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Marengo

Cavallo di Napoleone

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Il rito

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Marengo era il cavallo da guerra preferito di Napoleone Bonaparte. Un arabo grigio chiaro, comprato in Egitto nel 1799, quando aveva circa sei anni, e portato in Francia lo stesso anno. Era piccolo per un cavallo da battaglia, alto circa un metro e quaranta, ma ebbe fama di animale affidabile e coraggioso. Il suo nome ricorda la battaglia di Marengo, del 1800, in cui portò Napoleone contro gli austriaci.

Lo accompagnò in molte altre campagne, fino all’ultima, a Waterloo nel 1815. Fu ferito otto volte, senza mai far cadere il cavaliere. I cavalli di Napoleone venivano abituati a restare calmi in mezzo a spari, bandiere e cani, e Marengo fu fra quelli che lo seguirono per anni in Europa. Le fonti non sono sempre d’accordo sui singoli episodi, e molte storie sul suo conto sono diventate leggenda: qui restano quelle sicure.

Dopo la sconfitta fu portato in Inghilterra e venduto a un ufficiale britannico. Per il pubblico inglese, curioso di tutto ciò che riguardava Waterloo, il cavallo dell’imperatore era una piccola attrazione. Fu tenuto a lungo in una scuderia vicino a Ely, nel Cambridgeshire.

Morì nel 1831, a quanto si dice a trentotto anni, una decina d’anni dopo Napoleone. Lo scheletro fu conservato: dopo l’esposizione al Royal United Services Institute, dagli anni Sessanta del Novecento è al National Army Museum di Londra. Il Natural History Museum ha avviato un restauro per dargli una posa più viva, con la testa alta e le zampe più mobili.

Marengo non ha una tomba: ha uno scheletro, che ancora oggi chi si interessa a Napoleone può andare a vedere. È il ricordo di un cavallo che seguì il suo padrone in quindici anni di servizio.

Dove riposa

Nessuna tomba: lo scheletro è al National Army Museum, Londra

Da dove viene quello che c'è scritto

Immagine: Antoine-Jean Gros, Public domain (Wikimedia Commons)

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