Francesco Illy
Imprenditore e Inventore ungherese
- Nascita
- Scomparsa
Il rito
Un pensiero
Lascia un pensieroNel registro dei battesimi della parrocchia cattolica di Iosefin, il quartiere di Temesvár che portava il nome dell’imperatore Giuseppe II, alla posizione 368 c’è una riga per Illy Ferencz: nato il 7 ottobre 1892, battezzato otto giorni dopo. La pagina l’ha ritrovata, negli archivi di Stato del distretto di Timiș, un gruppo di studiosi dell’associazione Orizzonti culturali italo-romeni, partiti a cercare la casa del fondatore in occasione dei centoventi anni dalla nascita. Il padre, János, era un falegname ungherese originario di Uj Pécs; la madre, Aloisia Rössler, nata anche lei a Iosefin, parlava tedesco, e i due si erano sposati il 24 novembre 1879. Il bambino crebbe in una casa di piazza Scudier. La chiesa dove lo portarono a battezzare, dedicata alla Natività della Vergine, era stata consacrata nel 1775, e la sua guglia, aggiunta nel 1889, si vede ancora.
Temesvár era una città dove si mescolavano ungheresi, romeni e tedeschi, e dove le religioni convivevano più o meno in pace. Il ragazzo frequentò i padri piaristi e nel 1904 concluse la scuola professionale; il diploma, ritrovato e raccontato dalla stampa romena, mostra voti appena sufficienti quasi dappertutto e il massimo soltanto in disegno a mano libera. Poi studiò economia nella città natale. Secondo Comunicaffè la famiglia aveva intanto conosciuto ristrettezze, e fu questo a spingerlo verso Vienna, dove entrò in due imprese transilvane e fece il contabile: un mestiere di numeri e di registri, lontanissimo, in apparenza, dal profumo del caffè.
Nel 1914, a ventidue anni, lo arruolarono nell’esercito imperiale e regio. Combatté su più fronti, fra cui la battaglia di Kraśnik, in Polonia, e le battaglie dell’Isonzo. Le voci inglese e ungherese di Wikipedia aggiungono che ebbe una Croce al merito in argento e ferro e, nel 1917, una medaglia al valore di bronzo, e che lasciò l’esercito col grado di Sergente. Quando la guerra finì, il mondo in cui era nato non c’era più: Timișoara passò alla Romania e Trieste, il porto dell’impero, diventò italiana. Lui restò a Trieste, dove viveva la sorella Amalie, detta Milly, sposata con il benestante Leopoldo de Puxbaum e madre di due bambine.
Fu in casa della sorella che conobbe Vittoria, per tutti Doris, la maestra di pianoforte delle nipoti, nata a Johannesburg. La sposò, e dal matrimonio nacquero Ernesto, venuto al mondo nel 1925, e Hedda. In famiglia si parlava tedesco e a tavola arrivavano i piatti ungheresi. Anni dopo Riccardo Illy, il nipote che aveva un anno quando il nonno morì, ricordò alla stampa romena la nonna che suonava il pianoforte, il gulasch che preparava e il tedesco di casa; e raccontò che suo padre Ernesto non imparò mai l’ungherese, ma prima il tedesco e poi l’italiano. Un altro nipote, Andrea, ha riassunto così il carattere del nonno: aveva tre grandi amori, Trieste, il caffè e Doris. Secondo Comunicaffè restò apolide fino al 1949, un cittadino del mondo innamorato della Mitteleuropa.
A Trieste, intanto, il caffè era un affare serio: nella sola città, scrive Comunicaffè, c’erano più di sessanta aziende del settore. Illy trovò lavoro presso imprese di cacao e di torrefazione. Nel 1920, a Milano, mise in piedi insieme a Cristoforo Cagnus una torrefazione chiamata Emax, ma la voce inglese di Wikipedia descrive quel soggiorno come breve, e presto tornò sul Golfo. Il futuro socio, la ditta Hausbrandt, era nata a Trieste nel 1892, proprio l’anno in cui nacque lui: una coincidenza che gli studiosi romeni non hanno mancato di sottolineare.
L’idea che gli diede il nome nel mondo del caffè nasceva da un problema pratico: il caffè tostato perde in fretta il suo aroma, e per questo si tostava vicino a chi lo beveva. Illy cercò il modo di mandarlo lontano restando fresco. Le voci tedesca, inglese e ungherese descrivono il procedimento: il caffè appena tostato veniva chiuso in lattine, l’ossigeno era tolto e al suo posto entrava azoto sotto pressione, perché gli aromi non si ossidassero. La voce tedesca colloca la messa a punto nel 1932 e il brevetto nel 1934; la scheda italiana dell’azienda parla del 1934 e di una «pressurizzazione con gas inerte». Il metodo, perfezionato negli anni, è ancora in uso, e secondo un testo ungherese per studenti d’inglese rese possibili le prime esportazioni dagli anni Quaranta.
Nel 1933 nacque a Trieste l’Industria Caffè e Cioccolato Illy & Hausbrandt, con un socio della famiglia Hausbrandt a parità di quote: Roberto per la maggior parte delle fonti, Hermann per la voce tedesca. Per un periodo l’azienda si occupò anche di cioccolato, poi si concentrò sul caffè. Nel 1935 arrivò il brevetto della macchina Illetta, che separava il riscaldamento dalla pressione dell’acqua. Sul funzionamento le fonti si contraddicono: le voci italiana e inglese dicono che sostituì il vapore con acqua in pressione, altre scrivono l’opposto, e per la voce tedesca la tecnica non si affermò. Su una cosa vanno d’accordo: viene considerata una tappa verso l’espresso di oggi, e una Illetta degli anni Trenta è stata esposta a Expo 2015 a Milano. Nel 1939, con Carlo Seitz, i due soci fondarono a Thalwil, in Svizzera, una società collegata.
Francesco Illy morì a Trieste il 22 ottobre 1956, a sessantaquattro anni. Le fonti consultate non dicono dove sia stato sepolto. La memoria di lui è arrivata ai nipoti a pezzi: Riccardo ha raccontato che suo padre parlava poco del nonno, che gli disse soltanto che era un visionario, e che molti documenti sono stati recuperati grazie alla zia Hedda. Ernesto, laureato in chimica a Bologna nel 1947, era entrato in azienda proprio quell’anno e vi aveva creato il primo laboratorio; nel 1956 ne divenne comproprietario e amministratore, dal 1963 al 2005 la presiedette e nel 1965 trasferì l’attività nella sede di via Flavia, quella di oggi. Oggi la illycaffè è ancora di famiglia, guidata dai nipoti Andrea e Riccardo. Timișoara non lo ha dimenticato: nel 2013 gli ha reso un omaggio postumo, che la voce ungherese chiama cittadinanza onoraria e la stampa romena diploma di eccellenza, e nel 2018 il Comune ha annunciato di voler trasformare il castello d’acqua di Iosefin in un caffè con un piccolo museo a lui dedicato.
Date da ricordare
- 7 ottobre 1892: nasce a Temesvár, oggi Timișoara.
- 15 ottobre 1892: viene battezzato nella parrocchia di Iosefin.
- 1914: è arruolato nell’esercito austro-ungarico.
- 1933: fonda a Trieste la illycaffè.
- 1935: brevetto della macchina Illetta.
- 22 ottobre 1956: muore a Trieste.
- 2013: Timișoara lo ricorda con un titolo alla memoria.
Articoli su Francesco Illy
1892–1956
Da dove viene quello che c'è scritto
- Wikipedia in italiano, voce «Francesco Illy» consultata il 22 ottobre 2026
- Wikipedia in italiano, voce «illycaffè» consultata il 22 ottobre 2026
- Wikipedia in italiano, voce «Ernesto Illy» consultata il 22 ottobre 2026
- Wikipedia in inglese, voce «Francesco Illy» consultata il 22 ottobre 2026
- Wikipedia in tedesco, voce «Francesco Illy (Unternehmer, 1892)» consultata il 22 ottobre 2026
- Wikipedia in ungherese, voce «Illy Ferenc» consultata il 22 ottobre 2026
- Wikipedia in romeno, voce «Francesco Illy» consultata il 22 ottobre 2026
- Wikidata, Q5479403 consultata il 22 ottobre 2026
- Comunicaffè, «La storia di Ferenc Illy, l’ungherese che rivoluzionò l’industria del caffè», 8 novembre 2017 consultata il 22 ottobre 2026
- Orizzonti culturali italo-romeni, «Mirosul de cafea la Timișoara: pe urmele lui Francesco Illy» consultata il 22 ottobre 2026
- Adevărul, «Illy, povestea unei cafele cu parfum timișorean», 9 marzo 2013 consultata il 22 ottobre 2026
- Timișoara 2023, «Illy was born in Iosefin», 14 febbraio 2023 consultata il 22 ottobre 2026
- 5 perc angol, «Illy coffee: When Hungarian mind meets with Italian flavour», 5 dicembre 2019 consultata il 22 ottobre 2026
Immagine: Autore sconosciuto, Public domain (Wikimedia Commons)
Scheda scritta dalla redazione di Cimiteri.Online, che ne risponde.
Segnala un errore
Chi ha scritto questa scheda
Questa scheda l'ha scritta la redazione di Cimiteri.Online, e ne rispondiamo noi. Non è stata creata da un familiare e non è una memoria di famiglia: le memorie le crea chi ha titolo, e restano sue.
Correggila, o falla togliere
Se qui c'è un errore, dillo e lo correggiamo. E se sei un familiare di Francesco Illy e non vuoi che questa scheda resti sul sito, scrivicelo. Non serve iscriversi. La decide la Redazione, non un sistema automatico: per sicurezza ti mandiamo un'e-mail con un link, valido 24 ore, da aprire per confermare.
Immagini
-
Francesco Illy, Ferenc Illy alla nascita, in una fotografia del 1930 circa.
-
Una Illetta degli anni Trenta, la macchina per l’espresso brevettata da Illy nel 1935, esposta a Expo 2015 a Milano.
-
La chiesa cattolica della Natività della Vergine a Iosefin, Timișoara, dove Francesco Illy fu battezzato nel 1892.
-
Il Canal Grande di Trieste intorno al 1900, nella città di mare che Illy scelse dopo la Grande Guerra.
-
Il Canal Grande di Trieste con la chiesa di Sant’Antonio Nuovo sullo sfondo (2023).
A cura di Cimiteri.Online