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Roberto Murolo

Cantante e Chitarrista napoletano

Nascita
Scomparsa

Riposa a Cimitero Monumentale di Poggioreale, Napoli

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Il rito

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Nel 1937 vinse il campionato italiano di tuffi alti. Lui diceva che la sua straordinaria capacità polmonare veniva dagli anni fra le onde. Con quel fiato cantava a filo di voce, quasi un sussurro. Roberto Murolo venne al mondo a Napoli il 19 gennaio 1912, benché l’anagrafe lo segnasse quattro giorni dopo. Il padre era il poeta Ernesto Murolo, la madre Lia Cavalli, e lui il penultimo di sette fratelli.

Crebbe in una casa dove passavano Raffaele Viviani, Libero Bovio, Ferdinando Russo e Salvatore Di Giacomo. Studiò la chitarra, e nel 1933, a Ischia, accompagnò Vittorio De Sica che cantava E palumme. Negli stessi anni lavorava come impiegato alla compagnia del gas e cantava in un quartetto vocale, il Mida, ispirato ai Mills Brothers, dove aveva la parte del trombone, imitato con la voce. Dalla fine degli anni Trenta al 1946 il gruppo visse all’estero fra teatri e locali di Germania, Bulgaria, Grecia, Ungheria e Spagna. Nei primi anni usava una chitarra costruita a Torino nel 1838 dalla bottega dei Guadagnini.

Tornato dopo la guerra, cominciò da solista e nel 1948 cantava al Tragara Club di Capri. Il microfono esaltava quella voce seducente e sempre intonata, e lo stile da chansonnier d’altri tempi conquistò subito il pubblico. Incise Munasterio ‘e Santa Chiara, Tammurriata nera, Scalinatella, e la radio li portò in tutte le case. Comparve anche al cinema, accanto ad Amedeo Nazzari e Yvonne Sanson, in Catene del 1949.

Dal 1956 studiò a fondo la canzone napoletana dal Duecento in poi, aiutato dal chitarrista Eduardo Caliendo, e il risultato fu Napoletana, l’antologia cronologica uscita nel 1963 in dodici dischi. Poi dedicò quattro album ai «grandi» della canzone: Di Giacomo, Bovio, E. A. Mario e il padre Ernesto. Scrisse anche in proprio: con Nino Oliviero ‘O ciucciariello, e Sarrà… chi sà, che nel 1959 vinse il Festival di Napoli.

Nel 1990 tornò sotto i riflettori con ‘Na voce, ‘na chitarra, dove cantava Pino Daniele e dove Lucio Dalla gli suonava il pianoforte in Caruso. Per gli ottant’anni, nel 1992, cantò Don Raffaè con Fabrizio De André e Cu’ mme con Mia Martini, e la sua voce, in quel duetto, si fece insolitamente più profonda. Nel 1995 incise con la fadista Amália Rodrigues. Il Presidente Scalfaro lo nominò Grande ufficiale il 26 gennaio 1995, il Presidente Ciampi Cavaliere di gran croce il 23 gennaio 2002. Nel marzo dello stesso anno ricevette a Sanremo il premio alla carriera.

Morì il 13 marzo 2003, a novantuno anni, nella casa di Napoli dove abitava, oggi sede della Fondazione che porta il suo nome. Il 17 febbraio 2025 quelle stanze sono diventate la Casa Museo Murolo, aperta al pubblico con testimonianze della sua vita e del suo lavoro. Riposa nel Cimitero monumentale di Poggioreale, in un loculo dell’arciconfraternita dei Rossi. Per ricordarlo basta cercare Napoletana, e lasciarlo cantare.

Dove riposa

Cimitero Monumentale di Poggioreale, Napoli (NA)
Cimitero monumentale di Poggioreale, Napoli, loculo nell'arciconfraternita dei Rossi

Da dove viene quello che c'è scritto

Immagine: Augusto De Luca, CC BY-SA 2.0, Wikimedia Commons (ritagliata dalla Redazione)

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