Harry Houdini
Illusionista e Attore ungherese-statunitense
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Il rito
Un pensiero
Lascia un pensieroNascita: 24 marzo 1874, Budapest. Morte: 31 ottobre 1926, Detroit, a 52 anni.
Chi era
Harry Houdini, nato Erik Weisz a Budapest e cresciuto negli Stati Uniti, è stato l’illusionista e artista della fuga più popolare dei primi decenni del Novecento. Faceva del liberarsi da catene, manette, camicie di forza e casse chiuse a chiave uno spettacolo che il pubblico seguiva con il fiato sospeso. Fu anche attore di cinema, aviatore e Presidente della Society of American Magicians.
Infanzia e famiglia
Nacque a Budapest il 24 marzo 1874, quarto di sette figli del rabbino Mayer Samuel Weisz e di Cecilia Steiner, in una famiglia ebraica. Secondo Wikipedia in inglese la famiglia lasciò l’Ungheria per sfuggire alle discriminazioni contro gli ebrei e sbarcò negli Stati Uniti il 3 luglio 1878, con la madre incinta e quattro fratelli; il cognome divenne Weiss ed Erik diventò Ehrich. Si stabilirono ad Appleton, nel Wisconsin, dove il padre guidava una congregazione ebraica riformata. Nel 1882 il rabbino perse l’incarico e la famiglia, trasferita a Milwaukee, cadde in grande povertà; nel 1887 Ehrich raggiunse New York insieme al padre e prese alloggio in una pensione, e gli altri li raggiunsero quando fu trovata una casa stabile.
Sull’infanzia le fonti non coincidono del tutto: Wikipedia in inglese racconta che a nove anni debuttò come trapezista con il nome di «Ehrich, il Principe dell’Aria», mentre la Treccani scrive che entrò in un circo come clown. Da ragazzo ebbe vari lavori. Un suo mentore, il prestigiatore Joseph Rinn, lo seguì al Pastime Athletic Club.
I primi anni di carriera
Si diede il nome d’arte di Harry Houdini ispirandosi al prestigiatore francese Jean-Eugène Robert-Houdin, di cui aveva letto l’autobiografia nel 1890. Da adulto disse che «Harry» era un omaggio al prestigiatore Harry Kellar, ma la voce inglese ritiene più probabile che derivasse da «Ehri», il soprannome familiare di Ehrich. Cominciò la carriera nel 1891 con scarso successo, fra spettacoli sotto il tendone, musei da dieci centesimi e giochi di carte: arrivò a farsi chiamare «il Re delle carte» e in un circo fece anche l’«uomo selvaggio». Alcuni colleghi lo ritenevano un bravo prestigiatore, ma non un virtuoso. Provò quindi la strada delle evasioni.
Con il fratello Theodore, detto Dash, formò il duo dei Fratelli Houdini, che si esibì all’Esposizione universale di Chicago del 1893 e poi, a New York, in un museo di curiosità con paghe da fame. Poco dopo conobbe la collega di scena Wilhelmina Beatrice Rahner, detta Bess, che sposò e che sostituì Dash nel numero, affiancandolo sul palco per tutta la carriera. Wikipedia in italiano colloca l’incontro nel 1893, quella in inglese nel 1894.

Il Re delle manette
L’11 gennaio 1899, a Chicago, fu battuto da un paio di manette durante uno spettacolo. La svolta arrivò nello stesso anno, quando a Saint Paul, in Minnesota, l’impresario Martin Beck, colpito dal numero con le manette, gli consigliò di puntare tutto sulle evasioni e lo scritturò nel circuito teatrale Orpheum. In pochi mesi si esibiva nei migliori teatri di varietà del paese.

Nel 1900 Beck gli organizzò una tournée in Europa. A Londra, dopo giorni di colloqui inutili, riuscì a ottenere un colloquio con il direttore dell’Alhambra e mostrò la sua abilità a Scotland Yard: sconcertò così bene la polizia da essere ingaggiato all’Alhambra per sei mesi, con un compenso che salì a 300 dollari a settimana. Fino al 1920 si esibì in tutta la Gran Bretagna, in Olanda, Germania, Francia e Russia, diventando noto come il «re delle manette». In ogni città sfidava la polizia locale a chiuderlo in cella, e a volte lo spogliavano e lo perquisivano prima. A Colonia, nel 1901, un giornale lo accusò di aver cercato di corrompere un poliziotto; Houdini denunciò il giornale e l’agente e vinse la causa aprendo senza attrezzi una serratura fabbricata dallo stesso agente.
Il 17 marzo 1904 accettò la sfida lanciata dal Daily Mirror di Londra, che gli propose manette che secondo il giornale un fabbro di Birmingham aveva impiegato cinque anni a costruire. Davanti a circa quattromila persone e a oltre cento giornalisti si liberò dopo un’ora e dieci minuti, uscendo più volte dal suo paravento, e alla fine, portato in trionfo, scoppiò in lacrime. Alcuni biografi moderni ritengono che la sfida fosse stata concordata. Nel 1906 fondò una rivista per prestigiatori, e nel 1908 pubblicò The Unmasking of Robert-Houdin, un libro che attaccava il suo antico idolo.
Le grandi evasioni
Quando gli imitatori si moltiplicarono, il 25 gennaio 1908 passò al numero della latta del latte piena d’acqua, sigillata e chiusa a chiave, reclamizzato con il motto «un fallimento significa annegare». Fu anche la prima occasione di far trattenere il respiro al pubblico insieme a lui. Più tardi inventò la cella cinese dell’acqua, in cui restava appeso a testa in giù in una cabina di vetro e acciaio piena d’acqua; per Wikipedia in inglese la prima esibizione fu al Circo Busch di Berlino il 21 settembre 1912, per quella in italiano nel 1913. La eseguì fino alla morte e la chiamava tra sé «l’upside down».
Fra le sue trovate pubblicitarie più amate vi furono la camicia di forza indossata sospeso per le caviglie a un edificio o a una gru, davanti a folle che bloccavano il traffico, e la cassa inchiodata calata in acqua, di cui diede il primo spettacolo nell’East River di New York il 7 luglio 1912, uscendone in 57 secondi. Nel 1915, presso Santa Ana, in California, rischiò la vita in una prova di sepoltura da vivo, perdendo i sensi appena la mano uscì dal terreno. Nell’agosto 1926 rimase novanta minuti in una bara sommersa in una piscina di New York, per smascherare un artista egiziano che sosteneva di farlo con poteri soprannaturali.

Nei suoi libri per colleghi spiegò alcuni trucchi: nel Handcuff Secrets del 1909 rivelò, per esempio, che molte manette si aprono con la giusta forza o con un laccio. Dal 1917 al 1926 fu Presidente della Society of American Magicians: viaggiando per il paese convinse i circoli locali a farne parte, a proprie spese. Nel 1923 fu Presidente di Martinka & Co., la più antica ditta di magia d’America, ancora in attività.
L’aviatore e il cinema
Nel 1909 si appassionò al volo: comprò un biplano francese Voisin, assunse un meccanico e dopo un incidente compì il primo volo riuscito il 26 novembre ad Amburgo. Portò il velivolo in Australia e il 18 marzo 1910, a Diggers Rest, nel Victoria, compì con il Voisin alcuni dei primi voli a motore del paese; nove dei trenta spettatori firmarono un certificato che li attestava. Nei giorni seguenti volò ancora, per sei miglia in un volo di quasi otto minuti. Non volò più.
Già dal 1906 inseriva nel suo spettacolo film delle sue evasioni. Tra il 1919 e il 1923 girò cinema: dopo il serial The Master Mystery (1918) firmò con la Paramount The Grim Game (1919) e Terror Island (1920), poi fondò una sua casa di produzione con The Man from Beyond (1921) e Haldane of the Secret Service (1923). Nel 1923 lasciò il cinema perché, disse, i guadagni erano troppo scarsi.
La lotta contro gli spiritisti
Negli anni Venti, dopo la morte della madre, si dedicò a smascherare i medium che approfittavano di chi era in lutto. Partecipò alla commissione della rivista Scientific American che metteva in palio una somma per chi provasse poteri soprannaturali: nessuno la vinse. Divenne un «cacciatore di medium», partecipando anche in travestimento alle sedute, e mise in luce fra le altre la bostoniana Mina Crandon, detta Margery. La battaglia gli costò l’amicizia di Arthur Conan Doyle, convinto sostenitore dello spiritismo, che lo riteneva dotato di veri poteri paranormali. Nel 1926 incaricò anche lo scrittore H. P. Lovecraft di scrivere un libro sulla superstizione, mai concluso per la morte di Houdini.
La carriera
- 1891 — l’inizio della carriera di prestigiatore
- 1899 — l’incontro con Martin Beck e l’ingaggio nel circuito Orpheum
- 1900 — la prima tournée europea, con sei mesi all’Alhambra di Londra
- 1904 — la sfida delle manette del Daily Mirror
- 1908 — il numero della latta del latte piena d’acqua
- 1910 — i voli in biplano in Australia
- 1912 o 1913 — la cella cinese dell’acqua (le fonti divergono sull’anno)
- 1917 — la presidenza della Society of American Magicians, che tenne fino alla morte
- 1919 — The Grim Game, il suo primo lungometraggio
- 1924 — il libro A Magician Among the Spirits
La morte
Il 22 ottobre 1926, nel suo camerino al Princess Theatre di Montréal, uno studente di nome Jocelyn Gordon Whitehead lo colpì più volte all’addome; Houdini era sdraiato su un divano per una caviglia rotta. Nei giorni seguenti ebbe febbre e dolori forti, ma non si fermò: il medico gli diagnosticò un’appendicite acuta e gli consigliò un intervento immediato, ma lui rifiutò e il 24 ottobre salì sul palco del Garrick Theater di Detroit con quaranta di febbre. Fu poi ricoverato al Grace Hospital, dove morì il 31 ottobre 1926, a 52 anni, di peritonite. Wikipedia in inglese osserva che non è noto se i pugni abbiano avuto un ruolo nella malattia; secondo uno dei biografi che cita, è più probabile che l’appendicite fosse già in corso e che la sua riluttanza a farsi curare abbia ritardato le cure. La sua compagnia di assicurazione, dopo aver ascoltato i testimoni, riconobbe l’incidente del camerino e liquidò il doppio indennizzo.
I funerali si tennero a New York il 4 novembre 1926 con oltre duemila persone. Il feretro di bronzo, che aveva fatto costruire per un numero di sepoltura da vivo, servì a riportare la salma da Detroit a New York. Prima di morire aveva concordato con Bess un messaggio in codice per provare, se fosse stato possibile, un contatto dall’aldilà: Bess tenne una seduta spiritica ogni Halloween per dieci anni, senza esito, e nel 1936 spense la candela che aveva tenuto accesa accanto alla sua fotografia. Nel 1943 disse che dieci anni bastavano da aspettare per un uomo.
Dove riposa
Secondo Wikipedia in inglese, Houdini fu sepolto al Machpelah Cemetery di Glendale, nel Queens, a New York, con lo stemma della Society of American Magicians inciso sulla tomba. Wikipedia in italiano precisa che la sua tomba è accanto a quella della madre. Nel 1927 vi fu aggiunto un busto, cosa rara in un Cimitero ebraico; distrutto da vandali nel 1975, fu sostituito da busti provvisori e nel 2011 da uno permanente. Bess, morta nel 1943, desiderava essere sepolta accanto a lui ma, per l’opposizione della famiglia cattolica, riposa in un altro Cimitero dello stato di New York.

L’eredità
Il fratello Theodore Hardeen ereditò gli oggetti di scena e, in contrasto con il testamento che ne chiedeva la distruzione, ne vendette gran parte; la cella cinese si salvò in un incendio nel 1995 e fu restaurata. Houdini lasciò alla Library of Congress molti libri e documenti sulla magia e lo spiritismo; altri materiali sono oggi all’Harry Ransom Center dell’Università del Texas. Nel 1975 gli fu dedicata una stella sulla Hollywood Walk of Fame. A Scranton, in Pennsylvania, e a Budapest esistono musei che portano il suo nome. Le registrazioni della sua voce, incise nel 1914 su cilindri di cera Edison, sono le uniche note.

Date da ricordare
- 24 marzo 1874 — nascita a Budapest
- 3 luglio 1878 — l’arrivo della famiglia negli Stati Uniti
- 1899 — l’incontro con Martin Beck
- 17 marzo 1904 — la sfida del Daily Mirror
- 18 marzo 1910 — i voli in Australia
- 1917 — la presidenza della Society of American Magicians
- 31 ottobre 1926 — la morte a Detroit
- 4 novembre 1926 — i funerali a New York
1874–1926
Dove riposa
Machpelah Cemetery, Glendale (Queens), New York
Da dove viene quello che c'è scritto
- Wikipedia in italiano, voce «Harry Houdini» consultata il 15 ottobre 2026
- Wikipedia in inglese, voce «Harry Houdini» consultata il 15 ottobre 2026
- Wikidata, «Harry Houdini» (Q131545) consultata il 15 ottobre 2026
- Treccani, Enciclopedia online, voce «Houdini, Harry» consultata il 15 ottobre 2026
Immagine: Autore sconosciuto, Public domain (Wikimedia Commons)
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A cura di Cimiteri.Online