Jimi Hendrix
Chitarrista e Cantautore statunitense
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Il rito
Un pensiero
Lascia un pensieroJohnny Allen Hendrix nacque il 27 novembre 1942 al King County Hospital di Seattle, l’ospedale che oggi si chiama Harborview Medical Center (HistoryLink). Il padre, Al, era sotto le armi e lontano; la madre, Lucille, era giovanissima, diciassette anni secondo it.wikipedia. Nel 1946, tornato dal servizio, Al cambiò il nome del figlio in James Marshall. Il bambino crebbe fra case popolari, traslochi e periodi passati da parenti, amici e famiglie affidatarie. Quando i genitori divorziarono, nel dicembre 1951, il tribunale affidò a Al lui e il fratello Leon (HistoryLink). Alle elementari, racconta en.wikipedia, Jimmy si portava dietro una scopa e la suonava come una chitarra; un’assistente sociale scrisse per chiedere fondi che gliene procurassero una vera, ma la richiesta non andò a buon fine e il padre rifiutò di comprargliela.
Il 2 febbraio 1958 morì la madre, a trentatré anni; secondo en.wikipedia Al non portò i figli al funerale e diede loro un bicchiere di whisky. In quegli anni la musica prese posto in casa. Arrivò una chitarra acustica da cinque dollari, che HistoryLink colloca intorno al 1957 e en.wikipedia a metà del 1958. Imparò a orecchio, dalla radio e dai dischi di jazz e di blues che Al teneva in casa, cominciando, si legge, dalla sigla di una serie televisiva, Peter Gunn. Nel 1959 il padre comprò una Supro Ozark elettrica, bianca, ma non l’amplificatore, e per anni Jimmy dovette usare quelli degli amici. Con i Velvetones e poi con i Rocking Kings girò sale di quartiere e locali come il Birdland, dove una sera gli rubarono la chitarra lasciata dietro il palco.
Nella primavera del 1961 fu fermato due volte nella stessa settimana su auto rubate e, come allora spesso accadeva, gli fu offerto il servizio militare al posto del carcere (HistoryLink). Si arruolò il 31 maggio, fece l’addestramento a Fort Ord e fu assegnato alla 101ª divisione aviotrasportata, a Fort Campbell, nel Kentucky. Scrisse al padre di spedirgli la chitarra, una Danelectro rossa su cui aveva dipinto il nome della fidanzata, Betty Jean, e la suonava ogni volta che aveva un’ora libera. Così un commilitone bassista, Billy Cox, passando davanti a un circolo della base, si fermò ad ascoltare: quel modo di suonare, ricordò in seguito, stava «tra Beethoven e John Lee Hooker». I superiori lo giudicavano distratto da quello strumento e nel 1962 fu congedato. Hendrix raccontò poi di essersi rotto una caviglia in un lancio, ma i documenti militari resi pubblici nel 2005, ricorda HistoryLink, dicono altro.
Con Cox formò a Clarksville, nel Tennessee, un gruppo, i King Kasuals, e per due anni visse sulla strada del cosiddetto Chitlin’ Circuit, i locali del Sud frequentati dal pubblico afroamericano, accompagnando fra gli altri Wilson Pickett, Sam Cooke e Ike e Tina Turner (en.wikipedia). Nel febbraio 1964, a Harlem, vinse il primo premio al concorso per dilettanti dell’Apollo Theater. Suonò con gli Isley Brothers e con Little Richard, che nel luglio 1965 lo mandò via per i troppi contrasti. Nell’estate del 1966, a Greenwich Village, ebbe un suo gruppo, Jimmy James and the Blue Flames, e una serata fissa al Cafe Wha?. Lì lo vide Chas Chandler, ex degli Animals: lo convinse a partire e arrivarono a Londra il 24 settembre 1966.
A Londra Chandler gli mise accanto il bassista Noel Redding e il batterista Mitch Mitchell e gli fece scrivere il nome con la i finale: nacque la Jimi Hendrix Experience. Il 1° ottobre 1966, al Politecnico di Regent Street, Hendrix chiese a Eric Clapton di poter suonare con i Cream e a metà concerto salì sul palco con Killing Floor; Clapton, ricordando quella sera nel 1989, disse che da allora la sua vita non fu più la stessa. Hey Joe uscì il 16 dicembre e in Gran Bretagna arrivò al sesto posto. Il 31 marzo 1967, all’Astoria a fine concerto diede fuoco alla chitarra. Il 18 giugno, a Monterey, presentato da Brian Jones e voluto lì da Paul McCartney, chiuse con la chitarra distrutta e i pezzi gettati al pubblico: per gli Stati Uniti fu una scoperta, meno di un anno dopo la partenza.

Nell’agosto 1969 chiuse il festival di Woodstock: salì sul palco verso le otto di mattina del lunedì, dopo oltre tre giorni senza dormire, davanti a circa trentamila persone rimaste dalle quattrocentomila del momento di punta, secondo en.wikipedia. Suonò anche l’inno americano, con distorsioni che imitavano razzi e bombe: i commentatori dell’epoca vi lessero un giudizio sulla guerra in Vietnam. Alla fine del 1969 formò con Cox e il batterista Buddy Miles la Band of Gypsys, che registrò al Fillmore East fra il 31 dicembre e il 1° gennaio. L’Electric Lady Studios, lo studio che aveva fatto costruire a Greenwich Village, aprì il 25 agosto 1970; subito dopo partì per l’Europa e non tornò più negli Stati Uniti. Il 6 settembre, a Fehmarn, in Germania, tenne il suo ultimo concerto e fu fischiato da una parte del pubblico; il 16 settembre, in un locale di Soho, il Ronnie Scott’s, salì a suonare con Eric Burdon e i War: fu l’ultima volta in pubblico.

Il 17 settembre trascorse gran parte della giornata a Londra con Monika Dannemann, unica testimone delle sue ultime ore, secondo en.wikipedia. Stando al suo racconto, la sera cenarono nell’appartamento di lei, in Lansdowne Crescent; alle undici del mattino dopo lei lo trovò che respirava ma non rispondeva, e chiamò l’ambulanza alle 11:18. Fu dichiarato morto alle 12:45 del 18 settembre al St Mary Abbots Hospital. Aveva ventisette anni. L’inchiesta del coroner Gavin Thurston si chiuse il 28 settembre: asfissia per aver aspirato il proprio vomito in stato di intossicazione da barbiturici; ma per l’insufficienza di prove sulle circostanze fu emesso un verdetto aperto (en.wikipedia). Britannica scrive di una morte accidentale, mentre HistoryLink precisa che non fu un’overdose in senso stretto, ma un soffocamento sotto l’effetto di barbiturici e vino rosso. Sui dettagli di quelle ore le fonti restano discordi.
La salma arrivò a Seattle il 29 settembre. Il 1° ottobre 1970, dopo una cerimonia alla Dunlap Baptist Church, nel Rainier Valley, fu sepolta al Greenwood Cemetery di Renton, dove già riposava la madre; seguirono ventiquattro limousine e più di duecento persone, fra cui Redding, Mitchell, Miles Davis, Johnny Winter e John Hammond (en.wikipedia). Negli anni i visitatori furono tanti che, scrive il Red Deer Advocate nel 2009, il corpo fu riesumato circa trent’anni dopo la sepoltura e portato in un luogo più accessibile: un santuario circolare di granito con una cupola, fatto costruire dal padre Al, che vi è sepolto come la nonna Nora Rose Moore.

A Seattle un parco del Central District porta il suo nome dal 2006, e a Londra la targa blu al numero 23 di Brook Street fu la prima assegnata da English Heritage a una star del pop (en.wikipedia). A Renton, scrive il Red Deer Advocate, chi arriva trova fiori nei vasi, monete e un giglio lasciati sul granito, e la sua immagine con la chitarra scolpita nella pietra. Era cresciuto in una famiglia che non poteva comprargli una chitarra ed è morto a ventisette anni, dopo una carriera in primo piano durata appena quattro, scrive Britannica. Riposa a pochi chilometri dalla città in cui nacque, sotto una cupola di granito, in una tomba di famiglia.
Dove riposa
Greenwood Memorial Park, 350 Monroe Avenue NE, Renton (Washington, Stati Uniti): memoriale circolare di granito con cupola
Da dove viene quello che c'è scritto
- Wikipedia in italiano: Jimi Hendrix consultata il 22 ottobre 2026
- Wikipedia in inglese: Jimi Hendrix consultata il 22 ottobre 2026
- Wikidata: Q5928 consultata il 22 ottobre 2026
- Encyclopaedia Britannica: Jimi Hendrix consultata il 22 ottobre 2026
- HistoryLink.org: Hendrix, Jimi (1942-1970), di Peter Blecha (2011) consultata il 22 ottobre 2026
- Red Deer Advocate: Jimi Hendrix grave site still draws the faithful (6 giugno 2009) consultata il 22 ottobre 2026
- Wikipedia: Greenwood Memorial Park (Renton, Washington) consultata il 22 ottobre 2026
- Wikimedia Commons: Jimi Hendrix consultata il 22 ottobre 2026
Immagine: Warner/Reprise Records, pubblico dominio (Wikimedia Commons)
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