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Dino Attanasio

Fumettista italiano naturalizzato belga

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Edoardo Attanasio, detto Dino, nacque a Milano figlio del musicista Savino. Da ragazzo suonava la chitarra insieme al fratello Gianni, mentre studiava pittura all’Accademia di Brera. Già negli anni Quaranta muoveva i primi passi nell’illustrazione e nel cinema d’animazione, partecipando con il fratello a La rosa di Bagdad, il primo lungometraggio animato italiano. Dopo la guerra disegnò per il fumetto: Furio per la Redazione Audace, la casa editrice di Gianluigi Bonelli, e nel 1948 Le avventure di Nadir, pubblicata in appendice agli albi di Gianni e Pinotto per le Edizioni Vulcanetto.

Nello stesso 1948 si trasferì in Belgio, dove rimase per tutta la vita. Fu assunto dalla World’s Press di Georges Troisfontaines e cominciò a collaborare con i nomi emergenti del fumetto belga. Nel 1949 disegnò per La Libre Junior Fanfan & Polo, su testi di Charlier e di René Goscinny. Sulle pagine di Tintin, Spirou e Petits Belges divenne una firma di primo piano, e fu il primo a dare un volto a Bob Morane a fumetti, il personaggio di Henri Vernes, per Femmes d’aujourd’hui.

Una delle sue serie di maggior successo fu Signor Spaghetti, ideata con Goscinny nel 1958 e disegnata da lui dal 1959 al 1967: raccontava con ironia l’emigrazione italiana in Europa. Dal 1959, dopo l’addio di André Franquin, portò avanti anche Modeste et Pompon fino al 1968, mentre nel 1964 creò graficamente Jimmy Stone, su testi di Fernez, e nel 1968 Johnny Goodbye per Pep, con Martin Lodewijk. Per i lettori belgo-olandesi disegnò anche la serie di Dick Matena De Macaroni’s.

Non dimenticò l’Italia. Nel 1965 pubblicò sul Corriere dei piccoli Ambrogio e Gino, scritto da Carlo Triberti, poi continuato in Belgio con il titolo Ambroise et Gino; negli anni 1966-67 Il colonnello Squilla e Pepè; fra il 1968 e il 1969 Gianni Flash. Il suo stile andava dall’umoristico al realistico, e tra le sue opere figura il Decameron di Boccaccio.

Morì a cento anni a Jette, nella regione di Bruxelles, dove viveva dal 2020. La casa editrice belga Editions Hibou lo ricorda come uno dei primi autori a collaborare con lei alla fine degli anni Novanta, con semplicità, modestia e una gentilezza che aiutò la casa a crescere. Lascia una pagina fondamentale dell’età d’oro del fumetto franco-belga e il ricordo di un italiano che, lontano da casa, ne ha raccontato con affetto gli emigrati.

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Immagine: Will Salomé, CC BY-SA 4.0 (Wikimedia Commons)

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