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Italico Brass

Pittore e collezionista d'arte

Nascita
Scomparsa

Riposa a Cimitero di San Michele, Venezia

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Il rito

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Nel 1916, in piena guerra, una bomba austriaca colpì la Scuola vecchia della Misericordia, a Venezia. Il pittore Italico Brass la comprò e la restaurò. Nelle sue sale teneva da tempo una collezione d’arte antica: quadri di Tintoretto, di Tiziano, di Veronese. Quando la guerra stringeva, li affidò a persone fidate perché le truppe tedesche non se li portassero via, e nessuno fu mai trafugato.

Era nato a Gorizia il 14 dicembre 1870, uno di sei figli di Michele Brass, commerciante di vini, e di Maria Happacher. Il padre voleva che continuasse l’attività, ma quando vide quanto il ragazzo tenesse alla pittura si arrese e lo lasciò studiare a Monaco di Baviera per tre anni con il paesista Karl Raupp. Il fratello Riccardo lo aiutò a pagarsi i quattro anni di Parigi, dove seguì le lezioni di Jean-Paul Laurens e di Bouguereau. Nel 1893 debuttò al Salon con Chioggiotti alla briscola, esposto nel 1895 alla prima Esposizione internazionale di Venezia e acquistato dal museo di Udine. In quegli anni incontrò anche Lina Rebecca, che sposò nel 1895.

Nello stesso 1895 si stabilì a Venezia. Dipingeva la vita veneziana con immediatezza e vivacità, e tra i maestri antichi guardava Francesco Guardi e Magnasco. Il ritratto di sua moglie ottenne una medaglia di bronzo all’Esposizione universale di Parigi del 1900, e nel 1907 Ezra Pound gli dedicò una poesia. Alla Biennale del 1910 ebbe una sala tutta sua, con quarantatré opere. Nel 1914 ne portò cento alla galleria Georges Petit di Parigi. Nel 1915, a San Francisco, Il ponte sulla laguna gli valse una medaglia d’oro. A Milano, nel 1918, alla Galleria Pesaro, ne espose centotrentacinque.

Intanto, nella Scuola vecchia della Misericordia, metteva insieme una delle raccolte d’arte più importanti di Venezia. Nel 1935 entrò nel comitato direttivo della mostra di Tiziano e contribuì ad allestire, sempre a Venezia, quelle di Tintoretto nel 1937 e di Veronese nel 1939. Negli ultimi anni lo chiamò anche il cinema: nel 1942 collaborò alle scene del film Canal Grande. Il suo nome è anche in cielo: gli è stato dedicato un asteroide, il 27086 Italicobrass.

Morì a Venezia il 16 agosto 1943. Dopo la sua morte gli dedicarono due mostre: Gorizia nell’agosto del 1947 e la Biennale nel 1948, con tredici opere. Le sue tele sono in molti musei. A Gorizia, al Museo provinciale, ci sono Cappuccini e Tessitrice. Agli Uffizi, a Firenze, c’è un suo autoritratto. A Venezia, nel Museo d’arte moderna, si vedono El Ponte del Redentor e una Via Crucis.

Riposa a San Michele, il cimitero-isola di Venezia, nel Recinto XX, tomba banchina numero 30. Chi vuole vedere Venezia come la vedeva lui può cercare le sue tele nei musei della città.

Dove riposa

Cimitero di San Michele, Venezia, Venezia (VE)
Cimitero di San Michele, Venezia, Recinto XX, tomba banchina n. 30

Da dove viene quello che c'è scritto

Immagine: Italico Brass, autoritratto del 1928, pubblico dominio, Wikimedia Commons (ritagliata dalla Redazione)

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