Margaret Hamilton
Informatica, Matematica e Imprenditrice statunitense
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Il rito
Un pensiero
Lascia un pensieroMargaret Hamilton, la prima di quattro figli, era originaria di Paoli, in Indiana, dove era nata il 17 agosto 1936. È morta il 30 settembre 2026 a Cambridge, nel Massachusetts, a 90 anni. L'annuncio è venuto dal MIT, dove lavorò per anni, e la figlia Lauren lo ha confermato alla stampa. Fu tra coloro che crearono la programmazione moderna, quando il software non aveva ancora un nome vero e proprio.
Si laureò in matematica nel 1958 all'Earlham College di Richmond e l'anno dopo si trasferì a Boston, al MIT, per un progetto di previsioni del tempo con il professor Edward Lorenz. Poi lavorò al sistema di difesa aerea SAGE. Nel 1965 passò al Laboratorio di strumentazione dell'ateneo, impegnato con la NASA nel programma Apollo, e fu la prima programmatrice donna del progetto.
Cominciò dal software per le missioni senza equipaggio, quindi guidò la squadra che compose il software di bordo per le missioni abitate dagli astronauti. Nel 1968 era già vicedirettrice del team incaricato del modulo di comando e servizio, e infine diresse la divisione di ingegneria del software, circa cento persone. Il suo codice servì in sei sbarchi sulla Luna, tra il 1969 e il 1972, e le viene attribuito il merito di aver diffuso l'espressione «software engineering».
Il momento più citato è la discesa di Apollo 11: il computer di bordo diede degli allarmi, ma il programma, pensato per tenere in primo piano le operazioni essenziali e rimandare le altre, consentì di proseguire. Quella cura per gli errori e per la solidità del codice è considerata il fondamento del software affidabile di oggi. Il suo contributo si estese poi a Skylab, la prima stazione spaziale degli Stati Uniti, e agli esordi dello Space Shuttle.
Negli anni Settanta lasciò il MIT, creò la Higher Order Software nel 1976 e la Hamilton Technologies nel 1986. Firmò oltre centotrenta pubblicazioni tecniche. Barack Obama le consegnò nel 2016 la Medaglia presidenziale della libertà. Le sopravvivono i fratelli John, David e Kathryn, la figlia Lauren con il genero Richard Selesnick, due nipoti e quattro pronipoti.
Ricordava gli anni di Apollo come un colpo di fortuna: non c'era alternativa, e lei con i colleghi si trovò a fare la pioniera. Di lei resta il ricordo di una matematica che, con righe di codice, aiutò l'uomo ad arrivare sulla Luna.
Leggi l’articolo: Addio a Margaret Hamilton, la programmatrice che guidò il software delle missioni Apollo.
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