Franca Rame
Attrice teatrale, Drammaturga e Politica italiana
- Nascita
- Scomparsa
Riposa a Cimitero Monumentale, Milano
Il rito
Un pensiero
Lascia un pensieroNascita: 18 luglio 1929, Parabiago (Villastanza). Morte: 29 maggio 2013, Milano, a 83 anni.
Chi era
Franca Rame è stata un’attrice, autrice di teatro e donna impegnata in politica, nata in una famiglia di teatranti girovaghi nel Milanese. Per più di mezzo secolo ha recitato, organizzato e scritto accanto al marito Dario Fo, con cui ha formato una delle coppie più note del teatro italiano; ha poi firmato testi propri sulla condizione delle donne, che hanno girato i teatri e le piazze. Fu anche senatrice, dal 2006 al 2008.
Infanzia e famiglia
Nacque a Villastanza, frazione di Parabiago, il 18 luglio 1929. Il padre, Domenico Rame, era attore e capocomico, la madre, Emilia Baldini, aveva fatto la maestra prima di salire in scena. Secondo Wikipedia in italiano la famiglia portava avanti una tradizione teatrale che risaliva al Seicento, legata soprattutto ai burattini e alle marionette. Franca esordì da neonata, in parti da bambina nelle commedie della compagnia di famiglia: nata da pochi giorni, già stava in scena fra le braccia della madre, secondo la scheda dedicata a lei dalla Radiotelevisione svizzera. Aveva un fratello maggiore, Enrico, attore, e una sorella, Pia, costumista teatrale, che lavorò anche per Maria Callas.
Gli esordi nel teatro di rivista
Secondo Treccani, a sedici anni interpretò Giulietta accanto a Enrico Maria Salerno. Nel 1950, con una delle sorelle, passò al teatro di rivista: nella stagione 1950-1951 fu scritturata nella compagnia di Tino Scotti nello spettacolo Ghe pensi mi, testo di Marcello Marchesi, in scena all’Olimpia di Milano. Nel 1951, durante la rivista Sette giorni a Milano, conobbe Dario Fo; nel 1952 debuttò al cinema e nel 1953 recitò per la prima volta in un testo di lui, Il dito nell’occhio. Il 24 giugno 1954 si sposarono a Milano, nella basilica di Sant’Ambrogio, e a Roma, il 31 marzo 1955, venne al mondo Jacopo, il loro unico figlio, poi scrittore.

La compagnia con Dario Fo
La compagnia Fo-Rame nacque alla fine degli anni Cinquanta: Treccani indica il 1957, con il debutto di Ladri, manichini e donne nude al Piccolo Teatro, mentre Wikipedia in italiano e la scheda svizzera indicano il 1958. Fo ne era l’autore e il regista, lei la prima attrice e l’amministratrice. La coppia ebbe presto successo nei teatri delle città, con commedie che univano la farsa alla satira dei costumi.
Nel 1962 i due presentarono Canzonissima, il varietà del sabato sera della RAI. Uno sketch su un costruttore che non voleva mettere in sicurezza il proprio cantiere sollevò proteste e interrogazioni parlamentari: la RAI affidò il programma ad altri dopo le prime sei puntate (Wikipedia in italiano) o dopo sette (Treccani). Secondo L’Adige restò esclusa dalla RAI fino al 1977.

Dal Sessantotto al teatro militante
Nel 1968, insieme a Fo, lasciò il circuito dei teatri ufficiali e fondò il collettivo Nuova Scena, dal quale la coppia si separò presto per dar vita a «La Comune». Gli spettacoli si facevano nelle case del popolo, nei circoli ARCI, nelle fabbriche e nelle scuole occupate, e tra i titoli più noti ci sono Non si paga! Non si paga! e Morte accidentale di un anarchico. Nel 1974, secondo L’Adige, la coppia occupò la Palazzina Liberty di Milano e la trasformò in teatro.
Fu tra le animatrici del Soccorso Rosso Militante, la rete che offriva aiuto legale e materiale a detenuti politici e militanti della sinistra extraparlamentare. Wikipedia in italiano ricorda che in questo ambito si schierò a difesa di Achille Lollo, imputato per il rogo di Primavalle del 16 aprile 1973, in cui morirono i fratelli Virgilio e Stefano Mattei, di 22 e 8 anni: Lollo fu assolto per insufficienza di prove in primo grado, nel 1975, ma condannato in appello nel 1986, e nel 2005 ammise le proprie responsabilità. Quella campagna d’innocenza ha lasciato polemiche sul ruolo della Rame.
Il 9 marzo 1973
Il 9 marzo 1973, a Milano, cinque uomini dell’estrema destra costrinsero Franca Rame a salire su un furgone e la violentarono: la ricostruzione è di Wikipedia in italiano e di Treccani, che la chiama sequestro di diverse ore e parla di «stupro di Stato» a proposito del rapporto d’inchiesta. Treccani ricorda che il caso fu archiviato per mancanza di prove e riaperto nel 1998; secondo Wikipedia in italiano il procedimento si chiuse nel febbraio 1998 con la prescrizione del reato. Wikipedia in inglese riferisce che dopo due mesi tornò in scena con nuovi monologhi antifascisti. Sulla data del monologo Lo stupro le fonti divergono: il debutto è nel 1975 per MenteLocale, nel 1977 per Treccani e nel 1981 per Wikipedia in italiano, secondo cui il testo entrò allora nello spettacolo Tutta casa, letto e chiesa. Il carattere autobiografico, scrive MenteLocale, lei lo rivelò solo nel 1987.
Il teatro delle donne
Dalla fine degli anni Settanta Franca partecipò al movimento femminista e interpretò testi propri, tra cui La madre, Grasso è bello! e Tutta casa, letto e chiesa: monologhi sulle donne, il lavoro, la maternità e la violenza. Recitò da sola anche testi scritti da Fo sullo stesso tema. Nel 1983 andò in scena Coppia aperta, quasi spalancata. Il 1999 le portò la laurea honoris causa dall’Università di Wolverhampton, ricevuta insieme al marito; nel 2000 il Premio Flaiano per il teatro alla carriera. Nel 1997 era accanto a Fo quando gli fu assegnato il Nobel, che, scrive Wikipedia in inglese, lui dedicò a lei.
La politica e gli ultimi anni
Nel 2006 fu capolista al Senato per l’Italia dei Valori in sei regioni ed eletta in Piemonte; lo stesso anno Antonio Di Pietro la propose per la presidenza della Repubblica e lei raccolse ventiquattro voti. Lasciò il Senato nel gennaio 2008, dichiarando che le istituzioni le erano sembrate chiuse a chiunque non fosse espressione di un partito o di un gruppo organizzato. Nel 2009 scrisse con Fo l’autobiografia Una vita all’improvvisa, e fra dicembre 2011 e marzo 2012 riportò con lui in scena Mistero buffo.
Il 19 aprile 2012 un ictus la costrinse al ricovero d’urgenza, al Policlinico di Milano (L’Adige scrive 19 luglio). Il suo ultimo testo scritto con Fo, Una Callas dimenticata, nacque dai ricordi di lei, che aveva conosciuto la cantante grazie alla sorella Pia; la prima era fissata per il maggio 2013 all’Arena di Verona, ma il progetto si fermò con la sua scomparsa. Stava preparando anche, secondo la scheda svizzera, uno spettacolo di denuncia della cattiva politica con Fo.

La carriera
- 1950 — Ghe pensi mi, la rivista di Tino Scotti, al Teatro Olimpia di Milano
- 1953 — il primo spettacolo di Dario Fo, Il dito nell’occhio
- 1957-1958 — nasce la compagnia Fo-Rame
- 1962 — Canzonissima con Dario Fo, per la RAI
- 1968-1970 — i collettivi Nuova Scena e La Comune
- 1974 — Non si paga! Non si paga!
- 1977 — Tutta casa, letto e chiesa; Lo stupro ne diventa parte nel 1981
- 2006 — eletta al Senato
- 2009 — l’autobiografia Una vita all’improvvisa
La morte
Il 29 maggio 2013 Franca Rame morì a Milano, nell’abitazione di Porta Romana dove viveva; aveva 83 anni secondo i calcoli sulla data di nascita, mentre alcune cronache dell’epoca scrivono 84. Blitz quotidiano ricorda che alle 8.50 fu chiamato il 118 e che i soccorsi e i tentativi di rianimarla furono inutili. La camera ardente fu allestita al Piccolo Teatro: Affaritaliani racconta circa duecento persone in coda prima dell’apertura, una bara circondata da rose e da una grande sciarpa rossa, Dario Fo ad accogliere i visitatori, una corona e un messaggio di cordoglio del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Affaritaliani, il 30 maggio, annunciava per venerdì 31 la cerimonia di commiato al Teatro Strehler, che Fo presentava come un commiato e non come una commemorazione funebre.
Dove riposa
Secondo Wikipedia in italiano fu sepolta nella cripta del Famedio, parte del Cimitero monumentale milanese, vicino all’amico Enzo Jannacci. L’Adige non dice nulla della sepoltura; Affaritaliani, il 30 maggio 2013, annunciava che sarebbe stata tumulata al Famedio del Cimitero Monumentale, e Il Giorno scrive che lei e Fo sono sepolti nella cripta del Famedio. Dario Fo la raggiunse dopo la morte, nell’ottobre 2016, e Wikipedia in italiano precisa che il suo colombario è collocato sopra quello di lei.

L’eredità
Le carte e i materiali della coppia sono stati affidati all’Archivio di Stato di Verona (Wikipedia in italiano). Sempre secondo Wikipedia in italiano, il Comune di Milano ha stabilito di dedicarle un’area verde che si trova fra via Vittorio Gassman, via Ugo Tognazzi e via Roberto Tremelloni. Nel 2023, per i dieci anni dalla scomparsa, il monologo Lo stupro è stato letto nel piazzale del Cimitero monumentale a cura della Fondazione Fo Rame (MenteLocale); nel centenario della nascita di Fo il Comune ha approvato una targa per lei e per il marito davanti alla casa di corso di Porta Romana 132.
Date da ricordare
- 18 luglio 1929 — nascita a Villastanza di Parabiago
- 24 giugno 1954 — il matrimonio con Dario Fo a Milano
- 1962 — Canzonissima
- 9 marzo 1973 — l’aggressione di Milano
- 2006 — l’elezione al Senato
- 29 maggio 2013 — la morte a Milano
- 31 maggio 2013 — il giorno annunciato per la cerimonia di commiato al Teatro Strehler
1929–2013
Dove riposa
Cimitero Monumentale, Milano, Milano (MI)
Cimitero Monumentale di Milano (Milano), Famedio
Da dove viene quello che c'è scritto
- Wikipedia in italiano, voce «Franca Rame» consultata il 16 ottobre 2026
- Wikipedia in inglese, voce «Franca Rame» consultata il 16 ottobre 2026
- Wikidata, «Franca Rame» (Q444509) consultata il 16 ottobre 2026
- Treccani, Dizionario biografico degli italiani, voce «Rame, Franca» consultata il 16 ottobre 2026
- Affaritaliani, la camera ardente di Franca Rame consultata il 16 ottobre 2026
- L'Adige, «Addio a Franca Rame» consultata il 16 ottobre 2026
- Blitz quotidiano, «Franca Rame è morta» consultata il 16 ottobre 2026
- RSI, scheda «Franca Rame» consultata il 16 ottobre 2026
- MenteLocale, «Lo Stupro, monologo di Franca Rame per il decennale della scomparsa» consultata il 16 ottobre 2026
- Il Giorno, «Una targa per ricordare Fo» consultata il 16 ottobre 2026
Immagine: Franca Rame nel 1962. Fotografia di pubblico dominio da Wikimedia Commons.
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A cura di Cimiteri.Online