Salta al contenuto
Accedi

Marina Berti

Attrice italiana

Nascita
Scomparsa

Riposa a Cimitero Flaminio, Roma

Un QR per raggiungere questa memoria

Il rito

Per lasciare un gesto serve entrare: bastano pochi istanti.

Così la famiglia sa chi l'ha acceso.

Chi era

Marina Berti, all’anagrafe Elena Maureen Bertolino, è stata un’attrice italiana nata a Londra. In una carriera cominciata nel 1941 e proseguita per oltre sessant’anni lavorò in quasi cento film, italiani e stranieri, e si ricorda soprattutto per le partecipazioni alle grandi produzioni americane girate a Roma, da Quo vadis a Ben-Hur, e per La Califfa, che le valse un Nastro d’argento. La sua vita si chiuse nella capitale il 29 ottobre 2002, a settantotto anni.

Infanzia e formazione

Nacque a Londra il 29 settembre 1924 da un padre italiano emigrato in Gran Bretagna e da una madre inglese (Treccani e Wikipedia in inglese). Sul cognome la voce francese di Wikipedia scrive Bertolini, mentre Treccani e Wikipedia in italiano riportano Bertolino. Secondo Treccani la famiglia tornò in Italia nel 1936; Wikipedia in italiano parla più genericamente della fine degli anni trenta. Fu a Firenze che terminò gli studi, e lì si avvicinò alla recitazione: partecipò ad alcuni spettacoli teatrali e debuttò ai microfoni fiorentini dell’EIAR, come riferisce anche la voce tedesca, che la descrive come voce recitante alla radio e attrice di palcoscenico.

Gli esordi nel cinema

Nel 1940 si trasferì a Roma per cercare un posto nel cinema. Il regista Piero Ballerini la notò e le affidò una parte secondaria in La fuggitiva, uscito nel 1941. L’anno dopo comparve in Divieto di sosta e poi, nel 1943, ebbe la prima parte da protagonista in Giacomo l’idealista, diretto da Alberto Lattuada: per Treccani, che lo data al 1944, vi interpreta Celestina, una giovane introversa, schiva e incompresa. Negli stessi anni lavorò anche in La donna della montagna di Renato Castellani, in La porta del cielo di Vittorio De Sica e, con Pietro Germi, in Il testimone, dove nei titoli compare con il nome Maurin Melrose (Wikipedia in italiano; Treccani scrive Maureen Melrose e ricorda che l’ottima conoscenza dell’inglese la aiutò a ottenere ruoli nelle produzioni statunitensi).

Marina Berti in una fotografia catalogata come relativa a «Giacomo l'idealista» (1943), da un Almanacco del cinema del 1952
Marina Berti in una fotografia catalogata come relativa a «Giacomo l'idealista» (1943), da un Almanacco del cinema del 1952 — Autore sconosciuto, Public domain. Wikimedia Commons

Il matrimonio con Claudio Gora

Sul set di La storia di una capinera, nel 1943, Berti incontrò il regista e attore Claudio Gora, pseudonimo di Emilio Giordana. Si sposarono nel 1944 (Wikipedia in inglese, in francese e in tedesco) e restarono insieme fino alla morte di lui nel 1998. Per Treccani e Wikipedia in italiano ebbero cinque figli, fra cui Andrea e Marina, entrambi attori, e poi Carlo, Luca e Cristina Giordana; la voce tedesca ne conta invece tre. Gora la diresse in due film, Il cielo è rosso (1950), dove l’attrice interpreta Carla, una giovane travolta da una realtà senza speranza, e Febbre di vivere (1953), nel ruolo di Lucia, accanto a Massimo Serato e Marcello Mastroianni.

Le produzioni internazionali

Dopo la guerra Berti ottenne anche parti più piccole, ma di rilievo, in film stranieri. Nel 1949 Henry King le diede la parte di Angela in Il principe delle volpi, con Tyrone Power e Orson Welles. Due anni più tardi, in Quo vadis, la regia era di Mervyn LeRoy ed Eunice, la giovane schiava interpretata da Berti, è una figura che Treccani definisce toccante. Nello stesso periodo andò a Hollywood, ma i due film americani, Il deportato di Robert Siodmak e Marmittoni al fronte di Alexander Hall, furono considerati deludenti.

Più avanti si cimentò nel cinema in costume. Per Carmine Gallone fu la cinica Beatrice di Casta Diva (1954); Jean Delannoy la scelse come Contessa di Polignac in Maria Antonietta, Regina di Francia; William Wyler la fece apparire nel 1959 come Flavia in Ben-Hur; Christian-Jaque le affidò la sorella di Napoleone, Elisa Baciocchi, in Madame Sans-Gêne. Fu in Cleopatra (1963) di Joseph L. Mankiewicz e recitò con Jean Gabin in Monsieur (1964) di Jean-Paul Le Chanois, come riferisce la voce francese.

Gli anni maturi

Nel 1960 recitò per Sergio Capogna in Un eroe del nostro tempo, film dedicato alla Resistenza, e negli anni seguenti alternò il cinema d’autore a quello di genere. In La Califfa (1970) di Alberto Bevilacqua fu la moglie dell’operaio interpretato da Ugo Tognazzi: per quella parte, secondo Wikipedia in italiano, vinse nel 1972 il Nastro d’argento come migliore attrice non protagonista. Partecipò inoltre a Il caso «Venere privata» di Yves Boisset (1970) e, nel 1975, a L’ultimo treno della notte di Aldo Lado.

Dalla metà degli anni settanta, dopo vari sceneggiati televisivi, tra cui Odissea (1968), Mosè (1974) e Gesù di Nazareth di Franco Zeffirelli (1977), diradò la presenza sullo schermo. Il suo ultimo film fu Amen. di Costa-Gavras (2002), nel quale, secondo la voce tedesca, interpretò una Principessa.

I film principali

  • 1941: La fuggitiva, il debutto, di Piero Ballerini
  • 1943: Giacomo l’idealista, di Alberto Lattuada
  • 1949: Il principe delle volpi, regia di Henry King
  • 1950: Il cielo è rosso, di Claudio Gora
  • 1951: Quo vadis, di Mervyn LeRoy
  • 1953: Febbre di vivere, di Claudio Gora
  • 1959: Ben-Hur, di William Wyler
  • 1963: Cleopatra, di Joseph L. Mankiewicz
  • 1970: La Califfa, di Alberto Bevilacqua
  • 2002: Amen., di Costa-Gavras

La morte

La morte avvenne a Roma il 29 ottobre 2002. Wikipedia in inglese parla di una lunga malattia, con ricovero in un ospedale della capitale, mentre le voci francese e tedesca indicano un tumore. Aveva settantotto anni. Le fonti consultate non riferiscono dei funerali.

Dove riposa

Secondo Wikipedia in italiano e in francese è sepolta nel Cimitero Flaminio di Roma.

Date da ricordare

  • 29 settembre 1924: nasce a Londra
  • 1940: si trasferisce a Roma
  • 1941: debutta in La fuggitiva
  • 1944: si sposa con Claudio Gora
  • 1951: è Eunice in Quo vadis
  • 1972: Nastro d’argento per La Califfa (data indicata da Wikipedia in italiano)
  • 2002: ultimo film, Amen.
  • 29 ottobre 2002: muore a Roma

1924–2002

Dove riposa

Cimitero Flaminio, Roma (RM)
Cimitero Flaminio, Roma (Italia)

Da dove viene quello che c'è scritto

Immagine: unknown (MGM), Public domain (Wikimedia Commons)

Scheda scritta dalla redazione di Cimiteri.Online, che ne risponde.

Segnala un errore

Chi ha scritto questa scheda

Questa scheda l'ha scritta la redazione di Cimiteri.Online, e ne rispondiamo noi. Non è stata creata da un familiare e non è una memoria di famiglia: le memorie le crea chi ha titolo, e restano sue.

Correggila, o falla togliere

Se qui c'è un errore, dillo e lo correggiamo. E se sei un familiare di Marina Berti e non vuoi che questa scheda resti sul sito, scrivicelo. Non serve iscriversi. La decide la Redazione, non un sistema automatico: per sicurezza ti mandiamo un'e-mail con un link, valido 24 ore, da aprire per confermare.

Cosa vuoi fare?

A cura di Cimiteri.Online