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FP

Fernanda Pivano

Scrittrice e Traduttrice

Nascita
Scomparsa

Riposa a Cimitero Monumentale di Staglieno, Genova

Un QR per raggiungere questa memoria

Il rito

Per lasciare un gesto serve entrare: bastano pochi istanti.

Così la famiglia sa chi l'ha acceso.

Nel 1938 Cesare Pavese portò a Fernanda Pivano, che tutti chiamavano Nanda, quattro libri in inglese. Erano Addio alle armi di Hemingway, Foglie d’erba di Whitman e l’Antologia di Spoon River di Masters. Il quarto era l’autobiografia di Sherwood Anderson. Da quel giorno la sua vita prese la direzione che l’ha resa nota. Lo ricordava lei stessa: era una ragazzina e una mattina aveva chiesto a Pavese quale differenza ci fosse fra letteratura americana e inglese. Lui le aveva risposto con un libro.

Nata a Genova nel 1917 in una famiglia benestante che lei definiva «vittoriana», era figlia del direttore di un istituto di credito, di origini in parte scozzesi. Crebbe a Torino, dove la famiglia si trasferì nel 1929. Al liceo classico Massimo d’Azeglio ebbe come compagno di classe Primo Levi e come supplente di italiano proprio Pavese. All’esame di maturità lei e Levi non furono ammessi agli orali: i temi scritti toccavano argomenti antifascisti. Si diplomò anche in pianoforte al Conservatorio. Si laureò due volte: in Lettere, con una tesi sul Moby Dick di Melville, e in Filosofia.

Nel 1943 uscì da Einaudi la sua prima traduzione, la Antologia di Spoon River. Fu un anno pericoloso. Il fratello Franco era stato arrestato dalle SS, perché in una retata alla sede Einaudi era stato trovato il contratto per la traduzione di Addio alle armi, intestato a lui per errore. Fernanda andò al comando tedesco a reclamarlo. Il fratello fu rilasciato, lei fu interrogata a lungo da due ufficiali e poi lasciata andare. Il romanzo di Hemingway l’aveva tradotto di nascosto, perché il regime non lo gradiva.

Nel 1949 sposò l’architetto Ettore Sottsass e si trasferì a Milano, dove avrebbe vissuto per il resto della vita. Il primo viaggio negli Stati Uniti è del 1956. Fu tra i primi in Italia a parlare della Beat Generation, con un articolo su aut aut del gennaio 1959. Poi fece conoscere Allen Ginsberg e Jack Kerouac. Con loro arrivarono William Burroughs e Gregory Corso. Con Ginsberg come «direttore irresponsabile» creò la rivista Pianeta fresco. Nel 1966 fu la prima in Italia a scrivere un articolo su un giovane cantautore americano che stava cambiando la canzone. Fabrizio De André trasse il disco Non al denaro non all’amore né al cielo dalla sua traduzione di Spoon River, e lei scrisse l’intervista sul retro della copertina. Nel 1980 e nel 1984 andò a trovare Charles Bukowski a San Pedro, in California. Da quegli incontri nacque un libro.

Nel 2001, al Torino Film Festival, un incendio scoppiò in sala proprio mentre lei arrivava alla proiezione di un film sul suo viaggio in America. Disse ai giornalisti: «Molti odiano l’America che io glorifico». Un mese dopo le indagini esclusero che fosse doloso. Nel dicembre 1998 Milano aveva inaugurato la Biblioteca Riccardo e Fernanda Pivano, con i suoi libri e quelli del padre. Il patrimonio lasciato da lei è oggi alla Fondazione del Corriere della Sera.

Morì a Milano il 18 agosto 2009, a novantadue anni, in una clinica dove era ricoverata da tempo. I funerali si svolsero a Genova, nella basilica di Carignano dove dieci anni prima era stato salutato De André. L’orazione la tenne Don Andrea Gallo. Dopo la cremazione fu sepolta a Staglieno, accanto alla madre. Chi la cerca in Cimitero può portarsi dietro una copia di Spoon River, nella sua traduzione.

Dove riposa

Cimitero Monumentale di Staglieno, Genova (GE)
Cimitero monumentale di Staglieno, accanto alla madre

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