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Ermanno Olmi

Regista, Sceneggiatore e Montatore italiano

Nascita
Scomparsa

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Il rito

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Ermanno Olmi nacque a Bergamo, nel quartiere della Malpensata, e crebbe a Treviglio, dove la famiglia si trasferì quando lui era piccolo: il padre faceva il ferroviere, la madre l’operaia. Di famiglia molto cattolica, perse il padre durante la guerra. Lasciò gli studi dopo lo scientifico e l’artistico, andò a Milano per recitare all’Accademia di Arte Drammatica e, per mantenersi, entrò come fattorino alla Edison-Volta, dove lavorava anche sua madre.

Fu proprio l’azienda a metterlo davanti alla macchina da presa: gli affidarono il servizio cinematografico e il compito di filmare le produzioni industriali. Pur senza esperienza, dal 1953 al 1961 girò più di quaranta documentari, fra cui La diga del ghiacciaio, Tre fili fino a Milano e Un metro è lungo cinque, già attenti alla condizione di chi lavora. Nel 1959 esordì nel lungometraggio con Il tempo si è fermato, sull’amicizia tra un giovane studente e chi sorvegliava una diga. Con Il posto (1961), prodotto dalla sua società 22 dicembre, ottenne il premio della critica a Venezia e il David di Donatello per la regia; seguirono I fidanzati (1963) ed E venne un uomo (1965), il ritratto di Papa Giovanni XXIII.

Dopo Un certo giorno, I recuperanti e Durante l’estate, ritrovò l’ispirazione con La circostanza (1973) e firmò L’albero degli zoccoli (1978), sguardo poetico e senza sentimentalismi sul mondo contadino in cui era nato: vinse la Palma d’oro a Cannes e il César come miglior film straniero. Si trasferì ad Asiago e nel 1982 fondò a Bassano del Grappa la scuola di cinema Ipotesi Cinema. Seguirono Camminacammina, Lunga vita alla signora!, Leone d’argento a Venezia nel 1987, e La leggenda del santo bevitore, tratto da Joseph Roth con Rutger Hauer, che nel 1988 ottenne il Leone d’oro.

Negli anni successivi girò Il segreto del bosco vecchio (1993) con Paolo Villaggio, Il mestiere delle armi (2001), che vinse nove David di Donatello, Cantando dietro i paraventi (2003), il film a episodi Tickets, Centochiodi (2007) e Il villaggio di cartone (2011). L’ultimo film fu Torneranno i prati (2014). A Venezia ricevette il Leone d’oro alla carriera nel 2008. Dalla moglie Loredana Detto, conosciuta sul set di Il posto, ebbe tre figli.

Morì ad Asiago, nell’ospedale dove era ricoverato da qualche giorno. Fu un regista rimasto sempre legato alle sue origini rurali e modeste, che privilegiava i sentimenti delle persone semplici e lavorava di preferenza con attori non professionisti. Il Comune di Milano ha deciso di iscrivere il suo nome nel Famedio del Cimitero Monumentale.

Da dove viene quello che c'è scritto

Immagine: Associazione Amici di Piero Chiara, CC BY 2.0 (Wikimedia Commons)

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