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Horatio Nelson

Ammiraglio britannico

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Chi era

Horatio Nelson fu un Ammiraglio britannico, nato il 29 settembre 1758 a Burnham Thorpe, nel Norfolk, e morto il 21 ottobre 1805 al largo di Capo Trafalgar, in Spagna, a quarantasette anni, a bordo della sua nave ammiraglia, la Victory. Guidò la flotta britannica alle vittorie del Nilo (1798), di Copenaghen (1801) e di Trafalgar (1805) durante le guerre contro la Francia rivoluzionaria e napoleonica.

In Gran Bretagna è ricordato come un eroe nazionale, e la vittoria di Trafalgar consolidò il predominio navale britannico su quello francese. Ma la sua storia ha anche pagine che non si possono tacere: la repressione che nel 1799 seguì la caduta della Repubblica napoletana, nella quale ebbe una parte, e le sue idee a favore dello schiavismo coloniale. Questa pagina le racconta attribuendole alle fonti.

Infanzia e famiglia

Nacque nella canonica di Burnham Thorpe, sesto figlio del reverendo Edmund Nelson e di Catherine Suckling, che ne ebbero undici. Il nome gli venne dal padrino, Horatio Walpole, parente dell’ex primo Ministro Robert Walpole. Britannica descrive la famiglia come colta e di buone relazioni, ma povera. Il suo destino lo decise lo zio materno, il capitano Maurice Suckling, poi controllore della marina, che dopo la morte della madre del ragazzo accettò di portarlo con sé in mare.

Nel marzo del 1771, a dodici anni e mezzo, salì a bordo della Raisonnable, comandata dallo zio. Soffrì di mal di mare per tutta la vita, come ricorda Wikipedia in italiano.

I primi anni in mare

I primi anni furono un misto di routine nell’estuario del Tamigi e di avventura: un viaggio nelle Indie Occidentali, poi, nel 1773, una spedizione artica guidata da Constantine Phipps, che cercava un passaggio verso l’India e si fermò tra i ghiacci a dieci gradi dal Polo Nord. Una malaria grave, presa nelle Indie Orientali, lo costrinse a rientrare in Inghilterra nel 1776.

Il 9 aprile 1777 superò l’esame di tenente e fu assegnato alla Lowestoffe, diretta in Giamaica. Nel 1779, a vent’anni, fu promosso capitano di vascello e ottenne il comando di una fregata, l’Hinchinbrook. Nel 1780 prese parte alla spedizione contro i possedimenti spagnoli del Nicaragua, sul fiume San Juan: la fortezza si arrese, ma le truppe britanniche furono decimate dalla febbre gialla, e Britannica nota che anche lui si salvò per fortuna.

Il matrimonio e gli anni senza incarichi

Nel 1784 ebbe il comando della fregata Boreas, nelle Antille. Applicò con rigore le leggi sulla navigazione contro le navi americane, e questo gli procurò il rancore di mercanti e autorità locali; i capitani americani delle navi sequestrate lo citarono in giudizio. Nell’isola di Nevis conobbe la giovane vedova Frances Nisbet, detta Fanny, madre di un bambino di nome Josiah, e la sposò l’11 marzo 1787.

Tornato in patria, restò per cinque anni a mezza paga, senza una nave. L’incarico arrivò nel gennaio 1793, poco dopo l’esecuzione di Luigi XVI, con il comando del vascello Agamemnon.

Il Mediterraneo: Napoli, Corsica e l’occhio ferito

Nel 1793 la flotta britannica che difendeva Tolone lo mandò a chiedere rinforzi a Napoli e in Sardegna. A Napoli incontrò il Re Ferdinando IV, il Ministro britannico Sir William Hamilton e la sua giovane moglie Emma. Britannica ricorda che, per sua stessa ammissione, il successo della missione si dovette in gran parte a Hamilton.

Caduta Tolone, partecipò alla conquista della Corsica. Il 12 luglio 1794, all’assedio di Calvi, una scheggia lo colpì all’occhio destro, che recuperò solo in parte. Nel 1795 ingaggiò la Ça Ira, una nave francese molto più grande della sua. Il 14 febbraio 1797, a Capo San Vincenzo, uscì dalla formazione prevista e con una manovra divenuta celebre contribuì alla vittoria dell’Ammiraglio John Jervis sulla flotta spagnola; ne uscì promosso contrammiraglio e cavaliere dell’Ordine del Bagno.

A Santa Cruz de Tenerife, in luglio, guidò uno sbarco fallito: una pallottola gli spezzò il braccio destro, che fu amputato a bordo. Tornato in Inghilterra, fu accolto da eroe.

Il Nilo

Nell’aprile del 1798 riprese servizio e, con una piccola squadra, andò a cercare la flotta francese che accompagnava Napoleone Bonaparte in Egitto. La trovò il 1° agosto nella baia di Abukir, all’ancora. Attaccò al tramonto, quando i francesi non si aspettavano l’assalto; il capitano Thomas Foley trovò un varco fra le secche e le navi nemiche, che furono prese su due lati. Verso le otto una scheggia colpì Nelson alla fronte e lo costrinse sottocoperta; poco dopo la nave ammiraglia francese, l’Orient, prese fuoco ed esplose. Si salvarono soltanto due vascelli e due fregate, e le truppe di Napoleone rimasero isolate in Egitto. Nelson fu fatto Barone del Nilo, un titolo che per Wikipedia in inglese giudicò inferiore ai suoi meriti.

Napoli, 1799

Dopo il Nilo andò a Napoli, dove fu accolto con grandi feste. Nel dicembre 1798, all’avvicinarsi dei francesi, organizzò l’evacuazione a Palermo della famiglia reale e di molti nobili. La Repubblica napoletana nacque a gennaio. A giugno del 1799 le truppe del Cardinale Fabrizio Ruffo rientrarono in città e Ruffo concordò con i repubblicani, rifugiati nei castelli, una capitolazione che dava loro il diritto di raggiungere la Francia.

Nelson arrivò il 24 giugno e, secondo Wikipedia in inglese, giudicò inaccettabile l’accordo, sostenuto in questo dal Re Ferdinando IV. I repubblicani rifiutarono la resa senza condizioni; poi Nelson sembra aver ceduto e loro uscirono dai castelli, ma subito dopo fece sequestrare le navi destinate a portarli in Francia. I prigionieri furono tenuti a bordo e centinaia di loro vennero consegnati perché fossero processati e giustiziati; quando le navi poterono salpare, secondo la stessa voce, era ancora vivo meno di un terzo dei prigionieri. Wikipedia in italiano scrive che Nelson non rispettò gli accordi di resa.

Fra i prigionieri c’era l’Ammiraglio Francesco Caracciolo, già al servizio dei Borboni e poi passato alla Repubblica. Il Dizionario biografico degli italiani racconta che il 29 giugno fu portato a bordo della Foudroyant, la nave di Nelson, e che Nelson incaricò il Conte Thurn di riunire un consiglio di guerra di cinque ufficiali borbonici. Il tribunale lo condannò, a maggioranza, all’impiccagione, eseguita alle cinque del pomeriggio sulla fregata Minerva; il corpo fu gettato in mare e, riaffiorato dopo qualche giorno, fu sepolto nella chiesa di Santa Maria della Catena, a Santa Lucia. Wikipedia in inglese indica il 30 giugno come data dell’esecuzione e aggiunge che a Caracciolo furono negati un giudizio di ufficiali britannici, i testimoni, la fucilazione al posto della forca e le ventiquattro ore di rito.

Il giudizio degli storici su Nelson non è unanime. Secondo Wikipedia in inglese, il politico Charles James Fox lo attaccò già allora e il biografo Robert Southey considerò la vicenda una vergogna per l’onore dell’Ammiraglio. Andrew Lambert, citato dalla stessa voce, ricorda invece che la resa non era stata autorizzata dal Re, che le vendette dei napoletani non erano insolite per l’epoca e che Nelson si adoperò per fermare il sangue. Il 13 agosto 1799 il Re gli concesse il titolo di Duca di Bronte e l’ex abbazia di Santa Maria di Maniace, in Sicilia, che poi trasformò nel Castello di Nelson.

La facciata del Castello di Nelson a Maniace, nel territorio di Bronte, in Sicilia, fotografata nel 2011
La facciata del Castello di Nelson a Maniace, nel territorio di Bronte, in Sicilia, fotografata nel 2011 — epanto, CC BY-SA 2.0. Wikimedia Commons

Emma Hamilton e la vita privata

A Napoli e poi a Palermo la sua relazione con Emma Hamilton divenne pubblica. Nel 1800 tornò in Inghilterra via terra insieme ai Hamilton, dopo le tensioni con il superiore lord Keith. A Natale di quell’anno, secondo il suo avvocato riportato da Wikipedia in inglese, Fanny gli chiese di scegliere fra lei ed Emma: da allora non vissero più insieme. Il 29 gennaio 1801 nacque la figlia di Nelson ed Emma, Horatia. Nel settembre 1802 Emma comprò per lui Merton Place, nel Surrey, dove vissero insieme fino alla morte di William Hamilton, nell’aprile 1803.

Copenaghen e Trafalgar

Il 2 aprile 1801, a Copenaghen, Nelson attaccò la flotta della Danimarca, paese neutrale che apparteneva alla Lega dei neutri. Secondo il racconto riportato da Wikipedia in inglese, quando il comandante Hyde Parker diede il segnale di ritirata, lui rispose di avere un occhio solo e il diritto di non vedere. Dopo tre ore di battaglia il Principe ereditario danese accettò la tregua, e Nelson fu fatto visconte il 19 maggio.

Dopo la pace di Amiens guidò la flotta del Mediterraneo dalla Victory. Nel 1805 inseguì fino alle Indie Occidentali la flotta di Villeneuve e a settembre prese il comando davanti a Cadice. Preparò un piano che spezzava la linea nemica in più punti, invece di affrontarla in parallelo. Il 21 ottobre ventisette vascelli britannici si trovarono davanti trentatré navi franco-spagnole. Nelson fece alzare il segnale che invitava ogni uomo a compiere il proprio dovere; l’ufficiale alle segnalazioni, John Pasco, gli suggerì di scrivere «si aspetta» invece di «confida», perché la parola era già nel libro dei segnali.

La morte

Alle una e un quarto del pomeriggio, mentre camminava sul ponte con il capitano Thomas Hardy, Nelson fu colpito da un tiratore posto sull’albero di mezzana della Redoutable, a circa quindici metri. La pallottola entrò nella spalla sinistra, attraversò un polmone e la colonna vertebrale e si fermò nei muscoli della schiena. Lo portarono sottocoperta due marinai e un sergente dei marines; sul volto teneva un fazzoletto, per non spaventare l’equipaggio, e a bordo lo prese in cura il chirurgo William Beatty. Chiese più volte di Hardy; quando questi scese e gli annunciò la resa di diverse navi nemiche, Nelson gli affidò i suoi beni perché andassero a Emma e lo pregò di prendersi cura di lei. Il cappellano Alexander Scott, che gli restò accanto, riferì che negli ultimi istanti invocò Dio e la patria. Morì alle quattro e mezza, tre ore dopo il colpo.

Il punto di HMS Victory, oggi a Portsmouth, in cui Nelson morì, segnato da una lampada e da una corona
Il punto di HMS Victory, oggi a Portsmouth, in cui Nelson morì, segnato da una lampada e da una corona — The wub, CC BY-SA 4.0. Wikimedia Commons

Il corpo fu messo in una botte di brandy con canfora e mirra, sorvegliata, e a Gibilterra fu trasferito in una bara di piombo piena di acquavite.

La salma rimase tre giorni nella Painted Hall del Greenwich Hospital e fu posta in una bara di legno ricavata dall’albero maestro dell’Orient, la nave francese esplosa al Nilo. Il 9 gennaio 1806 un corteo di 32 ammiragli, più di cento capitani e una scorta di diecimila soldati accompagnò il feretro a St Paul’s. Dopo quattro ore di cerimonia la bara fu calata nella cripta. Emma Hamilton non ebbe il permesso di partecipare, e lei e Horatia furono poi ignorate dal governo.

Dove riposa

Riposa nella cripta della cattedrale di St Paul a Londra, in un sarcofago di marmo nero. Royal Museums Greenwich precisa che il sarcofago, del Cinquecento, era stato scolpito per il Cardinale Wolsey e che fu donato per l’occasione dal Re Giorgio III.

La tomba di Horatio Nelson nella cripta della cattedrale di St Paul a Londra, nel 2015
La tomba di Horatio Nelson nella cripta della cattedrale di St Paul a Londra, nel 2015 — Tomasz Dunn, CC BY 2.0. Wikimedia Commons

L’eredità

Non avendo figli legittimi, Nelson vide estinguersi il titolo di Visconte; il ducato di Bronte passò al fratello William, che fu anche creato Conte Nelson. La figlia Horatia sposò il reverendo Philip Ward e morì nel 1881.

La fama crebbe dopo la morte. La piazza londinese di Trafalgar Square fu creata nel suo ricordo nel 1835 e la colonna che la domina fu completata nel 1843.

La colonna di Nelson a Trafalgar Square, a Londra, in una foto del 2017
La colonna di Nelson a Trafalgar Square, a Londra, in una foto del 2017 — Jordiferrer, CC BY-SA 4.0. Wikimedia Commons

Il suo ricordo resta oggetto di discussione. Secondo Wikipedia in inglese, che cita gli studi di Peter Grindal e Christer Petley, durante gli anni nelle Antille Nelson strinse amicizia con piantatori che possedevano schiavi e ne assunse le idee, fino a schierarsi nel 1805, in una lettera al piantatore giamaicano Simon Taylor, contro il movimento abolizionista di William Wilberforce. La lettera fu pubblicata nel 1807, a scopo politico. Nel 1966 il monumento a Nelson di Dublino fu fatto saltare dai repubblicani irlandesi e nel 2020 la statua di Bridgetown, nelle Barbados, in piedi dal 1813, fu rimossa e portata in un museo.

Date da ricordare

  • 29 settembre 1758: nasce a Burnham Thorpe, nel Norfolk.
  • marzo 1771: entra in marina a dodici anni e mezzo.
  • 11 marzo 1787: sposa Frances Nisbet a Nevis.
  • luglio 1797: perde il braccio destro a Santa Cruz de Tenerife.
  • 1° agosto 1798: vittoria della battaglia del Nilo.
  • giugno 1799: la repressione a Napoli e la condanna di Caracciolo.
  • 2 aprile 1801: battaglia di Copenaghen.
  • 21 ottobre 1805: muore alla battaglia di Trafalgar.
  • 9 gennaio 1806: sepolto a St Paul’s, a Londra.

1758–1805

Dove riposa

Cripta della cattedrale di St Paul, Londra (Regno Unito)

Da dove viene quello che c'è scritto

Immagine: Horatio Nelson - Lemuel Francis Abbott, Public domain

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