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Lampo

Cane Ferroviere

Nascita
non nota
Scomparsa

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Il rito

Per lasciare un gesto serve entrare: bastano pochi istanti.

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Lampo era un cane meticcio dal mantello pezzato, nato intorno al 1950, che l’Italia degli anni Cinquanta imparò a conoscere come «il cane ferroviere». Nell’agosto del 1953 scese da un carro di un convoglio merci in transito alla stazione di Campiglia Marittima, in provincia di Livorno: un piccolo randagio, senza famiglia e senza casa.

A raccoglierlo fu Elvio Barlettani, ferroviere dello scalo che abitava a Piombino. Fu la figlia Mirna a convincerlo a tenere il cane nel suo ufficio, contro i regolamenti, per una notte soltanto. Finì che la famiglia, che aveva già un pastore tedesco di nome Tigre, se lo tenne, e lo battezzò Lampo per la sua rapidità.

In breve il cane imparò gli orari dei treni. Sapeva riconoscere i treni lenti dai rapidi e individuava le carrozze ristorante, dove chiedeva da mangiare al personale. Quasi ogni mattina saliva da solo a Campiglia, scendeva a Piombino con Mirna e rientrava con un treno in senso contrario; poi percorreva altre linee e a sera tornava alla stazione.

Qualche anno più tardi gli uffici ferroviari di Firenze imposero a Barlettani di mandarlo via. Lampo fu messo su un merci diretto a Napoli e dopo pochi giorni era di nuovo a Campiglia; fu allora affidato a qualcuno nelle campagne vicino a Barletta, ma circa cinque mesi più tardi riapparve in stazione, dove divenne ufficialmente la mascotte dello scalo. Giornalisti di mezzo mondo si occuparono di lui; la Rai gli dedicò un servizio nel novembre 1958. Un senzatetto del porto di Livorno raccontò poi di averlo visto scendere da una nave americana.

La sera del 22 luglio 1961 Lampo morì nella stazione di Campiglia Marittima, travolto da un convoglio merci durante una manovra. Fu sepolto nell’aiuola dello scalo, sotto un’acacia. Nel luglio 1962 fu inaugurato nella stazione un monumento dello scultore Andrea Spadini, pagato con una colletta fra i ferrovieri e con una sottoscrizione promossa dalla rivista americana This Week. La statua, danneggiata dai vandali, è stata restaurata da RFI ed è tornata in stazione con una cerimonia il 9 ottobre 2025.

La sua storia è rimasta viva nei libri e sullo schermo. Barlettani la raccontò in Lampo, il cane viaggiatore (Garzanti, 1962); nel 1967 lo scrittore polacco Roman Pisarski ne trasse il racconto O psie, który jeździł koleją, letto nelle scuole polacche, da cui sono nati nel 2023 e nel 2025 due film diretti da Magdalena Nieć. Un randagio sceso per caso da un carro merci ha così trovato un posto fisso nella memoria di una stazione.

Dove riposa

Stazione di Campiglia Marittima (LI)

Da dove viene quello che c'è scritto

Immagine: Elvio Barlettani, Public domain (Wikimedia Commons)

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