Salta al contenuto
Accedi

Giuseppe Savoldi

Calciatore e Allenatore di calcio italiano

Nascita
Scomparsa

Un QR per raggiungere questa memoria

Il rito

Per lasciare un gesto serve entrare: bastano pochi istanti.

Così la famiglia sa chi l'ha acceso.

Nascita: 21 gennaio 1947, Gorlago. Morte: 26 marzo 2026, Bergamo, a 79 anni.

Chi era

Giuseppe Savoldi, per tutti Beppe, è stato un centravanti e poi allenatore, nato a Gorlago, in provincia di Bergamo, il 21 gennaio 1947 e morto il 26 marzo 2026, a 79 anni. Giocò in Serie A per Atalanta, Bologna e Napoli e segnò 168 reti in 405 partite del massimo campionato. Il grande pubblico lo ricorda soprattutto per il trasferimento dal Bologna al Napoli nell’estate del 1975, una cifra tanto alta per l’epoca da fargli guadagnare il soprannome «Mister due miliardi».

Infanzia e famiglia

Veniva da una famiglia di sportivi. Secondo Wikipedia in italiano la madre, Gloria Guerini, nel 1946 fu fra le giocatrici dell’Amatori Bergamo che vinsero il primo campionato italiano femminile di pallavolo. Il fratello minore Gianluigi, detto Titti, e il figlio Gianluca hanno giocato a loro volta a calcio; Gianluigi è scomparso nel 2008.

La chiesa parrocchiale di Gorlago, il paese in provincia di Bergamo dove Savoldi nacque il 21 gennaio 1947 (fotografia del 2007)
La chiesa parrocchiale di Gorlago, il paese in provincia di Bergamo dove Savoldi nacque il 21 gennaio 1947 (fotografia del 2007) — Ago76, CC BY-SA 3.0. Wikimedia Commons

Da ragazzo non giocava soltanto a pallone. Goal.com ricorda che praticava anche basket e atletica, e Wikipedia aggiunge che il basket, giocato nell’A.L.P.E. Bergamo, gli lasciò in dote un’ottima elevazione: il colpo di testa sarebbe rimasto uno dei suoi punti di forza. Nelle giovanili dell’Atalanta, scrive Goal.com, ebbe come allenatore l’ungherese Mihály Kincses.

Gli esordi con l’Atalanta

Esordì in prima squadra a diciotto anni, nell’estate del 1965. Wikipedia in italiano colloca il debutto in Coppa Italia il 29 agosto, con un gol al Verona, e quello in Serie A il 5 settembre, nell’1-1 casalingo con la Fiorentina; Goal.com indica invece il 6 settembre per la partita di campionato. In quella prima stagione l’allenatore Héctor Puricelli lo schierò come ala sinistra e a volte come mezzala, e Savoldi giocò a lungo con le giovanili. Il ruolo di centravanti arrivò nel gennaio 1966 e da lì in poi fu la sua posizione.

Il primo gol in campionato fu del 9 ottobre 1966, nel 3-1 sul campo della Lazio. Nel 1967-1968 chiuse con dodici reti e prime offerte da altre squadre, che rifiutò per restare a Bergamo ancora un anno. Dopo la parentesi in Serie B del 1982-1983 il bilancio con la maglia nerazzurra fu di 83 partite e 22 gol, come ricorda anche il sito dell’Atalanta.

Gli anni al Bologna

Nell’estate 1968 passò al Bologna: i rossoblù versarono 175 milioni di lire e mandarono a Bergamo l’attaccante brasiliano Sergio Clerici (Wikipedia in italiano e Goal.com). Sotto la guida di Edmondo Fabbri, riferisce Goal.com, fu impiegato come centravanti puro. Con i rossoblù vinse la Coppa Italia 1969-1970, chiudendola da miglior marcatore, e nello stesso anno la Coppa di Lega italo-inglese; il bis in Coppa Italia arrivò nel 1973-1974. Nel campionato 1972-1973 fu capocannoniere con 17 reti, stesso bottino di Gianni Rivera e di Paolo Pulici.

Di quel periodo resta anche un episodio curioso. Ad Ascoli, nella stagione 1974-1975 (Goal.com precisa: il 12 gennaio 1975), un suo gol fu annullato perché un raccattapalle, Domenico Citeroni, rimandò in campo il pallone che aveva già superato la linea; l’arbitro Barbaresco non se ne accorse. Con il Bologna Savoldi segnò 140 reti, quarto marcatore di sempre del club secondo Wikipedia; Goal.com ne riporta due volte il totale, con due cifre diverse (129 e 140), e AGI cita le 140 reti in 317 presenze.

Il trasferimento a Napoli

Nel luglio 1975 il Bologna lo cedette al Napoli. Secondo AGI e Wikipedia il Napoli versò un miliardo e 400 milioni di lire e in più cedette al Bologna il cartellino di Clerici e metà di quello di Rosario Rampanti, valutati insieme 600 milioni: di qui il soprannome. Goal.com riporta anche un episodio di trattativa: il Presidente Ferlaino avrebbe chiesto il prezzo al collega Luciano Conti, che avrebbe risposto con la cifra tonda di due miliardi.

La cifra scatenò polemiche. Il deputato democristiano Angelo Sanza presentò un’interrogazione alla Camera, in un periodo di crisi economica; a Napoli i sindacati osservarono che con metà di quella somma si sarebbero potuti pagare gli stipendi arretrati degli spazzini della città. Per Goal.com l’interrogazione era rivolta al Presidente del Consiglio Aldo Moro e Enzo Biagi prese le difese di Ferlaino. I tifosi risposero con entusiasmo: Wikipedia parla di 75.000 abbonamenti entro la fine di agosto, Goal.com di 70.405.

Giuseppe Savoldi con la maglia del Napoli, in una figurina della stagione 1975-1976
Giuseppe Savoldi con la maglia del Napoli, in una figurina della stagione 1975-1976 — Autore sconosciuto, Public domain. Wikimedia Commons

In maglia azzurra giocò fino al 1979 e segnò 77 gol. Vinse la Coppa Italia del 1976 (AGI ricorda la sua doppietta nella finale con il Verona) e, nello stesso anno, la Coppa di Lega italo-inglese. Nel 1977-1978 fu capocannoniere della Coppa Italia con dodici reti, record del torneo all’epoca; in quella edizione, secondo Sky Sport, segnò quattro gol alla Juventus nel 5-0 del Napoli.

Savoldi in elevazione durante Verona-Napoli del 2 novembre 1975, al Bentegodi di Verona
Savoldi in elevazione durante Verona-Napoli del 2 novembre 1975, al Bentegodi di Verona — Villani Photo, Public domain. Wikimedia Commons

Il ritorno a Bologna, la squalifica e la fine della carriera

Nell’estate del 1979 tornò al Bologna da capitano. Pochi mesi dopo fu coinvolto nello scandalo del Totonero, il caso di scommesse clandestine che scosse il calcio italiano. Per Wikipedia in italiano fu squalificato per tre anni e mezzo, pena poi ridotta di due anni dopo la vittoria azzurra ai Mondiali del 1982; Goal.com parla della stessa squalifica di tre anni e mezzo. AGI, invece, scrive soltanto di una squalifica di due anni che fu ridotta, e le fonti non coincidono su questo punto.

Tornò in campo nel 1982-1983 con l’Atalanta, in Serie B: un gol in 16 presenze, poi l’addio al calcio giocato. Goal.com ricorda che aveva 36 anni.

In Nazionale

Con l’Under 21 vinse nel 1967 i Giochi del Mediterraneo di Tunisi. In Nazionale maggiore giocò quattro partite, tutte nel 1975: l’esordio fu l’8 giugno a Mosca, nella sconfitta per 1-0 con l’Unione Sovietica (Wikipedia in inglese), e l’ultima gara, il 30 dicembre a Firenze contro la Grecia, finì 3-2 per l’Italia con un suo rigore, l’unico gol in azzurro. Wikipedia in italiano riporta una sua spiegazione di quella presenza ridotta, legata ai criteri dell’epoca per scegliere i convocati: in Nazionale tendevano a entrare blocchi di giocatori delle grandi squadre.

Savoldi realizza il rigore di Italia-Grecia del 30 dicembre 1975, il suo unico gol in Nazionale
Savoldi realizza il rigore di Italia-Grecia del 30 dicembre 1975, il suo unico gol in Nazionale — Autore sconosciuto, Public domain. Wikimedia Commons

Dalla panchina alla televisione

Lasciato il campo si dedicò alla panchina, tra la fine degli anni Ottanta e i primi anni Duemila, guidando squadre di Serie C1 e C2: fra le altre Spezia, Siena, Carrarese, Lecco, Massese, Leffe e Telgate. Il risultato migliore, secondo Wikipedia, arrivò nel campionato di C2 1994-1995, quando subentrò sulla panchina del Saronno e portò la squadra in C1 vincendo i play-off. Nell’ottobre 2002 allenò per poche settimane il Valle d’Aosta, in Serie D, e lasciò per contrasti con la dirigenza.

Sky Sport ricorda che per anni fu anche opinionista e seconda voce nelle telecronache della rete. Durante gli anni napoletani incise un disco, La favola dei calciatori (1978), che secondo Wikipedia vendette circa 70.000 copie; nel 2005 ebbe una piccola parte nel cortometraggio Il ponte, scritto da Altan.

Giuseppe e Gianluigi Savoldi prima di Bologna-Juventus del 14 novembre 1971
Giuseppe e Gianluigi Savoldi prima di Bologna-Juventus del 14 novembre 1971 — Autore sconosciuto, Public domain. Wikimedia Commons

La carriera in cifre

  • 1965-1968 — Atalanta: debutto in Serie A a diciotto anni
  • 1968-1975 — Bologna: Coppa Italia 1970 e 1974, Coppa di Lega italo-inglese 1970, capocannoniere di Serie A 1972-1973
  • 1975-1979 — Napoli: Coppa Italia 1976, Coppa di Lega italo-inglese 1976, capocannoniere di Coppa Italia 1977-1978
  • 1979-1980 — di nuovo al Bologna, poi la squalifica per il Totonero
  • 1982-1983 — Atalanta, in Serie B
  • 1975 — quattro presenze e un gol in Nazionale
  • dalla fine degli anni Ottanta al 2002 — allenatore in Serie C1, C2 e D

La morte

Beppe Savoldi è morto giovedì 26 marzo 2026, a 79 anni. L’annuncio è stato dato dal figlio Gianluca sui social: AGI e Il Giorno parlano di Facebook, Sky Sport di Instagram. Nel messaggio, riportato da AGI, scriveva che il padre se n’era andato in un’altra dimensione. Gianluca ringraziava anche i medici e gli infermieri dell’ospedale Papa Giovanni XXIII e quelli dell’Istituto Beato Palazzolo, a Bergamo: avevano curato il padre senza portarlo via da casa. Il Giorno parla di una lunga malattia, mentre Sky Sport e AGI non indicano alcuna causa.

Il cordoglio è arrivato dal mondo del calcio. La Federazione, per bocca del Presidente Gabriele Gravina, si è unita al dolore della famiglia; prima di Italia-Irlanda del Nord, semifinale dei play-off mondiali giocata a Bergamo, era previsto un momento di raccoglimento in suo ricordo. Il Bologna lo ha ricordato come un idolo per una generazione di tifosi, il Napoli, con il Presidente De Laurentiis, come uno straordinario bomber azzurro, l’Atalanta con le parole del Presidente Antonio Percassi e del co-chairman Stephen Pagliuca.

Per le esequie, Wikipedia in italiano scrive che si sono svolte due giorni dopo la morte nella chiesa di Ognissanti, all’interno del Cimitero monumentale di Bergamo. Le altre fonti consultate non ne parlano e nessuna indica dove sia stato sepolto: per questo qui non c’è una sezione sul luogo di riposo.

L’eredità

Con 168 gol in Serie A, Savoldi resta fra i centravanti più prolifici della sua generazione. Secondo Goal.com fu dodici volte fra i primi dieci marcatori del campionato, un primato che a oggi nessuno ha superato. Il suo nome è legato però anche a una pagina di costume: il passaggio al Napoli, discusso persino in Parlamento, fu per anni il paragone obbligato di ogni grosso trasferimento italiano.

Date da ricordare

  • 21 gennaio 1947 — nasce a Gorlago
  • 1965 — esordisce con l’Atalanta, a diciotto anni
  • 1968 — passa al Bologna
  • 1972-1973 — capocannoniere di Serie A con 17 reti
  • Luglio 1975 — il trasferimento al Napoli
  • 30 dicembre 1975 — l’ultima partita e l’unico gol in Nazionale, a Firenze con la Grecia
  • 1982-1983 — l’ultima stagione, con l’Atalanta in Serie B
  • 26 marzo 2026 — muore a 79 anni

1947–2026

Da dove viene quello che c'è scritto

Immagine: Autore sconosciuto, Public domain (Wikimedia Commons)

Scheda scritta dalla redazione di Cimiteri.Online, che ne risponde.

Segnala un errore

Chi ha scritto questa scheda

Questa scheda l'ha scritta la redazione di Cimiteri.Online, e ne rispondiamo noi. Non è stata creata da un familiare e non è una memoria di famiglia: le memorie le crea chi ha titolo, e restano sue.

Correggila, o falla togliere

Se qui c'è un errore, dillo e lo correggiamo. E se sei un familiare di Giuseppe Savoldi e non vuoi che questa scheda resti sul sito, scrivicelo. Non serve iscriversi. La decide la Redazione, non un sistema automatico: per sicurezza ti mandiamo un'e-mail con un link, valido 24 ore, da aprire per confermare.

Cosa vuoi fare?

A cura di Cimiteri.Online