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Hachikō

Cane Akita Inu

Nascita
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Il rito

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Hachikō era un Akita Inu maschio, dal mantello bianco crema, nato nel novembre 1923 vicino a Ōdate, nella prefettura di Akita. Il suo vero nome era Hachi, «otto» in giapponese, numero di buon augurio; «kō» è un vezzeggiativo. Il 14 gennaio 1924, chiuso in un sacco di paglia, partì in treno per Tokyo e arrivò dopo circa venti ore: era destinato a Hidesaburō Ueno, professore di agraria all’Università Imperiale, che abitava a Shibuya.

Ogni mattina il cane accompagnava Ueno alla stazione di Shibuya e la sera tornava ad aspettarlo. Il 21 maggio 1925 il professore morì all’improvviso, per un aneurisma cerebrale, e quel giorno non scese dal treno. Hachikō si presentò comunque alla stazione verso le cinque del pomeriggio, e da allora continuò a tornarci. Affidato a vari custodi, scappava ripetutamente verso Shibuya; alla fine Yaeko Sakano, compagna di Ueno, lo affidò a Kikusaburo Kobayashi, già giardiniere di famiglia, che abitava vicino alla stazione.

Per anni lo si vide ai tornelli con qualsiasi tempo. Alcuni lo trattarono da randagio, altri gli portarono cibo e riparo. Nel 1928 Hirokichi Saitō, fondatore di una rivista sui cani giapponesi, ne venne a conoscenza e cominciò a scrivere di lui; il 4 ottobre 1932 un articolo dell’Asahi Shinbun lo rese noto in tutto il Paese. Nell’aprile 1934 lo scultore Teru Ando gli dedicò una statua in bronzo davanti alla stazione, inaugurata alla presenza dello stesso Hachikō.

Hachikō morì l’8 marzo 1935, a undici anni, per una filariosi, e fu trovato all’alba vicino alla stazione. Parte dei suoi resti riposa accanto a Ueno, nel Cimitero di Aoyama a Tokyo; la pelle, imbalsamata, è al Museo Nazionale della Natura e della Scienza, nel parco di Ueno.

La statua del 1934 fu tolta nel 1944 per recuperarne il metallo; nel 1948 Takeshi Ando, figlio di Teru, ne scolpì un’altra sul piedistallo originale, rimasto intatto. Dal 1989 sta dove si vede oggi, vicino all’uscita della stazione chiamata Hachikō-guchi. Altre statue lo ricordano a Ōdate e, dal 2015, alla Facoltà di Agraria dell’Università di Tokyo. Gli sono dedicati il film Hachikō monogatari (1987) e Hachi: Il tuo migliore amico (2009), con la regia di Lasse Hallström.

Per quasi dieci anni, alla stessa ora, un cane si presentò dove aveva sempre ritrovato il suo professore, e chi passava da Shibuya lo notò e lo raccontò. Oggi la sua statua è uno dei punti d’incontro più popolari di Tokyo.

Dove riposa

Accanto alla tomba del professor Ueno, Cimitero di Aoyama, Tokyo

Da dove viene quello che c'è scritto

Immagine: Autore sconosciuto, Public domain (Wikimedia Commons)

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