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Giuliano Besson

Sciatore alpino e Imprenditore italiano

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Nella Valanga Azzurra degli anni Settanta Giuliano Besson e Stefano Anzi li chiamavano «i gemelli»: in due gare importanti tagliarono il traguardo con lo stesso tempo. La prima volta fu a Sapporo, il 7 febbraio 1972, alle Olimpiadi invernali, che valevano anche come Mondiali: arrivarono entrambi undicesimi nella discesa libera. Era l’unica presenza olimpica di Besson. Era nato a Sauze d’Oulx, in alta Valle di Susa, il comune che dal 1929 al 1947 si chiamò Salice d’Ulzio, e gareggiava per lo Sci Club del suo paese.

Besson era uno specialista delle discese veloci, attivo negli anni Settanta, quelli in cui la Valanga Azzurra vinceva e riempiva i giornali: tra il 1969 e il 1980 la squadra salì sul podio di Coppa del Mondo 166 volte. Besson, in discesa, ci salì una volta sola. Nel marzo del 1972 ottenne il primo risultato di rilievo in Coppa del Mondo, un settimo posto in Val Gardena. Il momento più alto venne il 26 gennaio 1974 a Kitzbühel, sulla Streif: fu secondo, a pari tempo con Anzi, dietro allo svizzero Roland Collombin. Fu il suo unico podio in Coppa del Mondo. Nello stesso inverno si piazzò quinto ai Mondiali di Sankt Moritz, vinse il titolo italiano di discesa libera e prese anche il bronzo nella combinata. Il suo miglior piazzamento nella classifica complessiva di Coppa del Mondo fu il diciannovesimo posto, nel 1974. Nel 1973 vinse anche la Kandahar delle Ande. L’ultimo piazzamento internazionale fu un nono posto a Wengen, sulla pista del Lauberhorn, l’11 gennaio 1975.

Quel 1975 fu anche l’anno della rottura. Besson e Anzi erano stati scelti dai compagni come rappresentanti della squadra, per difendere i diritti degli atleti, e la federazione non accettò quell’attività quasi sindacale. Furono esclusi dalla nazionale quando erano al massimo della forma: Besson aveva venticinque anni e la carriera finì lì. La biografia che gli ha dedicato nel novembre 2024 il giornalista Augusto Grandi, Giuliano Besson: il ragazzo terribile della Valanga Azzurra, parte proprio da questa fama di ribelle.

Nel 1976 i due amici, ormai fuori dalle gare, fondarono insieme AnziBesson, un’azienda di abbigliamento sportivo. Dalle piste si passò così al lavoro di imprenditore, sempre in coppia con Anzi. Il podio di Kitzbühel e l’esclusione dalla squadra li avevano già legati. Il soprannome dei «gemelli» è rimasto: due discesisti che finivano a pari merito, con lo stesso tempo e allo stesso posto. Fuori dalla pista si trovarono dalla stessa parte quando c’era da difendere i compagni.

Se n’è andato all’alba del 24 ottobre 2025, a 75 anni, per un malore improvviso. Cimiteri.Online lo ricorda ogni 24 ottobre come uno dei due «gemelli» della discesa italiana.

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Immagine: User:Kasper2006, Public domain (Wikimedia Commons)

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