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Diane Keaton

Attrice, Produttrice cinematografica e Regista statunitense

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Chi era

Diane Keaton è stata un’attrice, regista e produttrice statunitense, nata Diane Hall. Il grande pubblico la conobbe come Kay Adams nella trilogia de Il padrino, ma il suo nome resta legato soprattutto ad Io e Annie (1977), la commedia di Woody Allen che le valse l’Oscar come migliore attrice e rese di moda tra le donne i panciotti, le cravatte e i cappelli da uomo del suo personaggio. Lavorò per più di cinquant’anni, tra commedie e film drammatici, dirigendo anche alcuni film, fotografando, scrivendo libri. Morì l’11 ottobre 2025, a 79 anni, a Santa Monica, in California.

Infanzia e famiglia

Nacque a Los Angeles il 5 gennaio 1946, la prima di quattro figli. La madre, Dorothy Deanne Keaton (1921-2008), era casalinga e fotografa dilettante; il padre, John Newton Ignatius «Jack» Hall, faceva l’agente immobiliare e l’ingegnere civile. Fu cresciuta dalla madre nella fede metodista libera. Dorothy vinse il concorso «Mrs. Los Angeles» per le casalinghe: Keaton raccontò che la teatralità di quella serata le fece nascere la voglia di recitare, e tra le sue ispirazioni indicò Katharine Hepburn (Wikipedia in inglese).

Frequentò il liceo di Santa Ana, in California, dove si diplomò nel 1963. Partecipò ai club di canto e di teatro e interpretò Blanche DuBois in una recita di Un tram che si chiama Desiderio. Si iscrisse poi al Santa Ana College e all’Orange Coast College, ma lasciò dopo un anno per tentare la carriera a Manhattan.

Formazione e primi passi a New York

All’Actors’ Equity Association, il sindacato degli attori di teatro, scelse come cognome d’arte Keaton, quello da nubile della madre, perché esisteva già un’attrice registrata come Diane Hall. Per un periodo cantò anche nei locali notturni, un’esperienza che ripropose più tardi in Io e Annie. Studiò recitazione al Neighborhood Playhouse, secondo il metodo di Sanford Meisner. Jack Nicholson, citato da Wikipedia in inglese, disse che imparava a memoria l’intero copione prima di cominciare le riprese, cosa che non gli risultava facessero altri attori.

Dal palcoscenico a Il padrino

Nel 1968 entrò nel cast originale del musical Hair a Broadway come sostituta per il ruolo di Sheila, e fece parlare di sé perché rifiutò di spogliarsi nella scena di fine primo atto, benché la nudità fosse facoltativa. Dopo nove mesi si presentò all’audizione per Provaci ancora, Sam, la commedia scritta da Woody Allen; fu quasi scartata perché era più alta di lui di cinque centimetri, ma ottenne la parte e una candidatura al Tony Award.

Il debutto sullo schermo fu una piccola parte in Lovers and Other Strangers (1970). Nel 1972 Francis Ford Coppola la scelse per il ruolo di Kay Adams, la fidanzata e poi moglie di Michael Corleone interpretato da Al Pacino: lo riprese ne Il padrino – Parte II (1974) e ne Il padrino – Parte III (1990). Coppola raccontò di averla notata proprio in Lovers and Other Strangers.

Gli anni con Woody Allen

Con Allen girò sette film (otto, contando il cameo in Radio Days, secondo Wikipedia in inglese) tra il 1971 e il 1993. Dopo la versione cinematografica di Provaci ancora, Sam (1972) vennero Il dormiglione e Amore e guerra, poi Io e Annie, Interiors e Manhattan, uscito nel 1979; poi una lunga pausa, fino a Misterioso omicidio a Manhattan (1993). Allen scrisse il personaggio di Annie Hall prendendo spunto da lei, dal nomignolo «Annie» e dal cognome originario, e molti suoi modi di fare entrarono nel ruolo. Il film vinse l’Oscar per il miglior film e a Keaton andò quello per la migliore attrice, oltre a un Golden Globe.

Diane Keaton in una fotografia del 2002
Diane Keaton in una fotografia del 2002 — John Mathew Smith & www.celebrity-photos.com from Laurel Maryland, USA, CC BY-SA 2.0. Wikimedia Commons

Nello stesso 1977 si allontanò dai ruoli comici con In cerca di Mr. Goodbar, la storia di una maestra di bambini sordi che di notte frequenta i locali. Il 26 settembre di quell’anno il settimanale Time le dedicò la copertina. Negli stessi anni, ereditando da sua madre la passione per la fotografia, raccolse in un libro, Reservations (1980), le immagini di alberghi vecchi e deserti.

Gli anni ottanta

Dopo Manhattan la collaborazione con Allen si interruppe. Con Warren Beatty, con cui aveva una relazione, girò Reds (1981), nel quale impersonava la giornalista e femminista Louise Bryant: fu la seconda candidatura all’Oscar. Seguirono Shoot the Moon (1982), Mrs. Soffel (1984) e Crimes of the Heart (1986). Nel 1987 interpretò Baby Boom, la prima delle sue quattro collaborazioni con la sceneggiatrice e produttrice Nancy Meyers, e diresse il suo primo film, il documentario Heaven, sull’aldilà. Realizzò anche videoclip, tra cui quello di Heaven Is a Place on Earth di Belinda Carlisle.

Gli anni novanta

Nel 1991 tornò al successo con Il padre della sposa, accanto a Steve Martin, ripreso quattro anni dopo con Il padre della sposa 2. Nel 1995 diresse Unstrung Heroes, il suo primo film narrativo uscito nelle sale. Il titolo più redditizio del decennio fu Il club delle prime mogli (1996), con Goldie Hawn e Bette Midler: negli Stati Uniti e in Canada incassò 105 milioni di dollari. Nello stesso anno ottenne la terza candidatura all’Oscar con La stanza di Marvin, nel ruolo di una donna malata di leucemia accanto a Meryl Streep. Per il film per la televisione Amelia Earhart: The Final Flight (1994) fu candidata all’Emmy.

Dal Duemila agli ultimi film

Nel 2000 diresse Hanging Up. Il primo grande successo dopo anni arrivò con Tutto può succedere – Something’s Gotta Give (2003), di Nancy Meyers, con Jack Nicholson: ottenne la quarta candidatura all’Oscar e un Golden Globe. Fu poi in The Family Stone (2005), Morning Glory (2010) e prestò la voce alla madre di Dory in Alla ricerca di Dory (2016). Nel 2016 recitò anche nella serie The Young Pope, diretta da Paolo Sorrentino, nel ruolo di una suora.

Nel 2018 uscì Book Club – Tutto può succedere, con Jane Fonda, Candice Bergen e Mary Steenburgen, seguito nel 2023 da Book Club – Il capitolo successivo, ambientato in Italia. Nel 2024 pubblicò il libro Fashion First, in collaborazione con Ralph Lauren, e a novembre il suo primo singolo, la canzone natalizia First Christmas. L’ultimo film in cui apparve, secondo Wikipedia in inglese, fu Summer Camp (2024).

Diane Keaton al Santa Barbara International Film Festival (26 gennaio 2012)
Diane Keaton al Santa Barbara International Film Festival (26 gennaio 2012) — Sbclick, CC BY 2.0. Wikimedia Commons

Vita privata e altre passioni

Ebbe relazioni sentimentali con Woody Allen, con Al Pacino (finita dopo Il padrino – Parte III) e con Warren Beatty. Non si sposò mai e spiegò che non voleva rinunciare alla propria indipendenza; intorno ai cinquant’anni adottò due figli, Dexter e Duke, nel 1996 e nel 2001 secondo Wikipedia in inglese e la testata WTVM (Wikipedia in italiano indica il 1995 e il 2000). Da giovane religiosa, diventò con gli anni agnostica. Era vegetariana dal 1995 circa.

Si dedicò all’architettura storica: collaborò con il Los Angeles Conservancy per salvare e restaurare edifici, tra cui l’Ennis House sulle colline di Hollywood, progettata da Frank Lloyd Wright, e partecipò, senza successo, alla campagna per salvare l’Ambassador Hotel. Ristrutturò e rivendette diverse ville nel sud della California. Fu anche autrice di libri: il primo di memorie, Then Again, uscì nel 2011 e si basava sui diari della madre.

L'Ennis House di Frank Lloyd Wright a Los Feliz, Los Angeles, edificio per il cui restauro Keaton si impegnò (2005)
L'Ennis House di Frank Lloyd Wright a Los Feliz, Los Angeles, edificio per il cui restauro Keaton si impegnò (2005) — Mike Dillon, CC BY-SA 3.0. Wikimedia Commons

La carriera in sintesi

  • 1969 — Provaci ancora, Sam a Broadway, candidatura al Tony
  • 1972 — Il padrino, nel ruolo di Kay Adams
  • 1977 — Io e Annie, Oscar come migliore attrice
  • 1981 — Reds, candidatura all’Oscar
  • 1987 — Baby Boom e il documentario Heaven, da lei diretto
  • 1991 — Il padre della sposa
  • 1996 — Il club delle prime mogli e La stanza di Marvin
  • 2003 — Tutto può succedere – Something’s Gotta Give
  • 2016 — The Young Pope e Alla ricerca di Dory
  • 2018 — Book Club – Tutto può succedere

I riconoscimenti

Vinse l’Oscar e un Golden Globe per Io e Annie e un altro Golden Globe per Tutto può succedere. Il Film at Lincoln Center le rese omaggio nel 2007, nel 2017 l’American Film Institute le conferì il premio alla carriera, consegnatole proprio da Woody Allen, e nel 2018 ricevette un David speciale ai David di Donatello.

La morte

La notizia della morte fu data per prima da People l’11 ottobre 2025; un portavoce disse che la famiglia chiedeva rispetto per la propria privacy (WTVM). Secondo Wikipedia in inglese, la sua salute era peggiorata molto nei mesi precedenti, pur non avendo lei parlato della sua condizione. Morì all’ospedale Saint John’s Health Center di Santa Monica; Wikipedia in italiano scrive anch’essa Santa Monica, mentre Treccani indica Los Angeles. Fu cremata alcuni giorni dopo e non fu fatta l’autopsia. Secondo il certificato di morte, citato da Wikipedia in inglese, la causa fu una polmonite batterica.

Woody Allen scrisse un ricordo su The Free Press; Nancy Meyers parlò di «un gigante» perduto. Al Pacino ricordò: «Poteva volare». Tributi arrivarono anche da Francis Ford Coppola, Robert De Niro, Jane Fonda (Wikipedia in inglese), Goldie Hawn e Bette Midler, che la descrisse come «brillante, bella e straordinaria» (EWN).

L’eredità

Wikipedia in inglese raccoglie giudizi che la descrivono come una delle grandi attrici americane degli anni settanta, capace di passare dalla commedia al dramma, e come un’icona di stile. Il New York Times definì il suo personaggio nei film di Allen una «musa adorabilmente confusa». Dopo Io e Annie, gli abiti maschili e i completi con i pantaloni diventarono comuni anche tra le donne.

Date da ricordare

  • 5 gennaio 1946 — nasce a Los Angeles
  • 1968 — Broadway, nel cast di Hair
  • 1972 — Il padrino
  • 1977 — Oscar per Io e Annie
  • 1987 — dirige il documentario Heaven
  • 1996 — Il club delle prime mogli
  • 2017 — premio alla carriera dell’American Film Institute
  • 11 ottobre 2025 — muore a Santa Monica

1946–2025

Da dove viene quello che c'è scritto

Immagine: Firooz Zahedi, CC BY-SA 3.0 (Wikimedia Commons)

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