turno. Giocò la finale insieme a Pietro Anastasi e fu campione d’Europa nel 1968, mentre al Mondiale 1970, chiuso al secondo posto, era in rosa ma non scese in campo. L’ultima partita in azzurro è l’amichevole del 28 settembre 1974 a Zagabria: 14 presenze e 7 reti.

La pubalgia lo disturbò negli ultimi anni milanisti, e nell’estate 1973 la Roma lo prese per 650 milioni di lire: in giallorosso visse una seconda giovinezza. Nel 1977 passò alla Fiorentina, poi ripartì dal Savona in Serie C2 e chiuse nel 1981. Da allenatore guidò Lecco, Solbiatese, che nel 1988-1989 portò alla promozione in C2, Bellinzago e Pro Patria. Visse a Fabbrica Durini, nel comasco, e morì a 73 anni in una casa di riposo, dopo una lunga malattia. Resta il ricordo di un attaccante freddo davanti alla porta, che in una finale di Coppa dei Campioni scrisse una pagina che nessun altro italiano ha ancora ripetuto.

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Immagine: Autore sconosciuto, Public domain (Wikimedia Commons)

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