Lea Pericoli
Tennista, Conduttrice televisiva, Telecronista sportiva e Giornalista italiana
- Nascita
- Scomparsa
Il rito
Un pensiero
Lascia un pensieroLea Pericoli nacque a Milano, ma crebbe in Africa: il padre Filippo, imprenditore, portò la famiglia ad Addis Abeba dopo la guerra d’Etiopia, e durante la seconda guerra mondiale si spostarono ad Asmara. Lea studiò dalle suore a Nairobi, nel Kenya, e a diciassette anni rientrò in Italia.
Vinse il titolo nazionale juniores nel 1952 e nel 1953. A vent’anni, nel 1955, fu testa di serie agli Internazionali di Francia e arrivò agli ottavi; a Wimbledon, con Orlando Sirola, giunse ai quarti nel doppio misto. Nel 1958 vinse il primo titolo assoluto in singolare e cominciò la lunga intesa in doppio con Silvana Lazzarino.
Pericoli-Lazzarino fu per anni il doppio più forte d’Europa sulla terra: cinque finali agli Internazionali d’Italia, tutte perse, e tre vittorie consecutive a Monte Carlo, dal 1964 al 1966. Nel 1962, forse l’anno migliore, fu finalista a Mosca e vinse a Reggio Calabria e a Palermo. Al Roland Garros arrivò quattro volte agli ottavi in singolare e a Wimbledon tre. Nel 1965 fece parte della squadra che in Australia ottenne la prima vittoria italiana in Fed Cup, con Francesca Gordigiani.
Ai Campionati italiani assoluti fece tripletta nel 1967, con anche il misto in coppia con Nicola Pietrangeli, e nel 1974 superò il record dello stesso Pietrangeli. Nel 1975, a quarant’anni, vinse singolare, doppio e misto, quest’ultimo con Adriano Panatta: ventisette titoli in tutto, e si ritirò da campionessa in carica nelle tre specialità.
Il 24 giugno 1974 esordì come giornalista sul Giornale di Indro Montanelli e per oltre trent’anni commentò il tennis in tv. Condusse il quiz Paroliamo su Telemontecarlo (1977), vinse nel 1981 il Telegatto con la trasmissione radiofonica Carta Bianca e presentò sulla Rai Caccia al tesoro. Agli Internazionali d’Italia fu anche direttrice del torneo e intervistatrice dei vincitori; si impegnò per la prevenzione dei tumori. Scrisse Questa bellissima vita (1976), Maldafrica (2009) e L’angelo capovolto (2011). Nel 2015 una targa a suo nome fu posta nella Walk of Fame dello sport italiano. Morì a Milano a 89 anni.
Gianni Clerici la chiamò La Divina per l’eleganza, in campo e fuori. Sapeva essere audace: a Wimbledon nel 1955 indossò un completo creato da Ted Tinling che sconvolse il bianco rigoroso dei campi, e i suoi completi sono poi stati esposti al Victoria & Albert Museum di Londra. Ma di lei si ricordano anche la tenacia e la combattività, un gioco atletico e difensivo, fatto di pallonetti, e il record di titoli ai Campionati italiani assoluti.
Da dove viene quello che c'è scritto
- Wikipedia in italiano: Lea Pericoli consultata il 19 ottobre 2026
- Wikidata: Q1053954 consultata il 19 ottobre 2026
Immagine: Mondadori Portfolio, Public domain (Wikimedia Commons)
Scheda scritta dalla redazione di Cimiteri.Online, che ne risponde.
Segnala un errore
Chi ha scritto questa scheda
Questa scheda l'ha scritta la redazione di Cimiteri.Online, e ne rispondiamo noi. Non è stata creata da un familiare e non è una memoria di famiglia: le memorie le crea chi ha titolo, e restano sue.
Correggila, o falla togliere
Se qui c'è un errore, dillo e lo correggiamo. E se sei un familiare di Lea Pericoli e non vuoi che questa scheda resti sul sito, scrivicelo. Non serve iscriversi. La decide la Redazione, non un sistema automatico: per sicurezza ti mandiamo un'e-mail con un link, valido 24 ore, da aprire per confermare.
A cura di Cimiteri.Online