Dolly era una pecora di razza Finn Dorset nata il 5 luglio 1996 al Roslin Institute, un centro di ricerca vicino a Edimburgo, in Scozia. È stata il primo mammifero clonato a partire da una cellula di un animale adulto, impresa che prima della sua nascita si credeva impossibile. A realizzarla furono Keith Campbell, Ian Wilmut e i loro colleghi del Roslin e della società PPL Therapeutics.
Il procedimento partì da una cellula della ghiandola mammaria di una pecora Finn Dorset adulta. Il suo nucleo fu inserito in una cellula uovo di una pecora Scottish Blackface, svuotata del proprio nucleo, e una scarica elettrica avviò lo sviluppo. Dopo sei giorni di crescita in laboratorio, l’embrione fu trasferito in una pecora che lo portò a termine. Dolly ebbe perciò tre madri: chi diede il DNA, chi diede l’uovo, chi la portò in grembo. Fra duecentosettantasette tentativi fu l’unico agnello a diventare adulto. Il nome, spiegò Wilmut, venne da Dolly Parton.
La sua nascita restò segreta fino all’annuncio, arrivato il 22 febbraio 1997: la stampa di tutto il mondo si riversò a Roslin. La rivista Time le dedicò un servizio speciale e Science la indicò come scoperta dell’anno.
Dolly trascorse l’intera vita al Roslin Institute, dentro un gregge. Con un montone di razza Welsh Mountain di nome David ebbe sei agnelli: Bonnie nacque nella primavera del 1998, Sally e Rosie, gemelle, l’anno dopo, e Lucy, Darcy e Cotton, tre gemelli, l’anno ancora successivo. Nell’autunno del 2001 cominciò a camminare con rigidità; le radiografie mostrarono un’artrite, curata con farmaci antinfiammatori giornalieri che in alcuni mesi eliminarono i sintomi.
Il 10 febbraio 2003 un addetto notò che tossiva. Gli esami non diedero risposte, e il 14 febbraio una TAC mostrò dei tumori nel torace. Poiché per l’esame era stata necessaria l’anestesia, si decise di non farla risvegliare: aveva sei anni. L’autopsia rivelò un adenocarcinoma polmonare delle pecore, malattia comune negli animali tenuti al chiuso, e gli scienziati di Roslin dissero di non vedervi un legame con la clonazione.
Il suo corpo fu preparato e donato dal Roslin Institute al National Museum of Scotland di Edimburgo, dove è esposto dal 2003. Dopo di lei sono stati clonati maiali, cervi, cavalli e bovini, e il suo metodo ha aperto la strada agli studi sulle cellule staminali. Chi la incontra oggi la trova ferma nella sua teca.
Dove riposa
National Museum of Scotland, Edimburgo
Da dove viene quello che c'è scritto
- Dolly (pecora) - Wikipedia in italiano consultata il 20 ottobre 2026
- Dolly (sheep) - Wikipedia in inglese consultata il 20 ottobre 2026
- The story of Dolly the sheep - National Museums Scotland consultata il 20 ottobre 2026
Immagine: Toni Barros from São Paulo, Brasil, CC BY-SA 2.0 (Wikimedia Commons)
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