Salta al contenuto
Accedi

Nipper

Cane terrier di Bristol, Modello del dipinto «His Master’s Voice» di Francis Barraud, simbolo della Gramophone Company

Un QR per raggiungere questa memoria

Il rito

Per lasciare un gesto serve entrare: bastano pochi istanti.

Così la famiglia sa chi l'ha acceso.

A Bristol, intorno al 1884, nasce un cagnolino bianco, con una macchia scura sull’orecchio e sull’occhio, almeno come lo vedremo nel quadro. Non è di razza: Østergaard scrive che aveva molto sangue di bull terrier, e l’associazione cinofila americana lo dice un meticcio. Lo chiamano Nipper, «mordicchiatore», perché ai visitatori pizzica i polpacci. Il padrone si chiama Mark Henry Barraud, è nato nel 1848 e fa lo scenografo al Prince’s Theatre di Park Row. Secondo il registro londinese delle memorie, il cane lo seguiva spesso fra le quinte; come sia arrivato a lui, invece, le fonti non lo dicono con la stessa voce, e c’è chi parla di un randagio raccolto.

Mark muore nel 1887, e muore povero: la parola, «destitute», la usano sia l’archivio della EMI sia lo storico danese Erik Østergaard. Il cane passa al fratello minore, Francis, che fa il pittore e vive a Liverpool. È lì che Nipper incontra il fonografo, la macchina a cilindri di cera. Francis ricorderà che in casa c’era un fonografo e che notava spesso quanto il cane fosse perplesso nel cercare di capire da dove venisse quella voce. È la frase che regge tutta la storia. Intorno a questa scena la leggenda ha aggiunto altro: i cilindri con la voce del fratello morto, o addirittura il cane seduto sulla bara ad ascoltarli. Østergaard scrive che quest’ultima è una diceria falsa, e nelle fonti consultate non c’è nulla che provi i cilindri con la voce di Mark.

Poi Nipper torna verso sud. La vedova di Mark si era trasferita a Kingston upon Thames, nel Surrey, e voleva il cane con sé, per compagnia. Qui, scrive Østergaard, ama azzuffarsi con gli altri cani, dare la caccia ai topi e inseguire i fagiani di Richmond Park. Muore nel settembre del 1895, di morte naturale. Sul luogo della sepoltura le versioni sono due. Secondo un libro citato da London Remembers, la casa della vedova non aveva giardino e un nipote adolescente lo seppellì sotto un gelso, in un’area verde pubblica di Clarence Street; altre versioni parlano di un giardinetto con le magnolie. Il sito, dice Østergaard, è oggi il parcheggio dietro una filiale della Lloyds Bank.

Passano tre anni. Nel 1898 Francis dipinge il cane che ascolta la tromba del fonografo. Su come lo abbia fatto le fonti si dividono: l’associazione cinofila americana e la guida di Westminster dicono che lo dipinse a memoria, mentre un’altra ricostruzione, quella su cui si basa Wikipedia, parla di una vecchia fotografia. Il dipinto viene depositato per il diritto d’autore l’11 febbraio 1899 con un titolo piatto come un modulo: «Cane che guarda e ascolta un fonografo». Barraud lo ribattezza «His Master’s Voice», la voce del padrone, e comincia a bussare. La Royal Academy dice di no. Le riviste dicono di no, e uno di loro spiega perché: nessuno capirebbe che cosa sta facendo quel cane.

Resta il fabbricante del fonografo, la Edison Bell, ditta britannica di fonografi a cilindro, non Edison in persona. La risposta che gli danno è diventata proverbiale: i cani non ascoltano i fonografi. L’archivio EMI premette un «a quanto si racconta»: è un aneddoto, non un verbale. Qualcuno gli suggerisce di ridipingere la tromba, da nera a dorata; così, nell’estate del 1899, Francis va a Maiden Lane, a Londra, dove la Gramophone Company, nata da poco, ha l’ufficio. Porta una fotografia della tela e chiede in prestito una tromba d’ottone. Il direttore, William Barry Owen, gli chiede se il quadro è in vendita e se può sostituire la macchina con uno dei loro gramofoni a disco. Barraud risponde di sì, purché gli prestino lo strumento da copiare.

Il 15 settembre 1899 arriva la lettera con l’offerta formale. Il prezzo, in entrambe le fonti, è cento sterline: cinquanta per la tela, cinquanta per i diritti. Østergaard aggiunge che l’accordo fu confermato il 4 ottobre, quando un incaricato vide il dipinto modificato, ma è un dato che ho trovato in una fonte sola. Sotto lo strato nuovo il fonografo originale non è scomparso: guardando il quadro da vicino, di sbieco, se ne distingue ancora il profilo, scrivono sia l’archivio EMI sia Østergaard. La tela fa parte della collezione dell’EMI Archive Trust.

Il quadro si trasforma in marchio con una lentezza sorprendente. Compare sulla pubblicità della Gramophone Company all’inizio del 1900; nell’etichetta dei dischi arriva nel 1909, e secondo Østergaard la registrazione come marchio è del 1910. Nel 1900 Emile Berliner chiede alla Gramophone Company i diritti per l’America e li ottiene; passano poi alla Victor e nel 1929, ricorda l’associazione cinofila americana, alla RCA. Nel luglio del 1921 sir Edward Elgar apre a Londra, in Oxford Street, il primo negozio che porta il nome. Francis, intanto, dipinge repliche per tutta la vita; Østergaard ne conta ventiquattro, e il pittore muore nel 1924. Una targa blu al numero 126 di Piccadilly ricorda lo studio dove, dicono le guide di Westminster, rimise mano alla tela.

A Bristol, dov’era il Prince’s Theatre, una piccola statua di Nipper siede su una mensola all’angolo fra Park Row e Woodland Road, e una targa del consiglio comunale ricorda Mark e il suo cane. A Kingston, nel 1984, centenario della nascita, il presidente dei negozi HMV, D. F. Johnson, fece mettere due targhe: una nel parcheggio, una accanto all’ingresso della banca. Secondo il registro londinese, il 10 marzo 2010 un vicolo poco distante prese il nome di Nipper Alley.

Il luogo esatto della sepoltura non è noto: i redattori di London Remembers, controllando la carta del 1895, non vi hanno trovato nessun giardino. Dietro la banca di Clarence Street, a Kingston upon Thames, una targa dice che l’ultimo luogo conosciuto è quello, e lì ci si ferma.

Dove riposa

Kingston upon Thames, Clarence Street: area ora occupata dal parcheggio dietro una filiale della Lloyds Bank, con targhe commemorative del 1984 (posizione esatta non accertata)

Da dove viene quello che c'è scritto

Immagine: Francis Barraud, Public domain (Wikimedia Commons)

Scheda scritta dalla redazione di Cimiteri.Online, che ne risponde.

Segnala un errore

Chi ha scritto questa scheda

Questa scheda l'ha scritta la redazione di Cimiteri.Online, e ne rispondiamo noi. Non è stata creata da un familiare e non è una memoria di famiglia: le memorie le crea chi ha titolo, e restano sue.

Correggila, o falla togliere

Se qui c'è un errore, dillo e lo correggiamo. E se sei un familiare di Nipper e non vuoi che questa scheda resti sul sito, scrivicelo. Non serve iscriversi. La decide la Redazione, non un sistema automatico: per sicurezza ti mandiamo un'e-mail con un link, valido 24 ore, da aprire per confermare.

Cosa vuoi fare?

Immagini

  • Il dipinto di Francis Barraud del 1898 con il fonografo a cilindri Edison Bell, prima che la macchina fosse ridipinta come gramofono a disco.

  • Francis Barraud nel suo studio davanti a una replica del dipinto «His Master’s Voice».

  • La targa blu al numero 126 di Piccadilly, a Londra, che ricorda Francis Barraud e Nipper.

  • La piccola statua di Nipper su Park Row, a Bristol, dove sorgeva il Prince’s Theatre in cui lavorava il suo primo padrone.

A cura di Cimiteri.Online