Lelio Luttazzi
Pianista, Compositore e Conduttore italiano
- Nascita
- Scomparsa
Il rito
Un pensiero
Lascia un pensieroLelio Luttazzi nacque a Trieste il 27 aprile 1923. Il padre, Mario, morì di tubercolosi quando lui aveva tre anni; la madre, Sidonia, era maestra elementare e nel 1929 si trasferì a Prosecco, sul Carso, dove insegnava. Il bambino frequentò la scuola di quel paese in una classe di bambini sloveni, unico italiano, e più tardi, scrive it.wikipedia, si sarebbe definito un bambino triste e pessimista. Le prime lezioni di pianoforte gliele diede il parroco, nella canonica. Poi, a Trieste, il liceo Petrarca e l’università, a Giurisprudenza, dove sostenne soltanto due esami: nel frattempo suonava il piano a Radio Trieste e componeva le prime canzoni.
Nel 1943 aprì, come direttore d’orchestra, un concerto del cantante Ernesto Bonino, che rimase colpito e gli chiese una canzone. Lelio gliela spedì: Il giovanotto matto, che quell’anno stesso diventò un grande successo. Finita la guerra, racconta it.wikipedia, scoprì quanto aveva guadagnato dalla SIAE e decise di fare il musicista di mestiere: nel 1948 si trasferì a Milano, a lavorare per una casa discografica, e negli anni Cinquanta dirigeva orchestre della Rai a Torino e poi a Roma, tra cui, a Torino, la prima orchestra d’archi ritmica della televisione italiana.
Le sue canzoni avevano il swing e il jazz, e lui le cantava al pianoforte con una voce tutta sua: it.wikipedia ricorda fra le più note Chiedimi tutto e Legata a uno scoglio, ma anche, con un titolo da blues, Rabarbaro blues, e poi Senza cerini e Timido twist. Scrisse anche El can de Trieste, che cantava nel dialetto della sua città, e le musiche di film con Totò, fra cui Totò, Peppino e la… malafemmina. Come attore comparve in L’avventura di Michelangelo Antonioni e ne L’ombrellone di Dino Risi.

Come autore, nel 1964 una sua canzone, Piccolo piccolo, con parole di Antonio Amurri, fu portata a Sanremo (it.wikipedia). Compose anche musiche per le commedie musicali, e come direttore d’orchestra partecipò a diversi varietà della Rai, accanto a Gorni Kramer e ad altri attori già famosi.
Come presentatore cominciò nel 1962, con Il paroliere questo sconosciuto. Presentò poi programmi come Studio Uno e Teatro 10. Alla radio, ogni venerdì all’ora di pranzo, condusse dal gennaio 1967 al dicembre 1976 Hit Parade, la classifica dei dischi più venduti: la sigla, «Lelio Luttazzi presenta… Hiiit Parade!», la ricordano ancora in tanti, e per it.wikipedia aveva un altissimo numero di ascoltatori.
Nel maggio del 1970, quando il successo era al culmine, scrive it.wikipedia, la polizia lo arrestò con l’accusa di aver avuto a che fare con la droga, a causa di una telefonata intercettata: aveva soltanto riferito un messaggio che l’amico Walter Chiari gli aveva lasciato, a un numero che si rivelò quello di uno spacciatore. Passò ventisette giorni in carcere, poi fu rilasciato e prosciolto. Durante la sua detenzione la conduzione di Hit Parade fu affidata ad altri. Il periodo lo segnò per sempre: ne trasse un romanzo, Operazione Montecristo, e un film, L’illazione, l’unico da lui diretto, che andò in televisione soltanto dopo la sua morte (it.wikipedia). Un articolo del 2023 di QN, il sito del Resto del Carlino, lo definisce nel titolo «showman vittima dell’ingiustizia».
Tornò alla radio con Hit Parade fino alla chiusura del programma, e negli anni seguenti lavorò in televisione solo di tanto in tanto. Nel 1991 i cronisti del Friuli-Venezia Giulia gli dedicarono il premio San Giusto d’Oro, e nel 1992, dopo alcuni concerti jazz, il premio «Una Vita per il Jazz». Poi decise di ritirarsi dalla vita pubblica. Negli anni Duemila tornò a esibirsi in qualche serata in suo onore, e nel 2006, trentasei anni dopo l’arresto, fu ospite d’onore alla Rai in una trasmissione di Radio 2.
Nel novembre 2008 tornò a vivere a Trieste, a Palazzo Pitteri. Il 15 agosto 2009 tenne in piazza dell’Unità d’Italia il suo ultimo concerto, con il suo sestetto. Morì nella sua casa di Trieste nel luglio del 2010, a ottantasette anni: le fonti non concordano sul giorno, e lo lasciamo così. Era malato da tempo di una neuropatia periferica (it.wikipedia). Dopo una cerimonia privata fu cremato. L’ultimo desiderio, scrivono it.wikipedia e QN (2023), era far disperdere le ceneri in mare dalla sua barca, l’Oblomov: e così fu fatto, nel golfo della sua città.
Anche dopo la sua scomparsa è arrivata una sua canzone ai bambini: alla 59ª edizione dello Zecchino d’Oro fu presentata La vera storia di Noè, che lui aveva scritto e che è stata recuperata per l’occasione (it.wikipedia). Un ragazzo di Prosecco che suonava il piano alla radio ha insegnato all’Italia lo swing, e per molti anni ha dato il tempo ai venerdì di milioni di persone con la sua Hit Parade. Cimiteri.Online lo ricorda così.
Da dove viene quello che c'è scritto
- Wikipedia in italiano: Lelio Luttazzi (consultata il 23/10/2026) consultata il 23 ottobre 2026
- Wikipedia in inglese: Lelio Luttazzi (consultata il 23/10/2026) consultata il 23 ottobre 2026
- QN (Il Resto del Carlino): Il secolo di Lelio, showman vittima dell’ingiustizia, 25/4/2023 (consultata il 23/10/2026) consultata il 23 ottobre 2026
- Wikimedia Commons: Luttazzi 1960s, RAI, pubblico dominio (consultata il 23/10/2026) consultata il 23 ottobre 2026
- Wikimedia Commons: Lelio Luttazzi, 1965, pubblico dominio (consultata il 23/10/2026) consultata il 23 ottobre 2026
Immagine: RAI (autore ignoto), pubblico dominio (da Wikimedia Commons; fonte dichiarata: sanremonews.it) (Wikimedia Commons)
Scheda scritta dalla redazione di Cimiteri.Online, che ne risponde.
Segnala un errore
Chi ha scritto questa scheda
Questa scheda l'ha scritta la redazione di Cimiteri.Online, e ne rispondiamo noi. Non è stata creata da un familiare e non è una memoria di famiglia: le memorie le crea chi ha titolo, e restano sue.
Correggila, o falla togliere
Se qui c'è un errore, dillo e lo correggiamo. E se sei un familiare di Lelio Luttazzi e non vuoi che questa scheda resti sul sito, scrivicelo. Non serve iscriversi. La decide la Redazione, non un sistema automatico: per sicurezza ti mandiamo un'e-mail con un link, valido 24 ore, da aprire per confermare.
A cura di Cimiteri.Online