Franco Menichelli
Ginnasta e Allenatore di ginnastica artistica italiano
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Il rito
Un pensiero
Lascia un pensieroNascita: 3 agosto 1941, Roma. Morte: 28 gennaio 2026, Roma, a 84 anni.
Chi era
Franco Menichelli è stato uno dei ginnasti italiani più vincenti del Novecento. Nato a Roma il 3 agosto 1941 e morto a Roma il 28 gennaio 2026, a 84 anni, partecipò a tre edizioni dei Giochi olimpici (1960, 1964 e 1968) e ne riportò cinque medaglie: un oro, un argento e tre bronzi. Il suo titolo più celebre è l’oro al corpo libero di Tokyo 1964. Fu anche campione europeo assoluto nel 1965 e, finita la carriera, allenatore della Nazionale maschile.
Infanzia e famiglia
Crebbe a Roma, nel quartiere Portuense, dove il padre gestiva un bar in piazzale della Radio. Wikipedia in italiano racconta che la famiglia era originaria del Trionfale e che da ragazzo Franco giocava a calcio con il fratello maggiore Giampaolo, promettente attaccante che sarebbe approdato alla Roma, alla Juventus e alla maglia azzurra. Il terzo fratello, Mario, accompagnò le carriere dei due.
Nel 1953 si iscrisse alla neonata società Ginnastica Romana, dove fu allenato da Gianluigi Ulisse, ma per qualche tempo continuò a dividersi fra gli attrezzi e il pallone. Wikipedia in italiano attribuisce la scelta definitiva a una sfida a distanza con Angelo Guidarelli, vincitore del titolo italiano Allievi nel 1954. Il Post conferma che da ragazzo giocava con il fratello e che poi si dedicò soltanto alla ginnastica.
Gli esordi in Nazionale
Nel 1957, a sedici anni, lo vide Romeo Neri, che guidava tecnicamente la Nazionale ed era stato plurimedagliato olimpico a Los Angeles 1932. Debuttò in azzurro in un incontro vinto con la Jugoslavia. L’anno dopo la squadra passò allo svizzero Jack Günthard, già oro alla sbarra a Helsinki, che lo inserì in un gruppo di giovani destinato a diventare, scrive Wikipedia, la più forte squadra maschile italiana del dopoguerra. Menichelli però aveva una sua idea di ginnastica, assai diversa dai canoni piuttosto rigidi del tecnico.
Roma 1960
Nel 1960 vinse il titolo italiano nel concorso generale individuale. Ai Giochi di Roma, disputati alle Terme di Caracalla, conquistò due bronzi: nel concorso a squadre, con Angelo Vicardi, Orlando Polmonari, Gianfranco Marzolla e i fratelli Giovanni e Pasquale Carminucci, e nel corpo libero, la sua specialità. Nel concorso generale individuale fu decimo, primo degli italiani. Secondo Wikipedia in italiano erano le prime medaglie olimpiche vinte dall’Italia in quella disciplina dopo ventotto anni; Sky Sport ricorda il bronzo a squadre come il primo podio olimpico della ginnastica azzurra nel dopoguerra.


Gli anni successivi furono una lunga serie di podi. Nel 1961, a Lussemburgo, fu campione europeo nel corpo libero e conquistò l’argento al volteggio e il bronzo alle parallele. Ai Mondiali di Praga del 1962 ripeté il bronzo al corpo libero. Nel 1963, agli Europei di Belgrado, vinse di nuovo il corpo libero e prese il bronzo alle parallele; ai Giochi del Mediterraneo di Napoli, nello stesso anno, ottenne tre ori (squadre, volteggio e corpo libero) e due bronzi.
Tokyo 1964
Ai Giochi di Tokyo, nel 1964, l’Italia arrivò quarta nel concorso a squadre. Menichelli, secondo Wikipedia, si trovava penalizzato da un regolamento che dava peso agli esercizi obbligatori e non esaltava il suo modo di gareggiare, fatto di combinazioni a catena e di poche pause. Nel concorso individuale fu quinto, pur avendo ottenuto il punteggio più alto fra i sei finalisti negli esercizi liberi.
Il corpo libero fu invece la sua gara. Sorteggiato per ultimo, doveva battere il giapponese Yukio Endō, campione del mondo in carica; lo fece con un esercizio che concatenava le difficoltà, e vinse l’oro. Negli anelli sfiorò un secondo oro e si fermò all’argento, a 0,05 punti dal giapponese Takuji Hayata; alle parallele chiuse con un bronzo. Sky Sport, Il Post e l’ANSA concordano sul bilancio olimpico di quell’anno: un oro, un argento e un bronzo. Nello stesso 1964, per la quarta volta, fu campione italiano nel concorso generale.

Alla vittoria di Tokyo Sky Sport affianca il soprannome «Angelo azzurro». Wikipedia in italiano racconta anche una delle sue innovazioni: fu fra i primi a presentarsi al corpo libero con pantaloncini corti, al posto dei lunghi pantaloni bianchi di rito, e il suo stile, fatto di combinazioni multiple, sarebbe stato ripreso negli anni successivi da ginnasti sovietici come Andrianov e Bilozerčev.
Europeo assoluto e Giochi del Mediterraneo
Il 1965 fu l’anno più pieno. Agli Europei di Anversa vinse il titolo assoluto nel concorso generale individuale: è stato l’unico ginnasta italiano a riuscirci in campo maschile, ricorda Wikipedia, insieme a Vanessa Ferrari fra le donne, nel 2007. Nella stessa rassegna aggiunse tre ori di specialità (corpo libero, anelli e sbarra) e un bronzo alle parallele. Nel 1966, ai Mondiali di Dortmund, ottenne due bronzi, al corpo libero e agli anelli. Nel 1967, agli Europei di Tampere, fu argento al corpo libero e alle parallele e bronzo nel concorso generale e alla sbarra; ai Giochi del Mediterraneo di Tunisi, nello stesso anno, vinse cinque ori (squadre, corpo libero, anelli, sbarra e volteggio).
Città del Messico 1968 e il ritiro
I Giochi del 1968 avrebbero potuto arricchire il suo palmarès, ma durante l’esercizio al corpo libero della qualificazione a squadre si ruppe il tendine d’Achille. Wikipedia scrive che, pur senza completare l’uscita, ottenne un 9,30. Tornò a provare a gareggiare, senza risultati di rilievo, e si ritirò nel 1973.

Dopo le gare
Dal 1973 fu allenatore della Nazionale maschile di ginnastica artistica. Sulla durata le fonti divergono: Wikipedia in italiano e in inglese e l’ANSA scrivono fino al 1979, Il Post fino al 1978. Si era diplomato all’ISEF e insegnò educazione fisica, in seguito all’Istituto tecnico aeronautico De Pinedo di Roma.
Nel 2003 entrò nell’International Gymnastics Hall of Fame. Il 7 maggio 2015, secondo Wikipedia in inglese, una piastrella a suo nome fu collocata nella Walk of Fame dello sport italiano, il percorso di cento piastrelle lungo il Foro Italico, a Roma, dedicato agli atleti italiani più rappresentativi. La sua storia è raccontata anche in un libro di Federico Pasquali, L’Imperatore del Giappone, uscito nel 2004.
Vita privata
Sposò la ginnasta Gabriella Pozzuolo, campionessa italiana assoluta nel 1964. Secondo DiLei lei era nata a Genova nel 1946, aveva conosciuto Franco nel 1962 e l’aveva sposato nel 1968; la coppia ebbe due figlie, Cristiana e Francesca, e gestì una palestra a Roma. Sky Sport e Quotidiano.net confermano il nome della moglie e delle figlie.
Le medaglie olimpiche
- 1960, Roma — bronzo nel concorso a squadre
- 1960, Roma — bronzo nel corpo libero
- 1964, Tokyo — oro nel corpo libero
- 1964, Tokyo — argento agli anelli
- 1964, Tokyo — bronzo alle parallele
La morte
Franco Menichelli è morto a Roma il 28 gennaio 2026, secondo Wikipedia e DiLei. La notizia è stata data quel mercoledì dalla Federazione ginnastica d’Italia e ripresa dalle testate lo stesso giorno, ma nessuna di quelle consultate precisa quando sia avvenuto il decesso. Il Post, Sky Sport, ANSA e Quotidiano.net scrivono che aveva 84 anni, come risulta dalla data di nascita; DiLei e il sito del CONI parlano invece di 85. Nessuna delle fonti consultate indica la causa.
La Federazione ha fatto arrivare ai familiari, agli amici e a tutta la ginnastica italiana l’abbraccio commosso dello sport italiano; il Presidente Facci e il Consiglio direttivo hanno inviato le condoglianze alla moglie e alle figlie. Jury Chechi, oro agli anelli ad Atlanta 1996, lo ha ricordato come un modello e un innovatore elegante e ha detto che con lui si perde chi ha fatto la storia della ginnastica. Secondo Quotidiano.net il funerale si è tenuto il venerdì successivo, alle 11.30, a Mostacciano, nella chiesa di via Beata Vergine del Carmelo; la camera ardente era stata allestita al San Camillo. Nessuna delle fonti consultate indica il luogo di sepoltura.
L’eredità
Wikipedia in italiano lo considera il miglior ginnasta italiano dal 1932, almeno fino all’arrivo di Jury Chechi. Più che un titolo, resta di lui un modo di intendere il corpo libero: meno tempo a terra, più difficoltà legate una all’altra, una linea che, scrive Wikipedia, fu ripresa poi da ginnasti sovietici.
Date da ricordare
- 3 agosto 1941 — nasce a Roma
- 1953 — si iscrive alla Ginnastica Romana
- 1960 — a Roma due bronzi olimpici
- 1964 — a Tokyo oro, argento e bronzo
- 1965 — campione europeo assoluto ad Anversa
- 1968 — a Città del Messico la rottura del tendine d’Achille
- 2003 — entra nell’International Gymnastics Hall of Fame
- 28 gennaio 2026 — muore a Roma, a 84 anni
1941–2026
Da dove viene quello che c'è scritto
- Wikipedia in italiano, voce «Franco Menichelli» consultata il 16 ottobre 2026
- Wikipedia in inglese, voce «Franco Menichelli» consultata il 16 ottobre 2026
- Wikidata, «Franco Menichelli» (Q1336998) consultata il 16 ottobre 2026
- Il Post, «È morto l'ex ginnasta Franco Menichelli» (28 gennaio 2026) consultata il 16 ottobre 2026
- Sky Sport, «Franco Menichelli morto» (28 gennaio 2026) consultata il 16 ottobre 2026
- ANSA English, «Olympic gold winning gymnast Franco Menichelli dies aged 84» consultata il 16 ottobre 2026
- Quotidiano.net Sport, «È morto Franco Menichelli» consultata il 16 ottobre 2026
- DiLei, «Chi è Gabriella Pozzuolo, la moglie di Franco Menichelli» consultata il 16 ottobre 2026
- CONI, «Addio a Franco Menichelli, olimpionico azzurro che fece la storia della ginnastica artistica» consultata il 16 ottobre 2026
Immagine: Walter Mori/Mario De Biasi (Mondadori Publishers), Public domain (Wikimedia Commons)
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