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Fernando Atzori

Pugile italiano

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Fernando Atzori nacque ad Ales, in Sardegna, e lasciò l’isola da giovanissimo per trasferirsi a Firenze, che divenne la sua città d’adozione. Cominciò a boxare all’Accademia pugilistica fiorentina con il maestro Dino Ciappi. Da dilettante ebbe una carriera brillante: nel 1963 fu campione d’Italia dei pesi mosca a Pesaro, vinse l’oro ai Giochi del Mediterraneo a Napoli e fu campione del mondo militari a Francoforte. L’anno dopo, a Tunisi, ripeté i successi italiano e mondiale militari, e soprattutto vinse l’oro alle Olimpiadi di Tokyo 1964.

A Tokyo superò ai punti Mahmoud Mersal (Egitto), Darryl Norwood (Australia) e John McCafferty (Irlanda), sempre con verdetto unanime; in semifinale batté lo statunitense Bob Carmody e in finale il polacco Artur Olech, in entrambi i casi con un giudice su cinque contrario. Tra i dilettanti combatté 43 incontri e ne vinse 37.

Passato professionista, fu presentato come erede di Salvatore Burruni, pugile sardo anche lui nei pesi mosca. Arrivò imbattuto dopo quattordici match al titolo europeo, in palio contro il francese René Libeer: il combattimento del 25 gennaio 1967 a Lione fu durissimo ed equilibrato, deciso ai punti a suo favore per un richiamo ufficiale all’avversario. Concesse la rivincita a Levico Terme il 2 agosto e conservò la cintura con un pareggio. Il 15 dicembre 1967 sconfisse a Berna lo svizzero Fritz Chervet, mandandolo a terra quattro volte, per KO nella quattordicesima ripresa.

Tentò poi la via oltreoceano: a Città del Messico, il 28 gennaio 1968, perse per KO alla quarta ripresa con Octavio Gomez, la sua prima sconfitta. Tornò alla difesa del titolo europeo e batté John McCluskey e Franco Sperati. Nel gennaio 1969 a Manila affrontò il filippino Bernabe Villacampo, in una semifinale per il titolo mondiale WBA, e si ritirò prima della settima ripresa per un infortunio al braccio. Continuò comunque a dominare in Europa fino al 1973: Kamara Diop, di nuovo Sperati, Andres Sainz Romero, ancora McCluskey e Gerard Macrez. Nel 1972 perse il titolo a Berna con Chervet, ma lo riconquistò il 28 giugno 1973 a Novara contro Dominique Cesari. Lo cedette il 26 dicembre dello stesso anno, ancora a Chervet. Dopo altri tre incontri lasciò il pugilato nel 1975.

Morì a Firenze, malato da tempo. Rimase per tutti il pugile sardo-fiorentino che a Tokyo salì sul gradino più alto del podio e che per anni dominò la categoria dei mosca in Europa.

Da dove viene quello che c'è scritto

Immagine: Mario De Biassi/Giorgio Lotti (Mondadori Publishers), Public domain (Wikimedia Commons)

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