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Audrey Hepburn

Attrice britannica

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Chi era

Audrey Hepburn, nata Audrey Kathleen Ruston, è stata un’attrice britannica nata a Bruxelles, protagonista di alcuni dei film più amati degli anni cinquanta e sessanta, da Vacanze romane a Colazione da Tiffany. Con il primo ottenne l’Oscar come migliore attrice; negli ultimi anni di vita si dedicò con continuità all’UNICEF, visitando paesi colpiti da carestie e guerre. È morta il 20 gennaio 1993 a Tolochenaz, in Svizzera, a sessantatré anni, ed è sepolta nel Cimitero del paese.

Infanzia e famiglia

Nacque il 4 maggio 1929 al numero 48 di rue Keyenveld, a Ixelles, comune di Bruxelles. Il padre, Joseph Anthony Ruston, era inglese e lavorava per una compagnia di assicurazioni; la madre, la Baronessa Ella van Heemstra, era un’aristocratica olandese. Più tardi il padre aggiunse al cognome della figlia quello della nonna materna, Hepburn, e la bambina diventò Hepburn-Ruston. Aveva due fratellastri, nati dal primo matrimonio della madre. Per il lavoro del padre la famiglia cambiava spesso casa: Belgio, Inghilterra, Olanda. Nel 1935 i genitori si separarono: secondo Wikipedia in italiano il padre, simpatizzante del nazismo, lasciò la famiglia, e Audrey disse da adulta che fu il momento più doloroso della sua vita; più avanti riuscì a ritrovarlo, con l’aiuto della Croce Rossa, e lo sostenne finché visse.

La targa che ricorda la nascita di Audrey Hepburn a Ixelles, Bruxelles (luglio 2017)
La targa che ricorda la nascita di Audrey Hepburn a Ixelles, Bruxelles (luglio 2017) — Goesseln, CC BY-SA 4.0. Wikimedia Commons

La guerra e la danza

Nel 1939 la madre portò i figli ad Arnhem, nei Paesi Bassi, convinta che fosse un posto sicuro, e Audrey studiò danza al conservatorio dal 1939 al 1945. I tedeschi occuparono la città nel 1940 e lei, per evitare che il suo nome inglese le procurasse guai, si fece chiamare Edda van Heemstra. Nell’inverno 1944, segnato dalla fame, soffrì di malnutrizione e di vari disturbi, e quell’esperienza, disse in seguito, segnò i suoi valori per sempre. La biografia di Robert Matzen, uscita nel 2019 e basata anche sulle testimonianze del figlio Luca Dotti, riferisce che durante l’occupazione ebbe piccoli compiti di staffetta per la resistenza olandese e che la sua famiglia nascose un soldato inglese (Wikipedia in italiano).

Dopo tre anni ad Amsterdam si trasferì a Londra nel 1948 e studiò con Marie Rambert, che le spiegò come altezza e denutrizione le avrebbero impedito di diventare prima ballerina. Fu forse per questo che scelse il teatro e il cinema. Esordì con un documentario didattico, Nederlands in zeven lessen (1948), e poi recitò in alcuni musical e nel film One Wild Oat (1951). Sul set di Vacanze a Montecarlo la scrittrice Colette la notò e la volle per il ruolo di Gigi nell’adattamento teatrale del suo romanzo: la commedia debuttò a Broadway il 24 novembre 1951 e le fece vincere il Theatre World Award.

Hollywood

Nel 1952 il regista William Wyler la scelse per Vacanze romane, dove interpretava una Principessa in fuga per le strade di Roma accanto a Gregory Peck. Peck, racconta Wikipedia in italiano, chiese che il nome di lei comparisse nei titoli con lo stesso rilievo del suo, convinto che avrebbe vinto l’Oscar al primo film: andò proprio così, alla cerimonia del 1954. Il 7 settembre 1953 il suo volto era già sulla copertina di Time. Seguì Sabrina (1954) di Billy Wilder, con Humphrey Bogart e William Holden, per cui scelse gli abiti da sera dello stilista Hubert de Givenchy, con cui nacque un sodalizio e un’amicizia durati tutta la vita. Nello stesso 1954 vinse il Tony Award per la commedia Ondine.

Negli anni seguenti interpretò Guerra e pace (1956), Cenerentola a Parigi (1957), in cui ballò con Fred Astaire, Arianna (1957) con Gary Cooper e La storia di una monaca (1959), che le valse la terza candidatura all’Oscar e un BAFTA. Con Colazione da Tiffany (1961), diretto da Blake Edwards, creò il personaggio di Holly Golightly, ancora oggi tra i più ricordati del cinema. Disse di sé di essere una persona introversa e che interpretare una ragazza estroversa era stato per lei il compito più difficile. Seguirono Sciarada (1963) con Cary Grant e My Fair Lady (1964) di George Cukor: nel musical le canzoni furono in gran parte doppiate e lei non ottenne la candidatura all’Oscar. Con Come rubare un milione di dollari e vivere felici (1966), Due per la strada e Gli occhi della notte (entrambi del 1967) chiuse la stagione dei grandi ruoli da protagonista; l’ultimo le valse la quinta e ultima candidatura all’Oscar.

Il ritiro e gli ultimi film

Dalla fine degli anni sessanta lavorò molto meno e preferì dedicarsi alla famiglia. Tornò sullo schermo nel 1976 con Robin e Marian, accanto a Sean Connery, un film apprezzato dalla critica, con un successo di pubblico moderato; il suo ultimo ruolo da protagonista fu in …e tutti risero (1981), di Peter Bogdanovich. Poi apparve soltanto in una piccola parte, un angelo, in Always di Steven Spielberg. Nelle ultime fasi della vita condusse per la televisione americana PBS la serie Gardens of the World with Audrey Hepburn, che, secondo Wikipedia in inglese, debuttò il 24 gennaio 1993, giorno dei funerali, e incise un disco di fiabe per bambini, Audrey Hepburn’s Enchanted Tales: per entrambi ebbe un riconoscimento postumo, un Emmy per la prima e un Grammy per il secondo.

Vita privata

Il 25 settembre 1954 sposò a Bürgenstock, in Svizzera, l’attore Mel Ferrer, incontrato a una festa e poi suo partner in Ondine; il figlio Sean nacque a Lucerna il 17 luglio 1960. Nello stesso 1960, scrive Wikipedia in inglese, si stabilì in Svizzera, nella parte francofona, per non far studiare il tedesco al figlio, e comprò una grande tenuta a Tolochenaz, La Paisible. Il matrimonio con Ferrer finì nel 1968. L’anno dopo, il 18 gennaio 1969, a Roma si unì in matrimonio con Andrea Dotti, psichiatra; il figlio Luca nacque nel 1970, e il matrimonio si sciolse nel 1982. Dal 1980 fino alla morte visse con l’attore olandese Robert Wolders, vedovo di Merle Oberon: non si sposarono, ma lei disse che li considerava marito e moglie. Parlava inglese e olandese e, più o meno bene, francese, tedesco, italiano e spagnolo. Amava il giardinaggio; le attribuiscono la frase secondo cui piantare un giardino significa credere nel domani.

L’impegno per i bambini

Negli anni cinquanta aveva letto per la radio due programmi dell’UNICEF con storie di guerra per bambini. Disse di aver ricevuto aiuti internazionali da bambina, sotto l’occupazione, e di volerli ricambiare. Fu nominata ambasciatrice di buona volontà dell’UNICEF, nel 1988 secondo Wikipedia in italiano e nel 1989 secondo quella in inglese, che indica comunque nel 1988 la sua prima missione sul campo, in Etiopia. Poi andò in Turchia, in Venezuela e in Ecuador, in America centrale, in Sudan nell’aprile 1989, in Bangladesh, in Vietnam nel 1990 e, nel settembre 1992, in Somalia, dove, riferisce Wikipedia in inglese, trovò una situazione peggiore di quanto avesse visto altrove. Il presidente americano George H. W. Bush le consegnò la Medaglia presidenziale della libertà e dopo la morte l’Academy le assegnò il premio umanitario Jean Hersholt.

Le opere

  • 1953 — Vacanze romane, Oscar come migliore attrice
  • 1954 — Sabrina e, a teatro, Ondine (Tony Award)
  • 1956 — Guerra e pace
  • 1957 — Cenerentola a Parigi e Arianna
  • 1959 — La storia di una monaca
  • 1961 — Colazione da Tiffany
  • 1963 — Sciarada
  • 1964 — My Fair Lady
  • 1967 — Due per la strada e Gli occhi della notte
  • 1976 — Robin e Marian
  • 1981 — …e tutti risero

La morte

Tornata dalla Somalia, nel settembre 1992 Audrey cominciò ad avere dolori addominali. Gli esami in Svizzera non furono risolutivi; all’inizio di novembre, a Los Angeles, una laparoscopia al Cedars-Sinai Medical Center rivelò, scrive Wikipedia in inglese, un raro tumore addominale, uno pseudomixoma peritoneale, cresciuto lentamente in anni. Wikipedia in italiano e History.com parlano invece di un cancro al colon. Dopo l’intervento e la chemioterapia non fu possibile guarirla. L’amico Givenchy chiese a Bunny Mellon di mandare il suo aereo privato, pieno di fiori, per riportarla da Los Angeles a Ginevra; trascorse l’ultimo Natale a casa e gli ultimi giorni a Tolochenaz, con cure palliative, a volte in grado di passeggiare in giardino.

La sera del 20 gennaio 1993 si spense nel sonno, a sessantatré anni, nella casa di Tolochenaz. Gregory Peck registrò un omaggio e recitò, commosso, una poesia di Tagore. I funerali si tennero il 24 gennaio nella chiesa del paese, officiati da Maurice Eindiguer, lo stesso pastore che aveva celebrato le nozze con Ferrer e battezzato Sean; il Principe Sadruddin Aga Khan pronunciò l’elogio funebre. Erano presenti i figli, Wolders, il fratellastro Ian, gli ex mariti Ferrer e Dotti, Givenchy, dirigenti dell’UNICEF e gli attori Alain Delon e Roger Moore; fiori arrivarono da Peck, da Elizabeth Taylor e dalla famiglia reale olandese (Wikipedia in inglese).

Dove riposa

Secondo Wikipedia in inglese fu sepolta nello stesso giorno dei funerali nel Cimitero di Tolochenaz, nel cantone di Vaud; anche Wikipedia in italiano indica Tolochenaz e Wikidata il Cimitero del paese.

La tomba di Audrey Hepburn nel Cimitero di Tolochenaz, nel cantone di Vaud (luglio 2008)
La tomba di Audrey Hepburn nel Cimitero di Tolochenaz, nel cantone di Vaud (luglio 2008) — Alexandra Spürk (Alexi), CC BY 3.0. Wikimedia Commons

L’eredità

L’American Film Institute l’ha collocata al terzo posto fra le più grandi attrici del cinema americano. È una delle poche artiste ad aver vinto Oscar, Emmy, Grammy e Tony. Nel 1992 ebbe il BAFTA alla carriera. Nel 2002, alla sessione speciale dell’ONU sull’infanzia, l’UNICEF scoprì nella sua sede di New York una statua intitolata The Spirit of Audrey. Il figlio Sean diede vita a un fondo benefico, l’Audrey Hepburn Children’s Fund, per continuare il suo lavoro umanitario. Il suo stile, fatto di linee semplici e di un lungo rapporto con Givenchy, è rimasto un punto di riferimento; fu anche il volto del suo primo profumo, L’Interdit, nel 1957. A Bruxelles, una targa segna la casa in cui nacque.

Date da ricordare

  • 4 maggio 1929 — nasce a Ixelles, Bruxelles
  • 24 novembre 1951 — debutta a Broadway con Gigi
  • 1953 — esce Vacanze romane; vince l’Oscar nel 1954
  • 25 settembre 1954 — sposa Mel Ferrer a Bürgenstock
  • 17 luglio 1960 — nasce il figlio Sean a Lucerna
  • 18 gennaio 1969 — sposa Andrea Dotti a Roma
  • Settembre 1992 — missione UNICEF in Somalia
  • 20 gennaio 1993 — muore a Tolochenaz

1929–1993

Dove riposa

Cimitero di Tolochenaz, cantone di Vaud, Svizzera

Da dove viene quello che c'è scritto

Immagine: Comet Photo AG (Zürich), CC BY-SA 4.0 (Wikimedia Commons)

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