Marina Vlady
Attrice francese
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Il rito
Un pensiero
Lascia un pensieroIl 10 maggio 1938 a Clichy, presso Parigi, da genitori russi emigrati, nacque Catherine Marina de Poliakoff-Baïdaroff, nota come Marina Vlady. È morta il 24 settembre 2026 a 88 anni, a Ivry-sur-Seine, dove viveva, con i suoi cari accanto. I figli hanno sottolineato che la sua vita era stata lunga, bella e piena, e il Presidente Macron l'ha ricordata fra i grandi nomi del cinema francese.
Il padre Vladimir era cantante lirico, la madre Militza Envald ballerina, e le quattro sorelle presero tutte la via dello spettacolo. Marina fu l'ultima. Il nome d'arte lo scelse negli anni Cinquanta in omaggio al padre. Frequentò da piccola la scuola di danza dell'Opéra parigina e debuttò sullo schermo nel 1949 con «Orage d'été», nei panni di una pattinatrice.
Ancora giovanissima lavorò anche in Italia: con Marcello Mastroianni girò «Penne nere». In Francia il pubblico la conobbe con «Avant le déluge», del 1954, che le fruttò il premio Suzanne Bianchetti. Poi, nel 1961, arrivò «La Principessa di Clèves», dal libro di Madame de La Fayette, e per il New York Times fu la svolta della sua carriera. A Cannes nel 1963 fu premiata come migliore attrice per «Il letto coniugale».
In oltre ottanta film recitò, tra l'altro, nel «Falstaff» di Orson Welles, nel 1965, dove aveva il ruolo di Kate Percy, e nel 1967 con Jean-Luc Godard. Lavorò con Robert Hossein, il primo marito, sposato a diciassette anni, da cui ebbe Pierre, e con Bertrand Tavernier. L'ultimo lungometraggio fu «Quelques jours de répit». Frequentò anche teatro e televisione, e incise dischi con le sorelle.
Dopo il divorzio da Hossein, nel 1959, sposò Jean-Claude Brouillet nel 1963 e nel 1970 Vladimir Vysotsky, artista sovietico che univa poesia, recitazione e canzoni, con cui visse a Mosca per un periodo; lui morì nel 1980. A quegli anni dedicò le memorie «Vladimir ou le Vol arrêté», uscite nel 1987, e scrisse anche romanzi e racconti. Il Manifesto delle 343, per il diritto all'aborto, ebbe la sua firma nel 1971; si era già opposta alla guerra condotta dalla Francia in Algeria. Lavorò fino a oltre i settant'anni.
Lascia i figli Pierre e Vladimir e il ricordo di un volto che, passando dal francese all'italiano al russo, restò sempre riconoscibile.
Leggi l’articolo: Addio a Marina Vlady, l'attrice francese di origine russa premiata a Cannes.
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A cura di Cimiteri.Online