Marco Minghetti
Statista del Risorgimento
- Nascita
- Scomparsa
Riposa a Cimitero della Certosa, Bologna
Il rito
Un pensiero
Lascia un pensieroNel 1832, a tredici anni, Marco Minghetti partì da Bologna per Parigi. Lo accolse lo zio Pio Sarti, un patriota esule, e lì conobbe La Fayette e Talleyrand. Era nato a Bologna l’8 novembre 1818 da una famiglia di proprietari terrieri. Aveva perso il padre a dieci anni. La madre Rosa Sarti, di idee liberali, lo aveva portato a Venezia nel 1830 a vedere i capolavori della pittura. Da quel viaggio gli rimase per sempre l’amore per l’arte.
Studiò con i Barnabiti, ebbe come maestro Ugo Bassi e nel 1837 fu fra i soci fondatori della Cassa di Risparmio di Bologna. Lesse Adam Smith, imparò il tedesco, viaggiò in Francia, in Inghilterra, in Svizzera, in Germania. A Londra, nel 1845, conobbe Giuseppe Mazzini e capì subito di vedere le cose in modo diverso. Nel 1846 salì al soglio Pio IX e lui sperò in un Papa riformatore. Nel marzo 1848 fu chiamato a Roma come Ministro dei Lavori Pubblici. Si dimise il 29 aprile, quando il Papa ritirò l’esercito dalla guerra contro l’Austria, e si arruolò come ufficiale di Stato Maggiore nell’esercito piemontese, a Goito e a Custoza. A novembre, quando assassinarono il suo amico Pellegrino Rossi, lasciò anche il Parlamento romano.
Nel 1852 si trasferì a Torino e conobbe Cavour, a cui lo univano idee su economia, agricoltura e Parlamento. Alla fine degli anni Cinquanta pubblicò il trattato Dell’economia pubblica, che ebbe successo in Italia e in Europa. Nel 1859 fu Segretario Generale del Ministero degli Esteri e, dopo l’armistizio di Villafranca, presiedette l’Assemblea delle Romagne che preparò l’annessione al Piemonte. Fu poi Ministro dell’Interno con Cavour e Ministro delle Finanze. Il 24 marzo 1863 diventò Presidente del Consiglio. Il 15 settembre 1864 concluse con la Francia la Convenzione di settembre, che portava la capitale da Torino a Firenze. Si era sposato da poco, il 4 settembre, con Laura Acton, vedova napoletana. Venti giorni dopo, davanti ai tumulti di Torino, il Re gli telegrafò di dimettersi.
Tornò alla guida del Governo dal 1873 al 1876. Fu un lavoro di conti: il 16 marzo 1876 annunciò il pareggio di bilancio, per la prima volta in Italia. Due giorni dopo la Camera lo mise in minoranza su un voto che intrecciava la tassa sul macinato e le ferrovie, e lui si dimise. Fu l’ultimo Presidente del Consiglio della Destra storica. Restò in Parlamento e tornò a studiare: scrisse Stato e Chiesa nel 1878 e, nel 1885, un libro su Raffaello, frutto di anni di articoli. Dal 1880 insegnò latino alla Regina Margherita e dal 1882 al 1886 le scrisse lettere, poi pubblicate a Milano nel 1947. Gli piaceva anche cacciare, tanto che un poeta del tempo lo prese in giro per questa passione.
L’ultimo discorso lo tenne a Torino il 21 giugno 1886, per l’anniversario della scomparsa di Cavour. Minghetti stesso si spense a Roma il 10 dicembre 1886, a sessantotto anni. Il feretro fu portato a Bologna, la città dove aveva sempre mantenuto la residenza, su un treno a lutto con la locomotiva coperta di bandiere. Il 16 dicembre piazza Maggiore si riempì di cittadini per l’ultimo saluto. Poi fu sepolto alla Certosa.
Oggi a Bologna porta il suo nome una piazza, con la statua che lo ricorda, e un liceo classico nel Palazzo Lambertini-Taruffi. A Roma c’è un monumento in piazza San Pantaleo. Chi vuole salutarlo trova la sua tomba alla Certosa di Bologna, dove riposano anche Carducci e Respighi.
Dove riposa
Cimitero della Certosa, Bologna, Bologna (BO)
Certosa di Bologna, Tomba Minghetti
Da dove viene quello che c'è scritto
- Wikipedia in italiano: Marco Minghetti (consultata il 23/10/2026) consultata il 23 ottobre 2026
- Wikipedia in inglese: Marco Minghetti (consultata il 23/10/2026) consultata il 23 ottobre 2026
- Treccani, Dizionario Biografico degli Italiani: Minghetti, Marco (consultata il 23/10/2026) consultata il 23 ottobre 2026
- Wikipedia in inglese: Certosa di Bologna (consultata il 23/10/2026) consultata il 23 ottobre 2026
- Wikimedia Commons: foto del ritratto (consultata il 23/10/2026) consultata il 23 ottobre 2026
Immagine: Autore ignoto, pubblico dominio. Wikimedia Commons (ritagliata dalla Redazione)
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