Salta al contenuto
Accedi

Mia Martini

Cantautrice italiana

Nascita
Scomparsa

Un QR per raggiungere questa memoria

Il rito

Per lasciare un gesto serve entrare: bastano pochi istanti.

Così la famiglia sa chi l'ha acceso.

Il 20 settembre 1947, a Bagnara Calabra, nel Reggino, nacque Domenica Rita Adriana Bertè, seconda di quattro sorelle (Treccani; AGI; Il Fatto Quotidiano; Sky TG24). Il padre, Giuseppe Bertè, era un uomo di scuola: Sky TG24 lo dice insegnante di latino e greco, VareseNews lo ricorda come dirigente scolastico di molti istituti. Fu il suo lavoro a portare la famiglia nelle Marche, dove la bambina passò l’infanzia (AGI; Sky TG24), a Porto Recanati secondo Rockol. Per gli amici era Mimì, e Mimì sarebbe rimasta anche quando il pubblico avrebbe imparato un altro nome (Sky TG24). Cantava fin da ragazzina, alle feste e nelle balere (AGI), e si presentava ai concorsi per voci nuove (Rockol).

La costa di Bagnara Calabra, il paese in cui nacque Mia Martini, con il viadotto Sfalassà sullo sfondo a sinistra. Fotografia di Codas, 29 luglio 2024, CC BY-SA 4.0
La costa di Bagnara Calabra, il paese in cui nacque Mia Martini, con il viadotto Sfalassà sullo sfondo a sinistra. Fotografia di Codas, 29 luglio 2024, CC BY-SA 4.0 — Codas, CC BY-SA 4.0. Wikimedia Commons

A quindici anni arrivarono il primo contratto discografico e il primo 45 giri, firmato con il nome di Mimì Bertè: tra il 1962 e il 1963, perché le fonti non concordano sull’anno (AGI; LaPresse; Il Fatto Quotidiano; Rockol; Sky TG24). Il disco non bastò a farne un nome. Si trasferì a Roma e lì, insieme alla sorella Loredana e a un amico che si chiamava Renato Fiacchini e sarebbe diventato Renato Zero, formò un trio in cerca di un produttore che scommettesse su di loro (AGI; LaPresse; Sky TG24). Furono anni di provini, di porte che non si aprivano, di pazienza.

La svolta venne dall’incontro con Alberigo Crocetta, fondatore del Piper di Roma e produttore di Patty Pravo, che le suggerì il nome d’arte con cui l’Italia l’avrebbe amata: Mia Martini (AGI; Sky TG24). Con quel nome debuttò nel 1971 con Padre davvero, una canzone sul rapporto difficile fra un padre e i figli. La Rai la censurò perché la giudicò scandalosa (Treccani), il testo fu definito dissacrante (Sky TG24), e a Viareggio vinse una rassegna dedicata alla musica d’avanguardia (Treccani; Rockol). Lo stesso anno uscì il primo album, Oltre la collina, con alcune canzoni di Claudio Baglioni (Sky TG24; Rockol; LaPresse).

Poi vennero gli anni delle classifiche. Nel 1972 Piccolo uomo le portò la vittoria al Festivalbar (Sky TG24; Rockol) e, secondo AGI, il primo disco d’oro. L’anno dopo fu la volta di Minuetto, musica di Dario Baldan Bembo e parole di Franco Califano, che vinse ancora il Festivalbar (AGI; Sky TG24; Il Fatto Quotidiano) e che le fonti indicano come il suo brano di maggior successo (AGI; Sky TG24). Seguì Donna sola (AGI; Il Fatto Quotidiano). Nel 1974 la critica europea la indicò come cantante dell’anno (AGI; Il Fatto Quotidiano). Charles Aznavour la volle accanto a sé in una serie di spettacoli, fra cui uno all’Olympia di Parigi (Sky TG24; Rockol; Il Fatto Quotidiano), e nel 1977, con l’album Per amarti, cominciò il sodalizio con Ivano Fossati, che fu anche un legame sentimentale (Sky TG24; Rockol; LaPresse).

In quegli stessi anni cominciò a girare una diceria crudele: che Mia Martini portasse sfortuna (AGI; Il Fatto Quotidiano; Sky TG24). In un’intervista a Epoca del 1989 lei ne collocò l’origine nel 1970. Aveva rifiutato l’esclusiva a vita proposta da un impresario; pochi giorni dopo, di ritorno dalla Sicilia dove aveva cantato, il pulmino con cui viaggiava insieme al suo gruppo ebbe un incidente nel quale morirono due ragazzi, e l’impresario, raccontò, ne approfittò per attaccarle addosso quell’etichetta (Il Fatto Quotidiano; Sky TG24). Nel 1982 tornò a Sanremo con un brano di Fossati, E non finisce mica il cielo. Restò fuori dalla corsa alla vittoria, ma i giornalisti la giudicarono meritevole di un riconoscimento, e per l’occasione nacque il Premio della Critica (Treccani; Sky TG24; AGI; Il Fatto Quotidiano). Nel 1983 decise di ritirarsi dalle scene (AGI; Il Fatto Quotidiano; Sky TG24; Rockol).

Tornò nel 1989, a Sanremo, con Almeno tu nell’universo, parole di Bruno Lauzi e musica di Maurizio Fabrizio, scritta nel 1972 e rimasta inedita fino ad allora (AGI; Sky TG24). Arrivò nona, ma la critica le assegnò di nuovo il suo premio (Sky TG24; AGI). Fu il premio anche nel 1990, con La nevicata del ’56 (AGI; Sky TG24; Rockol; Il Fatto Quotidiano): tre riconoscimenti in tre partecipazioni, un record che nessuno aveva ancora eguagliato quando Sky TG24 ne scrisse (Sky TG24; AGI).

Alla fine del 1991 incise Cu’mme con Roberto Murolo, per il suo amore per Napoli (AGI; Sky TG24). Nel 1992 portò a Sanremo Gli uomini non cambiano, di Giancarlo Bigazzi e Beppe Dati: era la favorita della vigilia, e arrivò seconda dietro a Luca Barbarossa con Portami a ballare (AGI; Sky TG24; Il Fatto Quotidiano; Rockol). Nel 1993 salì sullo stesso palco con la sorella Loredana per Stiamo come stiamo, un gesto di riavvicinamento dopo anni di distanza (AGI; Il Fatto Quotidiano; Treccani; Rockol). Nel 1994 uscì il suo ultimo disco, La musica che mi gira intorno, con canzoni di altri autori (Sky TG24; Rockol).

Ritratto dipinto di Mia Martini nella mostra all'aperto «Fiera! Donne che hanno cambiato il mondo». Fotografia di Hitrandil, 27 luglio 2025, CC BY-SA 4.0
Ritratto dipinto di Mia Martini nella mostra all'aperto «Fiera! Donne che hanno cambiato il mondo». Fotografia di Hitrandil, 27 luglio 2025, CC BY-SA 4.0 — Hitrandil, CC BY-SA 4.0. Wikimedia Commons

Il 14 maggio 1995 la trovarono a Cardano al Campo, nel Varesotto, nel suo appartamento, distesa sul letto con addosso le cuffie del walkman (AGI; Il Fatto Quotidiano). Era morta due giorni prima, il 12 maggio, a quarantasette anni (AGI; LaPresse; Il Fatto Quotidiano). Si era trasferita in quella zona da poco, per stare più vicina al padre (AGI; VareseNews). Per la Procura di Busto Arsizio la causa fu un arresto cardiaco; le cronache lo collegano all’assunzione di stupefacenti (AGI; Sky TG24), mentre il Fatto Quotidiano riferisce di un arresto cardiocircolatorio. Le circostanze, scrive Sky TG24, sono sempre state molto discusse. Secondo it.wikipedia i funerali si svolsero a Busto Arsizio, nella chiesa di San Giuseppe, con circa quattromila persone.

Mia Martini riposa dal 1995 nel Cimitero di Cavaria con Premezzo, in via Tito Minniti, nel paese del Varesotto dove aveva vissuto la famiglia Bertè (VareseNews). La tomba, sul lato destro del camposanto, si riconosce dal monumento con un mappamondo attraversato da un disco con la sua fotografia sorridente; sotto, quasi sempre, c’è un fiore fresco (VareseNews). Dal 2017 accanto a lei è sepolto anche il padre (VareseNews). Vengono fan anche da lontano e, a volte, colleghi come Renato Zero (VareseNews). Dal 1996 il Premio della Critica di Sanremo porta il suo nome (AGI; Treccani; Sky TG24), e nel 2019 il film Io sono Mia, con Serena Rossi, ha riportato le sue canzoni a chi non le conosceva (Sky TG24; Avvenire; VareseNews). Chi passa da Cavaria può fermarsi un momento davanti a quel nome e riascoltare Almeno tu nell’universo, pensando a una voce che ha saputo dire il dolore senza chiedere pietà.

Cavaria con Premezzo, Cimitero di via Tito Minniti: la tomba di Mia Martini, con il mappamondo e il disco con la sua fotografia. Fotografia di Ysogo, 20 novembre 2022, CC BY-SA 4.0
Cavaria con Premezzo, Cimitero di via Tito Minniti: la tomba di Mia Martini, con il mappamondo e il disco con la sua fotografia. Fotografia di Ysogo, 20 novembre 2022, CC BY-SA 4.0 — Ysogo, CC BY-SA 4.0. Wikimedia Commons

Dove riposa

Cimitero di Cavaria con Premezzo (Varese), via Tito Minniti

Da dove viene quello che c'è scritto

Immagine: BB.72, CC0, 'Mia Martini nell'agosto del 1973' (Wikimedia Commons)

Scheda scritta dalla redazione di Cimiteri.Online, che ne risponde.

Segnala un errore

Chi ha scritto questa scheda

Questa scheda l'ha scritta la redazione di Cimiteri.Online, e ne rispondiamo noi. Non è stata creata da un familiare e non è una memoria di famiglia: le memorie le crea chi ha titolo, e restano sue.

Correggila, o falla togliere

Se qui c'è un errore, dillo e lo correggiamo. E se sei un familiare di Mia Martini e non vuoi che questa scheda resti sul sito, scrivicelo. Non serve iscriversi. La decide la Redazione, non un sistema automatico: per sicurezza ti mandiamo un'e-mail con un link, valido 24 ore, da aprire per confermare.

Cosa vuoi fare?

A cura di Cimiteri.Online