Gregory Corso
Poeta americano
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- Scomparsa
Riposa a Cimitero acattolico di Roma
Il rito
Un pensiero
Lascia un pensieroSabato 5 maggio 2001, di mattina, in un Cimitero di Roma pieno di alberi, di fiori e di gatti ben nutriti, si radunano circa duecento persone per salutare un poeta morto a gennaio nel Minnesota. Più che un funerale sembra un ritrovo di vecchi amici, fra aneddoti, risate e poesie lette ad alta voce. L’urna è arrivata con la figlia, che gli è stata vicina negli ultimi sette mesi. Il Cimitero acattolico era chiuso a nuove sepolture dalla metà del secolo scorso: due amici di Gregory Corso hanno ottenuto il permesso. Le sue ceneri sono deposte ai piedi della tomba di Shelley.
Era nato a New York il 26 marzo 1930 con il nome di Nunzio; Gregory fu il nome della cresima. Nel primo anno di vita la madre Michelina lo affidò a un ente cattolico per l’infanzia, e il padre, che lo ritrovò, lo mise in affido. Per undici anni passò da una famiglia all’altra, in almeno cinque case. Gli dissero che la madre era tornata in Italia disonorata; la verità la seppe a sessantasette anni. Nel 1941 il padre lo riportò a casa per evitare l’arruolamento e poi fu chiamato lo stesso. Gregory restò solo a Little Italy: dormiva in metropolitana d’inverno e sui tetti d’estate, e continuava ad andare a scuola senza dirlo a nessuno.
A tredici anni vendette un tostapane che doveva consegnare a un vicino. Con i soldi comprò camicia bianca e cravatta e andò a vedere La canzone di Bernadette, il film dell’apparizione della Madonna a Lourdes: cercava un miracolo, diceva, quello di ritrovare la madre. Lo arrestarono e finì alle Tombs, il carcere di New York. Poco prima dei diciotto anni, per aver rubato un abito da un sarto, fu condannato a due o tre anni nel carcere di Clinton, nello Stato di New York. Lì cominciò a scrivere versi e a leggere i classici greci e latini e le voci dell’enciclopedia. Al libro successivo mise la dedica «agli angeli della prigione di Clinton che, nel mio diciassettesimo anno, mi passarono libri di illuminazione da tutte le celle intorno».
Nel 1951, uscito dal carcere, scriveva poesie al tavolo che le clienti di un bar del Greenwich Village, il Pony Stable, gli avevano riservato. Una sera entrò Allen Ginsberg, lesse i suoi versi e capì subito di avere davanti un poeta. Così Corso entrò nel giro dei Beat, accanto a Kerouac e a Ginsberg. Aveva letto Shelley e la sua Defence of Poetry e lo chiamava «rivoluzionario dello spirito»; un critico lo descrisse come «un monello Shelley». Nel 1954, a Cambridge, nel Massachusetts, viveva senza un soldo sul pavimento di una stanza degli studenti di Harvard. Si vestiva bene per cena e nessuno se ne accorgeva, finché il Dean Archibald MacLeish lo scoprì. Corso scrisse in una notte un atto unico, e il Dean lo lasciò restare come poeta in residenza. Gli studenti pagarono la stampa del primo libro, The Vestal Lady on Brattle, nel 1955. Nel 1958 uscì Gasoline. A Parigi, dal 1957, battezzò «Beat Hotel» il palazzo al numero 9 di rue Gît-le-Cœur e scrisse Bomb e Marriage. La seconda, una poesia sul matrimonio come «piacevole sogno di prigione», un attore la recitò in un film del 1994, e Corso lo ringraziò per l’assegno dei diritti.
Dopo la morte di Ginsberg era depresso e sconsolato; un regista lo convinse a rifare in Europa il cammino dei Beat. A Venezia Corso parlò davanti alla macchina da presa della madre che non aveva mai conosciuto. Il regista la cercò: era viva, a Trenton, nel New Jersey. Si incontrarono, e restarono in contatto fino alla fine, al telefono per ore e in vacanza ad Atlantic City, dove giocavano a blackjack: lei vinceva, e gli anticipava la posta. Poi arrivò la diagnosi di un cancro alla prostata, mentre lavorava a un nuovo libro, The Golden Dot. Morì il 17 gennaio 2001.
Sulla tomba c’è un epitaffio scritto da lui: Spir’t / is Life / It flows thru / the death of me / endlessly / like a river / unafraid / of becoming / the sea. La trova chi cerca Shelley, il poeta a cui si ispirò spesso; a poca distanza, nella parte antica, riposa Keats.
Dove riposa
Cimitero acattolico di Roma, Roma (RM)
Cimitero acattolico di Roma (ceneri), ai piedi della tomba di Shelley
Da dove viene quello che c'è scritto
- it.wikipedia: Gregory Corso (consultata il 23/10/2026) consultata il 23 ottobre 2026
- en.wikipedia: Gregory Corso (consultata il 23/10/2026) consultata il 23 ottobre 2026
- it.wikipedia: Cimitero acattolico di Roma (consultata il 23/10/2026) consultata il 23 ottobre 2026
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A cura di Cimiteri.Online