Pablo Picasso
Pittore, Scultore e Litografo spagnolo
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Pablo Picasso è stato un pittore, scultore, incisore e ceramista spagnolo, vissuto in Francia per gran parte della sua vita adulta. Con Georges Braque inventò il cubismo e cambiò il modo di rappresentare lo spazio nella pittura del Novecento; la sua opera attraversa oltre settant’anni di lavoro e comprende dipinti, disegni, sculture, ceramiche, scenografie e una vasta produzione grafica. Fra i quadri più conosciuti ci sono Les demoiselles d’Avignon e Guernica. Morì l’8 aprile 1973 a Mougins, nel sud della Francia, a novantun anni, e riposa nel terreno di un castello della Provenza.
Infanzia e famiglia
Nacque a Málaga, in Andalusia, in Plaza de la Merced, il 25 ottobre 1881. Il padre, José Ruiz Blasco, insegnava disegno alla scuola di belle arti ed era conservatore del museo cittadino; la madre si chiamava María Picasso López. Secondo Wikipedia in italiano, un bisnonno materno, Tommaso Picasso, era originario di Sori, nel Genovese, e si era stabilito in Spagna nel 1807. Da ragazzo si firmava Pablo Ruiz; Britannica scrive che solo alla fine del 1901 adottò «Picasso», il cognome della madre.
Il talento si vide presto. La madre raccontava che le prime parole del bambino furono «piz, piz», da lápiz, la matita, e il primo dipinto, El picador, risale al 1888-89. Fu il padre a introdurlo al disegno e allo studio dei maestri. Le sorelle Lola e Conchita nacquero nel 1884 e nel 1887; Conchita morì nel 1895, a sette anni. Nel 1891 la famiglia andò a vivere a La Coruña, in Galizia, per il nuovo impiego del padre, e nel 1895 a Barcellona, dove José insegnò alla Llotja.

Formazione: Barcellona e Madrid
A Barcellona, nel 1896, con l’aiuto del padre aprì uno studio in calle de la Plata, che condivideva con l’amico Manuel Pallarès. Qui nacquero La prima comunione e Scienza e carità (1897); quest’ultima ottenne una menzione d’onore a Madrid e un premio a Málaga. Il padre avrebbe voluto mandarlo a studiare a Monaco di Baviera, ma Pablo scelse Madrid e fu ammesso all’Accademia di San Fernando; passava i giorni al Prado, davanti a Velázquez, El Greco e Goya. Una scarlattina lo costrinse a lasciare la città: si rimise a Horta de Ebro, in casa dei genitori di Pallarès.
Tornato a Barcellona, frequentò Els Quatre Gats, la birreria modernista dove si ritrovavano artisti e poeti. Qui conobbe il poeta e pittore Carlos Casagemas, e nel febbraio del 1900 vi allestì la sua prima mostra personale, soprattutto ritratti di amici disegnati.
Parigi, il periodo blu e il periodo rosa
Nell’autunno del 1900 partì per Parigi con Casagemas, per l’Esposizione universale, dove era esposto anche un suo quadro nel padiglione spagnolo. Wikipedia in italiano colloca l’arrivo a fine settembre, Treccani e Britannica parlano di ottobre. Dopo pochi mesi i due tornarono in Spagna; Casagemas, tormentato da un amore infelice, tornò a Parigi e il 17 febbraio 1901 si tolse la vita. Per Britannica quella perdita fu lo stimolo emotivo delle opere del periodo blu, che dura dal 1901 al 1904: figure di poveri, esiliati e mendicanti dipinte in toni di azzurro freddo.
Nell’aprile 1904 si stabilì definitivamente a Parigi, a Montmartre, nel Bateau-Lavoir di rue Ravignan, un vecchio edificio trasformato in studi per artisti. Lì conobbe Fernande Olivier, che gli stette accanto per sette anni, e frequentò Max Jacob, André Salmon, Guillaume Apollinaire. Con la vita più serena il blu cedette il posto a toni di rosa e grigio e il tema dominante divenne il circo: acrobati, arlecchini, famiglie di saltimbanchi. È il periodo rosa, fino al 1906.

Il cubismo
Nella primavera del 1907 portò a termine Les demoiselles d’Avignon, l’interno di una casa di piacere con cinque donne nude dalle forme scomposte; secondo Wikipedia in italiano il quadro suscitò scandalo e non fu compreso neppure dagli amici più vicini, da Matisse ad Apollinaire. Treccani lo mette all’origine del cubismo, insieme a una nuova conoscenza dell’opera di Cézanne. Insieme a Braque, Picasso scompose oggetti e figure in piani sovrapposti, mostrandoli da più lati nello stesso momento: è la fase detta analitica. Con i ritagli di carta incollati e il collage si passò alla fase sintetica. Fu un critico, Louis Vauxcelles, a parlare per primo di «bizzarrie cubiste», riprendendo una battuta di Matisse.
Nel 1909 lasciò Montmartre per un appartamento in boulevard de Clichy. La fama cresceva, ma in quegli anni ebbe problemi di salute e dissapori con Fernande, che lo lasciò nel 1912; poi ebbe una relazione con Eva Gouel, morta di tubercolosi nel 1915. La prima guerra mondiale disperse gli amici: Braque e Derain furono richiamati, Apollinaire partì volontario e morì nel 1918. Picasso, cittadino spagnolo, restò a Parigi.
I balletti, il matrimonio, gli anni venti
Jean Cocteau lo coinvolse nel balletto Parade, per i Balletti russi di Sergej Djagilev, di cui Picasso disegnò il sipario, le scene e i costumi. Nel febbraio del 1917 i due andarono a Roma, dove Picasso vide l’arte classica e rinascimentale, conobbe i futuristi e fu anche a Napoli, Firenze e Milano. Si innamorò della ballerina Olga Khokhlova, figlia di un colonnello dell’esercito russo, e la sposò a Parigi, il 17 luglio 1918, nella chiesa russa. Il figlio Paulo nacque nel 1921. In quegli anni la sua pittura tornò a forme più monumentali e classiche, per poi inquietarsi di nuovo nelle deformazioni del decennio successivo: Treccani nota che, pur senza un’adesione esplicita, le opere di quel periodo sono considerate surrealiste.
Guernica e gli anni della guerra
Nel 1935 Marie-Thérèse Walter gli diede una figlia, Maya, e la sua relazione con la fotografa Dora Maar segnò il periodo successivo. Allo scoppio della guerra civile spagnola, nel 1936, il governo repubblicano lo nominò direttore del Prado, in absentia (Wikipedia in inglese). Nel 1937 incise il poemetto illustrato Sogni e menzogne di Franco per raccogliere fondi per la causa repubblicana, e quando in aprile giunse la notizia del bombardamento di Guernica, in Paesi Baschi, dipinse la grande tela per il padiglione spagnolo dell’Esposizione universale di Parigi. Treccani descrive il quadro come una scena chiusa in una stanza, in bianchi e neri, in cui compare il toro, simbolo di violenza e brutalità. Oggi l’opera è al Museo Reina Sofía di Madrid.
Durante l’occupazione tedesca rimase a Parigi. Secondo Wikipedia in italiano le autorità non lo molestarono, ma gli fu vietato di esporre in pubblico. Nel 1940, riporta Wikipedia in inglese, gli fu negata la cittadinanza francese per le sue «idee estremiste».
Dopoguerra, ceramiche, impegno politico
Nell’ottobre 1944 si iscrisse al Partito comunista francese, di cui restò membro fino alla morte. Per il congresso della pace di Parigi del 1949 disegnò la colomba, che da allora divenne uno dei simboli del movimento pacifista. Ricevette il Premio Stalin per la pace nel 1950 e quello Lenin nel 1962. Un suo ritratto di Stalin, del 1953, fu criticato dal partito perché poco realistico.
Dal 1947 visse a Vallauris, dove lavorò la ceramica con il laboratorio Madoura di Suzanne Ramié, poi a Cannes e, dal 1961, a Mougins. Con la pittrice Françoise Gilot ebbe due figli, Claude (1947) e Paloma (1949); lei lo lasciò nel 1953 e nel 1964 pubblicò un libro di memorie sulla vita con lui, che lo irritò e raffreddò i rapporti con i figli. Nel 1952 incontrò Jacqueline Roque, che lavorava alla Madoura: dopo la morte di Olga, nel 1955, la sposò nel 1961 e restarono insieme fino all’ultimo (Wikipedia in inglese). UPI la descrive come una compagna rimasta fedele fino alla fine. Wikipedia in inglese ricorda invece che il comportamento di Picasso con le donne della sua vita è stato giudicato con durezza, anche dalla stessa Gilot.
Gli ultimi anni
Dagli anni cinquanta Picasso si dedicò a rielaborare i maestri del passato: Las Meninas di Velázquez (1957), Le donne di Algeri da Delacroix, la Colazione sull’erba di Manet (1961), e opere da Goya, Poussin, Courbet. Nel 1963 si aprì il Museo Picasso di Barcellona, con la donazione del segretario e amico Jaime Sabartés, e poi anche lui regalò alla città circa mille opere. Per la grande scultura pubblica di Chicago, inaugurata nel 1967, rifiutò il compenso di centomila dollari e la donò alla città (Wikipedia in inglese). Nel 1971, per i suoi novant’anni, fu il primo artista vivente a cui il Louvre dedicò una mostra nella Grande Galerie.
Fra il 1968 e il 1971 produsse molti dipinti e centinaia di incisioni, giudicati con severità allora e letti più tardi come un anticipo del neoespressionismo (Wikipedia in inglese). Nella primavera del 1973 aiutò a preparare la mostra di duecentouno suoi dipinti al Palazzo dei Papi di Avignone, aperta in maggio.

Le opere
- 1897 — Scienza e carità
- 1903 — La vita
- 1905 — Garçon à la pipe e le scene di circo del periodo rosa
- 1907 — Les demoiselles d’Avignon
- 1917 — scene e costumi per il balletto Parade
- 1937 — Sogni e menzogne di Franco e Guernica
- 1949 — la litografia della Colomba
- 1952-1954 — i pannelli La guerra e La pace, a Vallauris
- 1957 — le variazioni su Las Meninas
- 1967 — la scultura di Chicago
La morte
Picasso morì l’8 aprile 1973 a Mougins, nella villa Notre-Dame-de-Vie. Secondo Wikipedia in italiano la causa fu un edema polmonare acuto; Wikipedia in inglese parla di un arresto cardiaco provocato dall’edema. La sera prima aveva cenato con amici in compagnia di Jacqueline e aveva dipinto fino alle tre del mattino. La mattina dopo non riuscì ad alzarsi e morì alle 11.40, prima dell’arrivo del medico, scrive Wikipedia in inglese; il quotidiano belga La Libre, in un articolo del 2023, indica le 11.45 con un «si dice» e nomina un altro medico, il cardiologo Pierre Bernal.
Fu sepolto il 10 aprile (La Libre). Wikipedia in inglese riferisce che Jacqueline impedì ai figli Maya, Claude e Paloma e al nipote di vedere il corpo e che solo Paulo, l’unico figlio avuto dal matrimonio con Olga, fu ammesso. Picasso non aveva lasciato testamento: ne nacque una lunga contesa sull’eredità, chiusa con un accordo nel dicembre 1976 su un patrimonio stimato in 240 milioni di dollari. Le imposte di successione furono pagate con opere, oggi nel Musée Picasso di Parigi. Tredici anni dopo, il 15 ottobre 1986, Jacqueline fu trovata morta nella villa di Mougins: secondo la polizia, riferì l’agenzia UPI, con un colpo di pistola che sembrava autoinflitto.
Dove riposa
Picasso è sepolto a Vauvenargues, nel terreno del castello, a nord della montagna Sainte-Victoire, vicino ad Aix-en-Provence. Lo aveva acquistato nel 1958 e vi abitò con Jacqueline, a intervalli, dal gennaio 1959 al 1962 (Wikipedia in inglese, voce del castello). La tomba è un tumulo erboso sormontato dalla scultura La Dame à l’offrande (1933); accanto a lui, riferisce UPI, fu sepolta Jacqueline. Il castello è proprietà privata della famiglia; fu aperto alle visite nel 2009 e 2010, secondo la voce.

L’eredità
Picasso aveva tenuto fuori dal mercato gran parte della sua produzione e delle opere altrui. Il Musée Picasso di Parigi custodisce oggi, in base alla dazione del 1979, circa 4.500 opere (203 dipinti), più archivi personali con lettere e fotografie, secondo La Libre. Nel 2003 si è aperto a Málaga il Museo Picasso. Dal 2012 la Picasso Administration, organismo degli eredi, autentica le sue opere.

Date da ricordare
- 25 ottobre 1881 — nasce a Málaga
- Autunno 1900 — il primo viaggio a Parigi
- Aprile 1904 — si stabilisce al Bateau-Lavoir, a Montmartre
- 1907 — Les demoiselles d’Avignon
- 17 luglio 1918 — sposa Olga Khokhlova a Parigi
- 1937 — dipinge Guernica per l’Esposizione universale di Parigi
- Ottobre 1944 — si iscrive al Partito comunista francese
- 8 aprile 1973 — muore a Mougins
- 10 aprile 1973 — sepolto a Vauvenargues
1881–1973
Dove riposa
Château de Vauvenargues, Vauvenargues (Bouches-du-Rhône), nel terreno del castello
Da dove viene quello che c'è scritto
- Wikipedia in italiano, voce «Pablo Picasso» consultata il 16 ottobre 2026
- Wikipedia in inglese, voce «Pablo Picasso» consultata il 16 ottobre 2026
- Wikipedia in inglese, voce «Château of Vauvenargues» consultata il 16 ottobre 2026
- Wikidata, «Pablo Picasso» (Q5593) consultata il 16 ottobre 2026
- Treccani, Enciclopedia on line, voce «Picasso, Pablo» consultata il 16 ottobre 2026
- Encyclopaedia Britannica, voce «Pablo Picasso» consultata il 16 ottobre 2026
- La Libre, «Il y a 50 ans Picasso mourait, un génie et ogre à la fois», 8 aprile 2023 consultata il 16 ottobre 2026
- UPI Archives, «Picasso's second wife dies», 15 ottobre 1986 consultata il 16 ottobre 2026
Immagine: Argentina. Revista Vea y Lea, Public domain (Wikimedia Commons)
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