Mino Raiola, all’anagrafe Carmine, nacque a Nocera Inferiore da una famiglia di Angri. Meno di un anno dopo i genitori emigrarono ad Haarlem, nei Paesi Bassi, dove li aveva preceduti uno zio panettiere. Il padre Mario, meccanico, aprì il ristorante Napoli e Mino vi lavorò da cameriere fin da ragazzo; a sedici anni teneva i conti del locale e a diciassette sedeva già nel consiglio degli imprenditori di Haarlem. Prese la maturità classica e imparò sette lingue.
Giocò nelle giovanili dell’Haarlem fino ai diciotto anni; nel 1987 la società gli affidò il settore giovanile, poi lo fece direttore sportivo. A diciannove anni comprò e rivendette un ristorante McDonald’s e con la plusvalenza fondò, a venti, la sua prima società di intermediazione, la Intermezzo. Diventato rappresentante all’estero dei calciatori olandesi, nel 1992 portò Bryan Roy al Foggia di Zdenek Zeman e l’anno dopo fu mediatore nel passaggio di Dennis Bergkamp e Wim Jonk dall’Ajax all’Inter.
Divenuto agente FIFA, fondò la Sportman, con sede a Monte Carlo e uffici in Brasile, nei Paesi Bassi e nella Repubblica Ceca; trattò Pavel Nedvěd. La notorietà arrivò con i campioni seguiti: nel 2009 Zlatan Ibrahimović dall’Inter al Barcellona, nel 2010 al Milan insieme a Robinho e Mark van Bommel, nel 2012 al Paris Saint-Germain. Seguì Mario Balotelli, dal Manchester City al Milan nel 2013, al Liverpool nel 2014 e di nuovo al Milan nel 2015, e Paul Pogba, alla Juventus nel 2012 e di nuovo al Manchester United nel 2016: per quell’operazione, allora la più costosa del calcio, incassò 25 milioni di commissione. Nel 2019 portò Matthijs de Ligt alla Juventus.
Nel 2020 Forbes lo mise al quarto posto tra i procuratori del mondo, con un fatturato di 84,7 milioni di dollari su affari per 847,7 milioni. Ebbe il riconoscimento di migliore agente dell’anno ai Globe Soccer Awards del 2016 e quello di migliore agente europeo da Tuttosport nel 2020. Viveva a Monte Carlo dal 1996 con Roberta, conosciuta a Foggia, e i loro due figli. Morì a Milano nell’aprile 2022.
La sua storia è quella di un ragazzo cresciuto tra i tavoli del ristorante di famiglia, in un paese che non era il suo, e arrivato a trattare con i grandi club europei: i conti a sedici anni, le lingue, le prime intermediazioni a venti. Restano il ricordo di un procuratore tra i più noti del calcio mondiale e quello di un napoletano che, anche dall’Olanda, aveva continuato a tifare per il Napoli, la squadra del cuore.
Da dove viene quello che c'è scritto
- Wikipedia in italiano: Mino Raiola consultata il 19 ottobre 2026
- Wikidata: Q2014379 consultata il 19 ottobre 2026
Immagine: Ron Pichel, CC0 (Wikimedia Commons)
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