Piero Schiavazzi
Tenore
- Nascita
- Scomparsa
Riposa a Cimitero monumentale di Bonaria, Cagliari
Il rito
Un pensiero
Lascia un pensieroPrima di cantare sul palcoscenico del Metropolitan di New York, Piero Schiavazzi vendeva L’Unione Sarda per le strade di Cagliari. Era il primo di otto figli: il padre, Carlo, ombrellaio e ambulante, era arrivato da Gignese, sul Lago Maggiore, la madre, Angiolina Bagatti, da Fiumalbo, nel Modenese. Aprirono un piccolo negozio, e il bambino contribuiva al bilancio di casa con quello che trovava: lo strillone, poi il pittore e lo stuccatore.
Nacque in corso Vittorio Emanuele 12, all’una del 14 marzo 1875. Cominciò a studiare canto alla Scuola municipale di musica di Giovanni Battista Dessy, che capì subito il suo talento, e il 10 febbraio 1895 debuttò nell’Amico Fritz al Teatro civico di Cagliari. Una borsa del Comune, ottenuta anche grazie al Sindaco Ottone Bacaredda, lo mandò al Liceo musicale Rossini di Pesaro, che allora era guidato da Pietro Mascagni.
Il 22 novembre 1898, ancora studente, cantò il Cenciaiolo nella prima assoluta di Iris al Teatro Costanzi di Roma. Poi lasciò gli studi e si affidò alla voce e all’istinto: il debutto vero fu nella Bohème, a San Giovanni in Persiceto, il 23 settembre 1899. A Pesaro, il 14 luglio 1900, sposò Asteria Battistelli; ebbero tre figli, Carlo, Virginia e Alfredo. Nel 1901 fu Arlecchino nella prima delle Maschere di Mascagni, al San Carlo di Napoli, e l’anno dopo seguì il Maestro nella tournée negli Stati Uniti e in Canada.
Per quindici anni la sua voce, irruente e scattante, fece di lui una delle stelle del repertorio verista. Il 7 marzo 1906 debuttò alla Scala nella Resurrezione di Alfano; poi vennero Lisbona, Bucarest, il Cile, Buenos Aires e il Covent Garden di Londra, nel 1912. Era bello, elegante, brillante, l’idolo del pubblico femminile. Nel 1914 cominciò anche a fare cinema. Nel 1919, a Parma, mise in piedi per breve tempo il Grand Guignol Musicale, una compagnia che portava in tournée il suo repertorio.
Già dal 1911 la voce cominciò a consumarsi: il declino arrivò presto, legato al repertorio verista e a una tecnica che non aveva mai portato a compimento, coperta per anni dalla generosità e dallo slancio. Nel 1936 pubblicò a Cagliari la sua autobiografia, Piero Schiavazzi racconta!…, e nel 1946 eseguì brani di Catina, un’opera sua, libretto compreso. Il cuore lo tradì a Roma il 25 maggio 1949.
Aveva chiesto di essere sepolto nella sua città, e così fu: la salma tornò a Cagliari, ci fu una cerimonia a San Francesco di Paola e molta gente lo accompagnò. Riposa a Bonaria, nella parte alta del Cimitero. La moglie gli sopravvisse fino al 1960. Una via di Cagliari porta il suo nome; chi viene a trovarlo può cercare sul disco la sua voce, incisa fra il 1903 e il 1909 per la G&T e la Fonotipia.
Dove riposa
Cimitero monumentale di Bonaria, Cagliari (CA)
Cimitero monumentale di Bonaria, Cagliari
Da dove viene quello che c'è scritto
- Wikipedia in italiano: Piero Schiavazzi (consultata il 23/10/2026) consultata il 23 ottobre 2026
- Treccani, Dizionario Biografico degli Italiani: Schiavazzi, Pietro Francesco Teobaldi (consultata il 23/10/2026) consultata il 23 ottobre 2026
- Wikipedia in italiano: Cimitero monumentale di Bonaria (consultata il 23/10/2026) consultata il 23 ottobre 2026
- Wikimedia Commons: File Piero Schiavazzi 1.jpg (consultata il 23/10/2026) consultata il 23 ottobre 2026
Immagine: Mario Nunes Vais, pubblico dominio (da Wikimedia Commons) (Wikimedia Commons) (ritagliata dalla Redazione)
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